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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Internet</title>
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		<title>Scrivere su internet. Sempre di più e sempre meglio?</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/scrivere-su-internet-sempre-di-piu-e-sempre-meglio-1010.html</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 04:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi propongo un pezzo scritto dal mio amico Lorenzo Monfregola, Web Content Writer di Twago: &#8220;La scrittura su internet non ha fino ad oggi avuto una vita facile. I mondi dell’informazione e dell’accademia hanno opposto notevoli resistenze al salto dall’analogico all’interfaccia digitale. Del resto nemmeno gli amanuensi accolsero con gioia la nascita dei caratteri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/scrittura-digitale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4147" title="scrittura-digitale" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/scrittura-digitale.jpg" alt="" width="200" height="146" /></a>Vi propongo un pezzo scritto dal mio amico Lorenzo Monfregola, Web Content Writer di <a title="scrittura web" href="http://www.twago.it" target="_blank">Twago</a>:</p>
<p>&#8220;La scrittura su internet non ha fino ad oggi avuto una vita facile. I mondi dell’informazione e dell’accademia hanno opposto notevoli resistenze al salto dall’analogico all’interfaccia digitale. Del resto nemmeno gli amanuensi accolsero con gioia la nascita dei caratteri a stampa. Si trattava, allora come ora, della perdita di una posizione acquisita.</p>
<p>Per molto tempo si è detto che la scrittura sul web non possa avere nessuna qualità. E’ solo da pochi anni che il <strong>blog</strong> non viene più considerato contenuto di serie B. Oggi è chiaro che i blogger sono sempre più <strong>nativi digitali </strong> che scrivono solo su internet, ed è impossibile che tra questi non ci siano bravi scrittori.</p>
<p>Certo bisogna fare ancora i conti con chi teme le potenzialità del web, la cui orrizontalità accetta l’autorevolezza ma rifiuta l’autoritarismo.</p>
<p>Contro la scrittura online vengono mosse anche critiche più contingenti.Si parla di una scrittura condizionata dall’essere rivolta a lettori superficiali e distratti dal multitasking del computer. Ma questo non può essere un giudizio totalitario. <strong>Il fatto che il web sia pieno di testi di scarsa qualità non ostacola la presenza di buona scrittura.</strong></p>
<p>C’è poi la questione del<strong> Seo</strong>, ancora oggi accusato di essere il primo responsabile di testi scritti solo per fare traffico. Ma le cose non stanno più così. La scrittura non commerciale è quasi sempre stata esente da cattive pratiche di Seo. Quella commerciale è oggi costretta ad esserlo dalla raffinatezza degli <strong>algoritmi</strong> più nuovi. Prima o poi la rete non perdona contenuti inutili e sempre di più un testo di qualità è indispensabile per la credibilità di un sito.</p>
<p>Questa situazione apre nuove prospettive per il lavoro di <strong>web writing</strong>: internet sembra essere il solo settore realmente capace di assorbire e valorizzare il capitale della formazione di migliaia di laureati professionisti della parola (e del pensiero che la prepara).</p>
<p>C’è ancora chi insiste nel dire che il web può al massimo diffondere un buon copywriting, ma non potrà mai essere terreno fertile per la scrittura più nobile. Ma forse anche qua ci saranno sorprese. Forse sta già emergendo una generazione di <strong>poeti digitali</strong> che smentiranno definitivamente qualsiasi tentativo di conservazione&#8221;.</p>
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		<title>Una lista di politici gay non è 2.0</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/lista-politici-gay-0926.html</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come preannunciato, il sito Listaouting ha diffuso la lista dei dieci politici che sarebbero non solo omosessuali ma addirittura integerrimi difensori del rigore dei costumi. La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo processuale (per ora contro ignoti) per illecito trattamento di dati sensibili attinenti la sfera sessuale. Se da un lato è vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/listaouting.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4105" title="listaouting" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/listaouting.jpg" alt="" width="200" height="131" /></a>Come preannunciato, il sito <em>Listaouting</em> ha diffuso la <strong>lista dei dieci politici</strong> che sarebbero non solo <strong>omosessuali</strong> ma addirittura integerrimi difensori del rigore dei costumi.</p>
