Archive for Luglio, 2008
Problemi di mission
Sempre piĂą spesso negli ultimi anni abbiamo sentito utilizzare, nel mondo del lavoro, il termine mission.
La mission di un’impresa, o più in generale di qualsiasi organizzazione, è il suo fine, il suo obiettivo, la giustificazione stessa della sua esistenza e ciò che la distingue da tutte le altre.
Definire delle linee guida è estremamente rilevante per le organizzazioni, per questo ci sono aziende che spendono grosse somme di denaro per stabilire la propria mission, affidandosi a costose società di consulenza che collaborano con i migliori manager alla creazione di poche righe di parole piene di buoni propositi, che verranno poi inserite in cornici eleganti e appese all’ingresso degli uffici.
Ciò che stona è che per la maggior parte delle imprese si tratta di parole che rimarranno fini a se stesse e che non forniranno alcuna ispirazione ai dipendenti, anzichè guidarli nello svolgimento delle loro mansioni quotidiane.
Sono poche le imprese dotate di una mission che rifletta veramente la visione e i valori condivisi di ogni singolo membro della squadra, creando senso di appartenenza e impegno comune e dando a tutti le linee guida di comportamento; quelle che ci riescono, però, sembrano avere una marcia in più rispetto alle altre e in molti casi riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati indipendentemente dall’andamento del mercato. Leggi..
La lingua piĂą parlata? Il Nerdic!
Nel mondo rivoluzionato da Internet, anche il linguaggio è diventato materia per tecnofili.
Il Nerdic, cioè la lingua degli appassionati di tecnologia, è diventata la più parlata d’Europa, riuscendo a vincere le resistenze dei francesi (che ancora oggi chiamano il Web “Toile d’araignee mondiale”), l’orgoglio degli inglesi che hanno messo da parte la lingua del business mondiale e le difficoltà degli italiani nell’imparare le terminologie straniere.
A testimoniarlo è PIXmania.com, sito di e-commerce che ha condotto una ricerca sui cittadini europei appartenenti a tutte le fasce d’età .
Questa nuova terminologia, che nasce dalla mescolanza di tanti linguaggi, espressioni e slang, ha la caratteristica di rinnovarsi continuamente, ed è per questo che gli autori della ricerca hanno stilato non solo un decalogo con le espressioni diventate più popolari ma anche di quelle che verranno presto dimenticate. Leggi..
2 commentiInternet fa ingrassare
Internet finora ci ha resi stupidi (dagli studi risulta che condizioni i nostri processi mentali), deconcentrati (riusciamo a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi), asociali (trascorriamo meno tempo con amici, parenti e fuori casa) e, questa è la novità , ora anche grassi.
A sostenerlo è un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School, del Brigham & Women’s Hospital e della Washington University in uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Pediatrics”.
Analizzando lo stile di vita di più di 5.000 ragazze di età compresa fra i 14 e i 21 anni residenti in 50 Stati, i ricercatori hanno riscontrato che più tempo trascorrono sul Web, più tendono a consumare alcolici e meno dormono la notte e questi 3 elementi sembrano influire sull’obesità in modo determinante.
Infatti, dalla stessa ricerca, emerge che le ragazze che hanno consumato 2 o più bevande alcoliche alla settimana e che hanno dormito meno di 6 ore a notte sono ingrassate di più rispetto alle altre, e se hanno navigato senza sosta su Internet hanno raggiunto una media di + 1,80 kg l’anno. Leggi..
Markting Manager nell’era… del brunch
Da alcuni anni ormai siamo abituati a confrontarci col fenomeno dei termini inglesi che invadono la lingua italiana, favoriti anche dalla sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie e dall’internazionalizzazione dei mercati.
Non facciamo più colazione ma aspettiamo l’ora del brunch, non prendiamo più l’aperitivo ma andiamo all’happy hour in un lounge bar, ovviamente solo se è rigorosamente trendy.
