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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Marketing</title>
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		<title>Costa Crociere: la tragedia rivela la fedeltà al brand</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 11:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Crociere]]></category>

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		<description><![CDATA[La tragedia al largo dell’isola del Giglio ha scatenato il Web e in modo particolare i social network, come è ormai consuetudine. Non è ancora del tutto chiara la causa dell’incidente, anche se sembra che l’ipotesi dell’errore umano sia la più probabile: ciò che è certo è che, in queste ore, Facebook non solo sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4283" title="costa-concordia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>La tragedia al largo dell’isola del Giglio ha scatenato il Web e in modo particolare i social network, come è ormai consuetudine.</p>
<p>Non è ancora del tutto chiara la causa dell’incidente, anche se sembra che l’ipotesi dell’errore umano sia la più probabile: ciò che è certo è che, in queste ore, <em>Facebook</em> non solo sta partecipando al dolore delle vittime, ma <strong>sta dimostrando la forza di un grande brand.</strong></p>
<p>Poche ore dopo la tragedia, <strong>il cordoglio della compagnia è stato espresso attraverso una comunicazione su <em>Facebook</em></strong>, e gli utenti hanno risposto con commenti di solidarietà.</p>
<p>Certo sulla pagina si possono leggere anche accuse e critiche, ma la maggior parte dei messaggi <strong>sostiene la compagnia</strong> chiamando in causa l’esperienza diretta:</p>
<p><em>“Ho viaggiato con Costa con la mia famiglia e siamo stati trattati benissimo, i miei figli non volevano più scendere alla fine. La rifarei comunque. Certo la paura c&#8217;è sempre, ma è presente anche quando viaggio in macchina”.</em></p>
<p><em>“Mi spiace tantissimo che sia successo tutto ciò , ma sono e sarà sempre fedele alla flotta costa. bacio a tutti”.</em></p>
<p><em>“Ho fatto tanti viaggi con Costa e continuerò a farli.Peccato abbiamo perso una nave magnifica!!!!!Sono comunque molto dispiaciuta per chi ha subito questo trauma”.</em></p>
<p>Anche i dipendenti della compagnia hanno creato un gruppo sul social network per <strong>difendere l’operato dei colleghi</strong> e del comandante, in queste ore al centro delle accuse, sottolineando quanto sia difficile mantenere il controllo della situazione quando migliaia di persone sono in preda al panico.</p>
<p>Ne emerge una sensazione disarmante di attaccamento e solidarietà, di fronte alla quale risulta difficile non simpatizzare con il brand.</p>
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		<title>Trenitalia e il marketing dell&#8217;inciviltà</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 25 novembre sono cambiate un po&#8217; di cose per chi viaggia sui Frecciarossa Trenitalia: non esistono più prima e seconda classe ma 4 livelli di servizio che vanno dall&#8217;&#8221;Executive&#8221; (con poltrone singole e reclinabili e poggiagambe regolabile) al più economico &#8220;Standard&#8221;. Ai clienti del livello Standad, però, non è consentito l&#8217;accesso alle altre carrozze, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/marketing-trenitalia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4251" title="marketing-trenitalia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/marketing-trenitalia.jpg" alt="" width="200" height="132" /></a>Dal 25 novembre sono cambiate un po&#8217; di cose per chi viaggia sui <em>Frecciarossa Trenitalia</em>: non esistono più prima e seconda classe ma <strong>4 livelli di servizio</strong> che vanno dall&#8217;&#8221;Executive&#8221; (con poltrone singole e reclinabili e poggiagambe regolabile) al più economico &#8220;Standard&#8221;.</p>
<p>Ai clienti del livello Standad, però, <strong>non è consentito l&#8217;accesso alle altre carrozze</strong>, e non possono usufruire del bar.</p>
<p>«<strong>È una scelta di marketing</strong> &#8211; fa sapere <em>Trenitalia</em> -, finalizzata a garantire livelli di servizio adeguati alle richieste». In altri termini, se hai prenotato un viaggio Milano-Roma in Executive (pagando fino a 169 euro) certo non ti aspetti che il bar sia sovraffollato (<a title="marketing Trenitalia" href="http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_26/trenitalia-tariffa-standard-carrozze-bloccate_5b47bcbc-2fd1-11e1-9b6d-efefc737f468.shtml" target="_blank"><em>Corriere Della Sera</em></a>).</p>
<p>Tocca leggere tra le righe: i clienti poveri non possono usufruire del bar perchè darebbero noia ai clienti ricchi, che dovrebbero aspettare più a lungo prima di essere serviti.<br />