<p>La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo processuale (per ora contro ignoti) per illecito trattamento di dati sensibili attinenti la sfera sessuale.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>la vita sessuale è una cosa privata</strong> che ognuno ha diritto di vivere come meglio crede, dall’altro è anche vero che, se sei un politico e pontifichi contro l’omosessualità, come minimo non puoi essere gay.<br />
E’ puramente una <strong>questione di coerenza</strong>: sotto le lenzuola puoi fare ciò che ti pare, ma se io ti ho votato ho diritto di sapere che le tue prese di posizione corrispondono ai fatti, e l<strong>a trasparenza è elemento fondamentale della democrazia.</strong></p>
<p>Sulla vicenda qualcuno ha già tirato fuori il termine “Web 2.0”, ma <strong>quello che ha fatto <em>Listaouting</em> non ha nulla a che vedere con la democrazia</strong>, con la condivisione di informazioni e con la trasparenza.<br />
<strong><em>Listaouting</em> ha sparato 10 nomi a vanvera</strong> senza una spiegazione, un aneddoto, uno straccio di prova… l’esatto contrario di ciò che ha fatto, ad esempio, <em>Wikileaks</em>.<br />
A sputtanare senza prove siamo capaci tutti, con buona pace di quel Web che ci rende indistintamente produttori di contenuti.</p>
<p>A questo punto, piuttosto che una lista di politici gay, sarebbe stato più interessante fare un elenco di politici ai quali non sono state fornite le palle.<br />
A testimonianza di questo fatto, quantomeno, abbiamo prove a volontà.</p>
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		<title>I lavori più assurdi sono sul Web</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/i-lavori-piu-assurdi-sono-sul-web-0913.html</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempo di crisi, l&#8217;importante è reinventarsi e soprattutto avere fantasia. Ed è sicuramente meglio un lavoro curioso che passare tutta la vita a casa con mammà. Se di qualche giorno fa è la notizia di un&#8217;insegnante precaria che è entrata in ruolo a 63 anni (Quotidiano.net), c&#8217;è anche chi ha meno &#8220;fortuna&#8221; e deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/lavoro-strano-web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4090" title="lavoro-strano-web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/lavoro-strano-web.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>In tempo di crisi, l&#8217;importante è reinventarsi e soprattutto <strong>avere fantasia.</strong> Ed è sicuramente meglio un lavoro curioso che passare tutta la vita a casa con mammà.</p>
<p>Se di qualche giorno fa è la notizia di un&#8217;insegnante precaria che è entrata in ruolo a 63 anni (<a title="precaria-assunta" href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/02/573545-prof_precaria_assunta_anni.shtml">Quotidiano.net</a>), c&#8217;è anche chi ha meno &#8220;fortuna&#8221; e deve rassegnarsi a qualche lavoro assurdo, di cui il Web sembra un coacervo di proposte.</p>
<p>A Bari, ad esempio, si cerca un <strong>moderatore per assemblee condominiali</strong> di &#8220;almeno un metro e ottanta, muscoloso e conoscitore di arti marziali; puo&#8217; andar bene anche ex pugile&#8221;.<br />
A Roma un fotografo è alla ricerca di &#8220;una<strong> ragazza strabica</strong> per servizio fotografico&#8221;, mentre a Palermo si cerca &#8220;un giovane attore, massimo 24 anni, di corporatura abbondante con la faccia da tonto&#8221;.</p>
<p>Spesso l&#8217;età diventa requisito fondamentale, ma i pareri sono contrastanti: a Rovigo si cerca infatti un &#8220;operaio max 25 anni, astenersi ultra trentenni perchè avete perso la voglia di lavorare&#8221;, mentre a Cremona si cerca l&#8217;esatto contrario: &#8220;operaio minimo 40 anni perchè i giovani non hanno voglia di far niente&#8221;.</p>