Stamattina però, quando ho ricevuto un invito ad un seminario riguardante le “Strategie di co-marketing accessibili con i top brands” che prevede, nell’ordine: forum, workshop, roundtable ed exposition, per culminare in un “Network drink per stabilire contatti business esclusivi”, ho pensato che devono pur esserci dei limiti. Leggi..
2 commentiGli iperconnessi che faranno crescere l’economia
Nel terzo millennio ci sono ancora aziende che resistono alle innovazioni tecnologiche, spesso a causa delle persone che non hanno confidenza con quegli strumenti del Web 2.0 che ci permettono di sviluppare relazioni e di essere sempre in contatto con l’informazione.
Una recente ricerca condotta da Idc, in collaborazione con Nortel, evidenzia che questa situazione è destinata a cambiare: nelle aziende dei 17 paesi analizzati, il 16% dei dipendenti risulta essere “iperconnesso”, dato di per sé non particolarmente significativo ma che lo diventa se pensiamo che le stime indicano che questa percentuale crescerà fino al 40% in breve tempo. Leggi..
2 commentiGrazie ad internet siamo diventati stupidi
I ragazzi dell’era di Internet - scrive Bryan Appleyard sul Sunday Times - non sono intelligenti come credono. Anzi, diventano sempre più stupidi.
La generazione-Google naviga fra migliaia di informazioni, ma ne assimila ben poche leggendo solo qualche riga e senza alcuna concentrazione.
L’80% degli adolescenti italiani naviga sul web, la metà ci trascorre oltre un’ora al giorno.
Un quarto pensa che «abiurare» sia il verso di un animale e, come rimedio alle carenze linguistiche, un terzo dei ragazzi ricorre proprio all’aiuto di Internet.
Tutto vero? Leggi..
4 commentiLe aziende top in innovazione
BusinessWeek ha stilato una classifica con le 50 aziende piĂą innovative del mondo per il 2008,
dalle grandi imprese tecnologiche alle giovani realtĂ imprenditoriali ancora poco conosciute, suddivise in 3 aree geografiche: Europa, Asia e Nord America.
Quando si parla di aziende innovative, Apple non può che essere al primo posto, in tutte e tre le aree geografiche, seguita da Google: «Le aziende più forti, durante i periodi di recessione, investono», dice Eric Schmidt, Ceo di Google. Gli investimenti possono essere di vario genere e natura: come General Electric che investe nei mercati emergenti distribuendo l’elettrocardiogramma portatile in India.
In classifica anche Nokia, Sony, Microsoft, mentre si posiziona al venticinquesimo posto Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg che ormai rientra a pieno titolo tra i “grandi”. Leggi..
Nessun commentoLa rivoluzione dei domini liberi
L’ente che ha la responsabilità di assegnare gli indirizzi IP (ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha annunciato la liberalizzazione dei domini.
Questo significa che presto gli indirizzi Internet potranno terminare con qualunque parola, e non saranno più legati ai paesi (.it, .fr, .uk, …) o al tipo di attività (.com) o all’ente promotore (.org).
Si tratta di una vera e propria rivoluzione che trasformerĂ notevolmente il Web, in quanto ognuno di noi avrĂ la possibilitĂ di scegliere tra un numero infinito di domini, che potranno corrispondere a nomi o a parole di fantasia. Leggi..
Nessun commentoWeb 2.0: un’insidia per la Privacy
Un emendamento alla Manovra del governo ha appena sancito che dal 2010 tutti noi avremo le impronte digitali sulla carta di identitĂ .
Il Grande Fratello di Orwell è sempre più attuale e la sua smania di controllo viene soddisfatta ogni giorno dalle sempre nuove tecnologie elettronico-informatiche che mettono a dura prova la privacy della nostra vita quotidiana: satelliti spia, software anti-privacy, intercettazioni telefoniche e così via, in un crescendo di effetti speciali e indiscrezione.
Ma che fosse tutta colpa del Web 2.0 non ci avevamo ancora pensato.
La Relazione annuale al Parlamento fatta ieri del Garante della Privacy ci mette in guardia:Â “Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, come Myspace e Facebook, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla Rete”. Leggi..
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