Ma non basta: l&#8217;immagine scelta dall&#8217;azienda per pubblicizzare la classe più economica <strong>mostra una famiglia di colore,</strong> mentre i clienti delle altre classi sono stranamente tutti bianchi.</p>
<p>Del resto chi ha detto che la comunicazione efficace debba essere anche civile?</p>
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		<title>Campagna Qantas su Twitter: record di insulti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Qantas]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ti chiami Qantas e sei una compagnia aerea australiana che il mese scorso ha cancellato tutti i voli per costringere il Governo ad intervenire nella disputa coi sindacati, è meglio se non lanci una campagna online per misurare la soddisfazione dei passeggeri. Il Web e in particolare i social network, grazie al loro potenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-qantas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4211" title="marketing-qantas" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-qantas.jpg" alt="" width="200" height="143" /></a>Se ti chiami <em>Qantas</em> e sei una compagnia aerea australiana che il mese scorso ha cancellato tutti i voli per costringere il Governo ad intervenire nella disputa coi sindacati, è meglio se non lanci una <strong>campagna online per misurare la soddisfazione dei passeggeri.</strong></p>
<p>Il Web e in particolare i social network, grazie al loro potenziale virale, sono in grado di garantire ritorni incredibili ai brand che li sanno presidiare nel modo giusto, ma ci vuole un po’ di buonsenso.</p>
<p>Così, quando <em>Qantas</em> ha <strong>lanciato su <em>Twitter</em> un concorso che invitava a descrivere la propria “esperienza in volo di lusso”</strong>, in poche ore è stata sommersa da 22.000 messaggi… di insulti.</p>
<p>C’è chi ha definito il lusso <em>Qantas</em> come ”piu’ di 3 minuti di preavviso quando l’intera linea aerea è ferma”, o ”restare bloccati in aeroporto dall’altra parte del mondo senza preavviso”, e chi ha dato come risposta “scegliere il lusso di <em>Singapore Airlines</em>” (<a title="Qantas campagna Twitter" href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/qantas-su-twitter-descrivi-il-tuo-volo-di-lusso-con-noi-riceve-22mila-insulti-1027181/" target="_blank"><em>BlitzQuotidiano</em></a>).</p>
<p>La campagna è stata definita dagli esperti “il più grande fallimento di pubbliche relazioni in Australia”, soprattutto per il tempismo di chi non ha ancora capito che il Web non è la televisione e, se ti metti in gioco quando il tuo servizio non è eccellente, può anche succedere che ti facciano un mazzo così.</p>
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		<title>La morte della regina: un caso di marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[regina]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli inglesi mi fanno morire. Da qualche tempo circola la notizia che la Bcc stia addestrando i suoi giornalisti in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina. E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4206" title="marketing-regina" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg" alt="" width="200" height="156" /></a>Gli inglesi mi fanno morire.</p>
<p>Da qualche tempo circola la notizia che la <em>Bcc</em> stia <strong>addestrando i suoi giornalisti</strong> in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina.</p>
<p>E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto in occasione del decesso della Queen mother non era stata delle migliori, a adesso si vuole portare avanti col lavoro.<br />
Una questione di marketing come un&#8217;altra.</p>
<p>Notare che la gaffe imperdonabile dell&#8217;ultima volta era consistita semplicemente in un <strong>completo grigio con cravatta color vinaccia</strong> (definita &#8220;inguardabile&#8221; dal <em>DailyMail</em>) indossato dal mezzobusto Peter Sissons per annunciare il passaggio a miglior vita della sovrana.</p>
<p>Errore terribile che non si può e non si deve ripetere.<br />
Tanto che la <em>Bbc</em> aveva già <strong>emanato una circolare modificando il &#8220;dress code&#8221;</strong> dei suoi giornalisti in caso di lutto: al bando tutti i colori e consentito solo completo nero, camicia bianca e cravatta nera.<br />
Perchè eleganza e buon gusto sono gli unici che non possono morire mai.</p>
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		<title>Catturare i rapinatori: una questione di marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 08:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[rapinatori]]></category>