<p>Perfino le inclinazioni sessuali, a volte, possono fare la differenza. Un padre cerca infatti un insegnante di latino per la figlia, ma deve essere o donna o <strong>omosessuale.</strong><br />
A verificare, probabilmente, ci penserà lui.</p>
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		<title>Per colpa del Web stiamo perdendo la memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodicamente, a cadenza più o meno semestrale, viene diffusa la notizia secondo la quale l’utilizzo di Google e del Web ci rende stupidi, deconcentrati, pigri, smemorati. L’ultimo studio sull’argomento viene dalla Columbia University di New York e stabilisce che sia la nostra memoria sia la nostra capacità di apprendimento sono cambiate e si sono adattate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/web-cervello.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3980" title="web-cervello" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/web-cervello.jpg" alt="" width="200" height="170" /></a>Periodicamente, a cadenza più o meno semestrale, viene diffusa la notizia secondo la quale <strong>l’utilizzo di <em>Google</em> e del Web ci rende stupidi, deconcentrati, pigri, smemorati.</strong></p>
<p>L’ultimo studio sull’argomento viene dalla <em>Columbia University</em> di New York e stabilisce che sia la nostra memoria sia la nostra capacità di apprendimento sono cambiate e si sono adattate all’uso del Web, cioè si sono indebolite perché le risposte istantanee di<em> Google</em> e degli altri motori di ricerca hanno <strong>attenuato la nostra naturale capacità di memorizzare informazioni.</strong></p>
<p>In poche parole Internet ricorda per noi dati che possiamo ritrovare quando vogliamo, senza <strong>prenderci la briga di doverli imparare:</strong> per questo motivo i giovani sottoposti alla ricerca hanno ricordato informazioni se veniva detto loro che non avrebbero più potuto recuperarle, mentre coloro che avevano a disposizione un pc sul quale annotarle e poterle ritrovare in seguito non le hanno ricordate.</p>
<p>Pare insomma che per colpa di <em>Google</em> il nostro modo di prestare attenzione alle cose e la nostra capacità di concentrazione siano mutate definitivamente.<br />
Lo ha detto il tizio che fa le ricerche che vengono pubblicate da quel giornale scientifico comesichiama <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>60 secondi sul Web</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 05:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Su Internet tutto è velocità, e in pochi secondi ognuno di noi è sottoposto a un vero e proprio sovraccarico di informazioni. Go-gulf.com, attraverso un’infografica, ha cercato di sintetizzare tutto ciò che avviene in un solo minuto tra i milioni di persone collegate in Rete. I numeri sono incredibili: 694.445 interrogazioni su Google, 168 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3922" title="web-60-secondi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/web-60-secondi.jpg" alt="web-60-secondi" width="200" height="149" />Su Internet tutto è velocità, e in pochi secondi ognuno di noi è sottoposto a un vero e proprio <strong>sovraccarico di informazioni.</strong></p>
<p><a href="http://www.go-gulf.com/blog/60-seconds" target="_blank">Go-gulf.com</a>, attraverso un’infografica, ha cercato di sintetizzare <strong>tutto ciò che avviene in un solo minuto</strong> <strong>tra i milioni di persone collegate in Rete.</strong></p>
<p>I numeri sono incredibili: 694.445 interrogazioni su <em>Google</em>, 168 milioni di mail inviate, 600 nuovi video su <em>YouTube</em>, 6.600 nuove foto caricate su <em>Flickr</em>, 695 mila status aggiornati su <em>Facebook</em> e 510 mila commenti sulle bacheche degli amici, 320 nuovi profili su <em>Twitter</em> e 98 mila tweet inseriti, 100 nuovi account su <em>LinkedIn</em>, 370 mila minuti di chiamate via <em>Skype</em>, 13 mila applicazioni per <em>iPhone</em> scaricate, 1.700 download di <em>Firefox</em>, 60 nuovi blog, 1.500 nuovi post, 70 nuovi domini registrati.</p>