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		<description><![CDATA[«Hai vinto una cassa birra!». Grazie a questo annuncio fasullo, inviato per posta dalla polizia inglese, sono finiti in trappola alcuni pericolosi criminali latitanti da mesi. L’operazione ha portato all’arresto di rapinatori, aggressori e molestatori sessuali. Appena un mese fa uno sceriffo americano aveva messo le manette a un centinaio di criminali con la promessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-birra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4202" title="marketing-birra" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-birra.jpg" alt="" width="200" height="129" /></a><strong>«Hai vinto una cassa birra!»</strong>. Grazie a questo annuncio fasullo, inviato per posta dalla polizia inglese, sono finiti in trappola alcuni pericolosi criminali latitanti da mesi. <strong>L’operazione ha portato all’arresto di rapinatori, aggressori e molestatori sessuali.</strong> Appena un mese fa uno sceriffo americano aveva messo le manette a un centinaio di criminali con la promessa di una nuova tv al plasma (<a title="Marketing per catturare criminali" href="http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_13/burchia-birra-accalappia-criminali_4ba278cc-0deb-11e1-a3df-26025bf830b6.shtml" target="_blank"><em>Il Corriere della Sera</em></a>).</p>
<p>E poi dicono che gli agenti di polizia siano poco svegli&#8230; Questi sono stati assolutamente geniali!<br />
Probabilmente, se solo fosse stato legale, avrebbero promesso una escort.<br />
Eh già, perchè per accalappiare un uomo, tolte le donne, restano solo birra e telecomando. E questi ci sono cascati alla grande.</p>
<p>&#8220;Gentile signore, siamo lieti di informarla che lei ha vinto una fornitura gratuita di birra&#8221; era il testo della lettera inviata dalla polizia della contea del Derbyshire a circa 80 criminali, con un numero di telefono da chiamare. I malcapitati, credendo di parlare con gli addetti di una società di marketing, <strong>hanno fissato un appuntamento per la consegna</strong>. Peccato solo che dall&#8217;altra parte ci fosse la stazione di polizia, che ha mandato agenti in borghese non per la consegna del premio ma per ammanettare i novelli Homer Simpsons.</p>
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		<title>Steve Jobs: un genio del marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 06:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mai stata simpatizzante dei prodotti Apple. Detesto i sistemi chiusi e non ho voluto contribuire ad arricchire una persona che, è noto, maltrattava i suoi dipendenti e collaboratori. Non credo che il fatto di essere un genio costituisca un’autorizzazione a questi comportamenti. Detto questo, Steve Jobs un genio lo è stato davvero, perlomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4132" title="steve-jobs" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg" alt="" width="200" height="152" /></a>Non sono mai stata simpatizzante dei prodotti <em>Apple</em>.<br />
Detesto i sistemi chiusi e non ho voluto contribuire ad arricchire una persona che, è noto, maltrattava i suoi dipendenti e collaboratori. Non credo che il fatto di essere un genio costituisca un’autorizzazione a questi comportamenti.</p>
<p>Detto questo, Steve Jobs un genio lo è stato davvero, perlomeno un <strong>genio del marketing.</strong><br />
Infatti, se intendiamo il marketing come l’insieme di strategie messe in atto per avvicinare un prodotto al consumatore, <strong>nessuno meglio di Jobs è riuscito ad avvicinare la tecnologia all’uomo.</strong></p>
<p>Jobs aveva una dote unica: l’abilità di prevedere in anticipo le esigenze delle persone, il talento di <strong>innovare tenendo sempre ben presente il destinatario della sua innovazione.</strong><br />
Il suo modello di marketing si basa proprio su quell’umanità che, forse, l’uomo-Jobs non aveva e che consiste nella capacità di <strong>creare un legame profondo col consumatore.</strong><br />
Un legame che ha portato un uomo schivo e con un brutto carattere ad essere celebrato da tutto il mondo, con enorme affetto.</p>
<p>Gira voce che Jobs abbia lasciato prodotti per i prossimi 4 anni. Non mi stupirebbe affatto se tra 4 anni risultassero ancora assolutamente innovativi, nella loro semplicità.</p>
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		<title>Amy Winehouse e il marketing della droga</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/amy-winehouse-e-il-marketing-della-droga-0829.html</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Amy Winehouse]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>