<p>Per poi non parlare di quante donne, in un minuto, scoprono il marito che sta rimorchiando su <em>Facebook</em> <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il Web conosce tutti i nostri segreti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa scrissi un pezzo sul fatto che disinstallare la propria vita virtuale non è possibile. Ora un bell’articolo di Riccardo Staglianò, pubblicato su Repubblica.it, approfondisce l’argomento di “Web che non dimentica”, e che ci conosce meglio di nostra madre, di un nostro amico, del nostro psicanalista. A tradimento Expedia mi chiede se voglio andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3854" title="web-segreti" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/web-segreti.jpg" alt="web-segreti" width="200" height="151" />Tempo fa scrissi un <a href="http://www.pamelaferrara.com/web-non-dimentica-non-perdona-1130.html" target="_blank">pezzo</a> sul fatto che <strong>disinstallare la propria vita virtuale non è possibile. </strong><br />
Ora un bell’<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/19/news/internet_biografia-16459400/" target="_blank">articolo</a> di Riccardo Staglianò, pubblicato su <em>Repubblica.it</em>, approfondisce l’argomento di “<strong>Web che non dimentica</strong>”, e che<strong> ci conosce meglio di nostra madre, di un nostro amico, del nostro psicanalista.</strong></p>
<p><em>A tradimento Expedia mi chiede se voglio andare in vacanza con l&#8217;ex fidanzata. Non lo dice proprio così, ma mi suggerisce il suo nome per il secondo biglietto d&#8217;aereo. Se lo ricorda da un vecchio acquisto, l&#8217;impertinente sito di viaggi. Lo stesso fa Amazon per la consegna dei libri. Se li hai fatti spedire a un indirizzo che non frequenti più, lui insiste. Persino il sito delle contravvenzioni del comune di Roma prova a inchiodarti al passato. Vado a controllare una multa e, accanto al verbale, ora hanno messo la foto dell&#8217;infrazione. In bianco e nero, sgranata, ma ineluttabile: sono proprio io in sella. Con la compagna di allora. Dio perdona, Internet no</em> (leggi l’<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/19/news/internet_biografia-16459400/" target="_blank">articolo</a>).</p>
<p>Se fai ricerche su<em> Google</em>, condividi su <em>Facebook,</em> commenti sui blog, esprimi la tua opinione su <em>Twitter</em>,<strong> il tuo ritratto digitale rimarrà per sempre impresso nella Rete. </strong><br />
Spesso non te ne rendi nemmeno conto ma tutti i servizi gratuiti che utilizzi online, dalla posta elettronica al social network alle mappe per creare percorsi al calendario, in realtà<strong> li paghi profumatamente, in termini di privacy.</strong></p>
<p>Chi ad esempio come me utilizza la posta di <em>GMail</em>, si accorgerà che tutto ciò che scrive al suo interno viene utilizzato dal sistema per mostrargli pubblicità pertinenti, ad esempio un hotel a Venezia se ha nominato il festival del cinema.</p>
<p>Esistono anche compagnie specializzate in “Web listening”,<strong> in grado cioè di scandagliare la Rete alla ricerca di informazioni sul tuo conto, </strong>operazione che di solito viene svolta per le aziende, per capire che tipo di reputazione ha un brand o un prodotto.<br />
Alcune sono in grado non solo di tracciare la tua biografia ma addirittura di ricavare il tuo profilo psicologico dalle parole che utilizzi, valutando se siano più o meno “emozionali” e a quale profilo corrispondano.</p>
<p>E’ la nostra vita 2.0 baby, e finché non veniamo immortalati da <em>Google Street View</em> mentre ci facciamo il bidè, possiamo solo essere contenti.</p>
<p>(Immagine: Sara Petagna)</p>
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		<title>Secondo Vargas Llosa sul Web pensiamo come scimmie</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo il premio Nobel Mario Vargas Llosa, il linguaggio che usano i ragazzi su Internet è terrificante e fa supporre che pensino come scimmie. Lo ha affermato in un’intervista al settimanale uruguayano Busqueda: “Internet ha messo in soffitta la grammatica, l’ha liquidata, per cui si vive in una specie di barbarie sintattica. Se scrivi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3780" title="internet-scimmie" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/internet-scimmie.jpg" alt="internet-scimmie" width="200" height="148" />Secondo il premio Nobel Mario Vargas Llosa, <strong>il linguaggio che usano i ragazzi su Internet è terrificante e fa supporre che pensino come scimmie.</strong></p>
<p>Lo ha affermato in un’intervista al settimanale uruguayano <em>Busqueda</em>: “Internet ha messo in soffitta la grammatica, l’ha liquidata, per cui si vive in una specie di barbarie sintattica. Se scrivi in quel modo è perchè parli in quel modo. Se parli così è perchè pensi così, e se pensi così è perchè pensi come una scimmia. Ciò mi sembra preoccupante. Forse la gente è più felice se arriva a questo stato e, chissà, ma non lo so, le scimmie sono più felici degli esseri umani”.</p>
<p>Ecco. E io che volevo scrivere sul mio status di <em>Facebook</em> “Sono al mare, il tempo è brutto”. Mi sa che lo sostituirò con un: “Il mare ha un aspetto plumbeo, verde scuro, fumante, adirato, con macchie di spuma e onde che avanzano sempre alla stessa distanza verso la spiaggia. Talvolta una barchetta di pescatori si dimena fra le scosse; talaltra una raffica di vento scosta le nuvole”.<br />
E poi mi mangerò una banana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Internet fa concorrenza sleale alla TV</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset, in Internet regna la totale assenza di regole e controlli mentre nel mercato televisivo vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione. All’assemblea degli azionisti ha parlato della necessità di difendere gli investimenti contro ogni utilizzo parassitario e ogni pirateria, perché come dimostrato da una serie di cause intentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3753" title="confalonieri-web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/04/confalonieri-web.jpg" alt="confalonieri-web" width="200" height="145" />Secondo Fedele Confalonieri, Presidente <em>Mediaset</em>, <strong>in Internet regna la totale assenza di regole e controlli</strong> mentre nel mercato televisivo vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione.</p>
<p>All’assemblea degli azionisti ha parlato della necessità di difendere gli investimenti contro ogni <strong>utilizzo parassitario e ogni pirateria</strong>, perché come dimostrato da una serie di cause intentate nei confronti dei colossi della Rete, il Web comprometterebbe tutto ciò che ha a che fare con creazione intellettuale, contenuti originali e copyright.</p>
<p><strong>Internet, in poche parole, attenta alla televisione. </strong><br />
E lo fa nel solito modo: <strong>ospitando pirati, materiali rubati e limitandosi a depredare contenuti altrui.</strong> Fattori che secondo Confalonieri minaccerebbero &#8220;il modello di business basato sul pilastro dell&#8217;esclusiva e della remunerazione dei diritti&#8221; (<a href="http://punto-informatico.it/3139163/PI/News/confalonieri-internet-della-concorrenza-sleale.aspx" target="_blank"><em>Punto Informatico</em></a>).</p>
<p>Non è che l’unico vero problema sia che i siti hard fanno concorrenza al <em>Grande Fratello</em>?</p>
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		<title>Gli elettori sono sul Web, i politici no</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 11:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[I tempi sono cambiati, gli elettori hanno trovato un nuovo modo di relazionarsi con la politica attraverso il Web, che non viene più utilizzato unicamente per cercare le informazioni ma anche per creare contenuti. E il bello è che i politici non se ne sono ancora accorti. Chi fa politica dovrebbe sapere, meglio di ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3645" title="politica-web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/03/politica-web.jpg" alt="politica-web" width="200" height="149" />I tempi sono cambiati, <strong>gli elettori hanno trovato un nuovo modo di relazionarsi con la politica attraverso il Web</strong>, che non viene più utilizzato unicamente per cercare le informazioni ma anche per creare contenuti. E il bello è che <strong>i politici non se ne sono ancora accorti.</strong></p>
<p>Chi fa politica dovrebbe sapere, meglio di ogni altro, che <strong>per ottenere il consenso è necessario costruire un rapporto “paritario” con i cittadini</strong>, ma continua ostinatamente ad evitare blog e social network come la peste, quando invece sono proprio gli strumenti ideali per mantenere un contatto reale con gli elettori e il territorio.</p>