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		<description><![CDATA[Da icona rock a icona… crack. E’ successo in Brasile, dove la polizia carioca ha sequestrato 2000 buste di eroina sulle quali gli spacciatori, per incrementare le vendite, avevano stampato il volto di Amy Winehouse. “Dal momento che i media hanno sparpagliato ai quattro venti che lei era tossicomane i narcos ne hanno approfittato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/amy_winehouse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4053" title="amy_winehouse" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/amy_winehouse.jpg" alt="" width="200" height="154" /></a>Da icona rock a icona… crack.</p>
<p>E’ successo in Brasile, dove la polizia carioca ha sequestrato 2000 buste di eroina sulle quali gli spacciatori, <strong>per incrementare le vendite, avevano stampato il volto di Amy Winehouse.</strong></p>
<p>“Dal momento che i media hanno sparpagliato ai quattro venti che lei era tossicomane i narcos ne hanno approfittato per attirare l’attenzione sulla cocaina che commercializzavano”, ha dichiarato Glaucio Moreira, comandante del ventiduesimo battaglione.</p>
<p>Insomma di questi tempi anche gli spacciatori devono reinventarsi, e per farlo <strong>si aggrappano al marketing.</strong></p>
<p>Prossima uscita prevista: Morgan.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Repubblicani e la pubblicità subliminale</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/i-repubblicani-e-la-pubblicita-subliminale-0712.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[spot]]></category>
		<category><![CDATA[subliminale]]></category>

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		<description><![CDATA[La pubblicità subliminale mi ha sempre affascinata: l’idea che sia possibile essere influenzati nelle nostre decisioni senza rendercene conto contiene una forza inaudita. In America già negli anni 60 c’era stata una forte sensibilizzazione verso l’argomento, tanto che la pubblicità subliminale venne messa al bando dopo la pubblicazione del libro I persuasori occulti di Vance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/pubblicita-subliminale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3956" title="pubblicita-subliminale" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/pubblicita-subliminale.jpg" alt="pubblicità subliminale" width="250" height="114" /></a>La <strong>pubblicità subliminale</strong> mi ha sempre affascinata: l’idea che sia possibile essere influenzati nelle nostre decisioni senza rendercene conto contiene una forza inaudita.</p>
<p>In America già negli anni 60 c’era stata una forte sensibilizzazione verso l’argomento, tanto che la pubblicità subliminale venne messa al bando dopo la pubblicazione del libro <em>I persuasori occulti</em> di Vance Packard, che aveva denunciato i metodi di manipolazione psicologica che il marketing metteva in atto.</p>
<p>Così, anche per deformazione professionale, quando ho visto il <strong><a title="Pubblicità subliminale" href="http://www.youtube.com/watch?v=192neAbJsFw" target="_blank">video</a> dei repubblicani contro il Presidente Barack Obama</strong>, che prende pezzi dei suoi discorsi per smentirli, mi sono subito accorta dell’inserimento della parola “taxes” che appare sovrapposta alla faccia del Presidente per una frazione di secondo, ma sufficiente per associare il leader democratico alle tasse.</p>
<p>Dopo una piccola indagine sul Web ho poi scoperto che in effetti lo scandalo era già scoppiato, ad opera, pensate un po’, del blog italiano <em>Nomfup</em>.</p>
<p>Nel 2000 fu utilizzata una strategia simile contro il democratico Al gore: in uno spot compariva infatti per un millesimo di secondo la parola “rats” (= topi), riferita ai democratici.</p>
<p>Non sono sicura che sia una fortuna, ma in Italia la pubblicità politica, non essendo in grado di condizionare le nostre menti, si limita ad “attentare” a ben altre zone del corpo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche al Qaeda è una questione di marketing</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/anche-al-qaeda-e-una-questione-di-marketing-0627.html</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 05:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[al Qaeda]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno, appena ci svegliamo, cominciamo a fare marketing: cerchiamo di convincere nostro figlio che a scuola si divertirà, nostro marito che non è il caso di cambiare auto, il nostro amante che è molto più bello stare insieme di lunedì sera piuttosto che nel week end. Figuriamoci quanto markettari bisogna essere per convincere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3936" title="Bin-Laden-marketing" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/Bin-Laden-marketing.jpg" alt="Bin-Laden-marketing" width="200" height="149" />Ogni giorno, appena ci svegliamo, cominciamo a <strong>fare marketing</strong>: cerchiamo di convincere nostro figlio che a scuola si divertirà, nostro marito che non è il caso di cambiare auto, il nostro amante che è molto più bello stare insieme di lunedì sera piuttosto che nel week end.<br />