<p><strong>Le forme di comunicazione top-down sono ormai da tempo abbandonate </strong>in favore di un nuovo modello di comunicazione dal basso: l’aveva capito <strong>Obama</strong> che in ogni elemento del suo sito incoraggiava l’utente a diventare parte del cambiamento invitandolo a formulare e inviare raccomandazioni e consigli; l’ha capito <strong>Vendola</strong> che ha attivato un processo di partecipazione attraverso le “Fabbriche di Nichi” che coinvolgono giovani volontari nella condivisione di idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere.</p>
<p>La tribuna politica televisiva è morta da un pezzo. Qualcuno se n’è accorto?<br />
<strong>I cittadini preferiscono informarsi di politica online, </strong>sia a livello nazionale sia locale: all’informazione politica in Rete è attribuita maggiore rilevanza e qualità perché libera dai vincoli cui gli altri media sono soggetti.</p>
<p>I termini del gioco sono cambiati. La televisione ci ha messo 13 anni per raggiungere un audience di 50 milioni di persone. <em>Facebook</em> ci è riuscito in pochi mesi. Qualcuno l’ha notato?</p>
<p>Oggi un candidato politico, come un qualunque prodotto, per farsi notare <strong>ha bisogno di essere inserito in una “conversazione”</strong>: deve poter essere segnalato e raccomandato ad altre persone che si fidano molto di più del giudizio degli amici che di quello di sconosciuti professionisti.</p>
<p>Su Internet milioni di persone si scambiano idee e consigli quotidianamente: non essere attivamente presenti non impedisce che si parli di noi. <strong>Possiamo decidere di parlare con la nostra voce o semplicemente di essere l’oggetto delle conversazioni altrui.</strong><br />
Internet non va combattuto, va assecondato.</p>
<p>E allora qual è il problema?<br />
Che in Rete conta il dialogo con altre persone, che bisogna essere semplici, brevi, autentici, che è fondamentale evitare le frasi fatte e puntare sulle idee.</p>
<p>Noi abbiamo politici che in quanto ad idee sono messi male, che comunicano alzando il dito medio o che si lasciano andare a dichiarazioni da stadio come ha fatto Bersani che recentemente si è lanciato in un: “Quando Berlusconi se ne andrà, da tutti i circoli del Pd si leverà il grido <em>Eh già noi siamo ancora qua</em>&#8220;.<br />
Ma “qua” dove? All&#8217;opposizione? <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Web: vietati gli errori grammaticali</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 10:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[errori]]></category>
		<category><![CDATA[grammatica]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunichiamo online; utilizziamo solo 800 vocaboli; violentiamo la lingua italiana con abbreviazioni ed acronimi; viriamo definitivamente verso un gergo che somiglia sempre più ad un codice misterioso e in qualche modo persino ostile. Ma salviamo almeno la grammatica. Zoe Hazelwood, psicologa della Queensland University of Technology, ha studiato le relazioni sul Web e ha decretato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3622" title="web-errori" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/03/web-errori.jpg" alt="web-errori" width="200" height="153" />Comunichiamo online; utilizziamo solo 800 vocaboli; violentiamo la lingua italiana con abbreviazioni ed acronimi; viriamo definitivamente verso un gergo che somiglia sempre più ad un codice misterioso e in qualche modo persino ostile.<br />
<strong>Ma salviamo almeno la grammatica.<br />
</strong><br />
Zoe Hazelwood, psicologa della <em>Queensland University of Technology</em>, ha studiato le relazioni sul Web e ha decretato che <strong>online tutto è tollerato, dalle bugie alle biografie “gonfiate”, ma la lingua deve essere perfetta e priva di errori.</strong></p>
<p>“La gente si forma impressioni del partner online basate su cose come gli errori di ortografia, l’uso di abbreviazioni e acronimi, la quantità di punti esclamativi, l’uso della grammatica”, dice l’esperta. In molti casi questo può essere determinante, soprattutto nel gioco sottile della seduzione, che sempre più spesso viene esercitato attraverso Internet.<br />
Pare infatti che se è facile lasciarsi incantare dal modo in cui scrive una persona, è altrettanto facile <strong>sentirsi imbarazzati se fa troppi errori di ortografia.</strong><br />
Sapevatelo.</p>
<p>E soprattutto ricordate che i congiuntivi sono patrimonio dell’umanità <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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