<strong>Figuriamoci quanto markettari bisogna essere per convincere la gente a farsi esplodere.</strong></p>
<p>Secondo quanto racconta Matt Apuzzo dell’<em>Associated Press</em>, Bin Laden prima di morire stava cercando di capire cose stesse succedendo ai suoi compagni e soprattutto ai nuovi affiliati, e <strong>si era convinto che <em>al Qaeda</em> avesse un problema di marketing</strong> mentre l’Occidente vinceva nettamente sul piano delle public relations.</p>
<p>In poche parole <em>al Qaeda</em> aveva bisogno di un nuovo inizio, e quindi di un nuovo nome, perché il brand mancava di un elemento religioso che avvicinasse i musulmani di tutto il mondo “in guerra con l’America”.<br />
E Osama aveva anche iniziato a pensare a qualche variante, come “Monoteismo e Jihad” o “Restaurazione del Califfato”, in fondo il <strong>ricambio della denominazione</strong> è il vecchio trucco di tutte le aziende e tutti i partiti in crisi.</p>
<p>Insomma secondo Bin Laden <em>al Qaeda</em> ormai non fa più abbastanza paura.<br />
Consiglierei di provare con “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=oLStLdL6xi8" target="_blank">Frau Blücher</a>” <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Elezioni amministrative Cento: votare con la testa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Cento]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Fava]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni sto seguendo con passione le amministrative nel mio Comune. Le campagne elettorali non sono altro che campagne di marketing nelle quali i politici cercano di far leva su questo o quel sentimento dell’elettore, che spesso non ha nulla a che vedere con ciò che è oggettivamente meglio per la città. Sovrano incontrastato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3757" title="amministrative-cento" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/04/amministrative-cento.jpg" alt="amministrative-cento" width="200" height="145" />In questi giorni sto seguendo con passione le amministrative nel mio Comune.</p>
<p><strong>Le campagne elettorali non sono altro che campagne di marketing</strong> nelle quali i politici cercano di far leva su questo o quel <strong>sentimento dell’elettore</strong>, che spesso non ha nulla a che vedere con ciò che è oggettivamente meglio per la città.</p>
<p>Sovrano incontrastato di questa tecnica è stato (e forse sarà ancora) Barack Obama, che ha investito le sue energie in una campagna politica/marketing incentrata su valori come la speranza, il progresso, la fiducia in se stessi: ha ripetuto il messaggio di “cambiamento” così tante volte che gli elettori l’hanno identificato con questo concetto, costringendo i suoi avversari a confrontarsi sulle proposte di cambiamento e distraendoli così dagli argomenti che li rendevano più forti, come l’esperienza e le relazioni con gli altri leader internazionali.<br />
Ha vinto perché <strong>la stessa emotività che guida l’acquisto finisce per guidare anche il voto.</strong></p>
<p>Quando non si parla di potenza mondiale, ma di Comune,<strong> gli espedienti sono rimasti quelli di 50 anni fa:</strong> il candidato che si fa fotografare con i figli in braccio, quello che si fa fotografare con i disabili, quello che si fa immortalare assieme alla protezione civile.</p>
<p>Leggendo i programmi elettorali, la sensazione è che, a rotazione, <strong>venga estratto dal cilindro questo o quell’argomento col solo scopo di far leva sui sentimenti più comuni</strong>, e tra 5 anni “tutti a casa” senza che i problemi reali siano stati risolti, perché <strong>per far crescere una città, oltre al cuore, ci vuole un po’ di testa.</strong></p>
<p>Apro la pagina di un quotidiano locale, dove un candidato parla di sicurezza, della scuola di Corporeno che non ha le uscite di emergenza, di quella del Penzale che non è a norma dal punto di vista sismico, perché il terremoto è un argomento che ultimamente va molto di moda. Un altro candidato parla di rapporto di fiducia coi cittadini che devono essere prontamente informati sulle decisioni e le scelte prese, perché “I centesi vengono a conoscenza di un nuovo parcheggio solo quando vedono il tecnico che installa i colonnini, o mentre già stanno disegnando le strisce blu”.<br />
Tra tutte queste &#8220;priorità&#8221;, fortunatamente un candidato parla anche di <strong>sviluppo economico</strong>, Paolo Fava, già sindaco di Cento dal 1993 al 2001.</p>
<p>Chissà, se la nuova amministrazione si impegna nel <strong>far crescere l’economia</strong> e nel <strong>risolvere l’isolamento viario</strong> che da sempre affligge i centesi, magari quando ci ritroveremo un parcheggio in più ce ne accorgeremo anche da soli.</p>
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