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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Riflessioni</title>
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		<title>Il mio 2011, tra reale e virtuale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 16:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente Facebook ha introdotto la timeline, trasformando i nostri profili in una sorta di “diario” nel quale è possibile segnalare eventi importanti della nostra vita, tipo: “sono sul water con un virus intestinale”, e tutti a “likare” a nastro, quasi ad augurartene di più. Se penso al mio personale diario di quest&#8217;anno però, non riesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4256" title="2011" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg" alt="" width="200" height="138" /></a>Recentemente <em>Facebook</em> ha introdotto la timeline, trasformando i nostri profili in una sorta di “diario” nel quale è possibile segnalare eventi importanti della nostra vita, tipo: “sono sul water con un virus intestinale”, e tutti a “likare” a nastro, quasi ad augurartene di più.</p>
<p><strong>Se penso al mio personale diario di quest&#8217;anno</strong> però, non riesco ad essere buonista come <em>Facebook</em>, e qualche pollice verso lo devo proprio opporre.</p>
<p>Il mio 2011 si è aperto con un dolore immenso: la scomparsa di Paolo, compagno di avventure. Il suo ultimo saluto: un&#8217;<strong>emoticon</strong>. Ha lasciato un vuoto incolmabile, ma anche tanta gratitudine per avermi accompagnata fino a qui.</p>
<p>Il bisogno di cambiare aria mi ha portata a traslocare, da Ferrara a Bologna, dal “maial” al “soccmel” e, nonostante viviamo in un mondo in cui <strong>la tecnologia abbatte le distanze</strong>, ho imparato quanto 40 km possano cambiarti la vita, e quanto possano separarti da persone che credevi non avresti mai perso.</p>
<p>Ho ceduto alla tentazione del posto fisso, proprio io che sostenevo di preferire la libertà professionale: naturalmente <strong>lavoro sempre in un&#8217;azienda Web</strong> ed ho colleghi e responsabili meravigliosi (beh a parte una, ma quando mai la vita è davvero perfetta?).</p>
<p><strong>Il confine tra reale e virtuale è diventato sempre più sottile</strong>: quest&#8217;anno sono riuscita a dare un volto a <strong>persone conosciute online</strong> e a trasformarne alcune in amici veri, con i quali condivido esperienze, conoscenze ed ironia: Danilo, Criss, Ste, Lisa, Nellina, Fra, Harry, Alex, Manuel e tanti altri.<br />
E fortunatamente al mio fianco c&#8217;è sempre Manu, il mio amico reale-reale che non manca mai di sfottermi per <strong>la mia vita virtuale.</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno ho riscoperto i valori della famiglia, quanto sia bello vivere vicino alla mia mamma che è la persona migliore del mondo. Purtroppo non sono mai riuscita ad essere una buona figlia quanto lei è una buona madre.</p>
<p>E&#8217; stato un anno di incontri, di addii, di novità, di risate, di passione per il mio lavoro e di grigliate coi vicini di casa che mi tiravano i tappi del vino in balcone e che ovviamente ho lasciato lì, almeno fino a quando non inventeranno il modo di eliminarli col pensiero.</p>
<p>Il 2011 è stato decisamente <strong>un anno di social network:</strong> su <em><strong>Facebook</strong></em> sono arrivati cani e porci (soprattutto i secondi) ed è nato <em><strong>Google+,</strong></em> un social assolutamente inutile di cui nessuno sentiva il bisogno ma che utilizziamo perchè ci serve a livello <strong>SEO</strong>, visto che ormai <strong>sfuggire al monopolio di <em>Google </em>è diventato impossibile.</strong><br />
Ma è stato soprattutto l&#8217;anno di <em><strong>Twitter</strong></em>, il social che ci ha resi sinceri con gli estranei, a differenza degli altri che ci rendono bugiardi con gli amici.</p>
<p>E&#8217; stato un anno intenso e appassionato e oggi, 31 dicembre, a poche ore dal 2012, posso dire che il mio bicchiere non solo è mezzo pieno ma è decisamente pieno fino all&#8217;orlo.<br />
Naturalmente di spritz <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Una lista di politici gay non è 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come preannunciato, il sito Listaouting ha diffuso la lista dei dieci politici che sarebbero non solo omosessuali ma addirittura integerrimi difensori del rigore dei costumi. La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo processuale (per ora contro ignoti) per illecito trattamento di dati sensibili attinenti la sfera sessuale. Se da un lato è vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/listaouting.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4105" title="listaouting" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/listaouting.jpg" alt="" width="200" height="131" /></a>Come preannunciato, il sito <em>Listaouting</em> ha diffuso la <strong>lista dei dieci politici</strong> che sarebbero non solo <strong>omosessuali</strong> ma addirittura integerrimi difensori del rigore dei costumi.</p>
<p>La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo processuale (per ora contro ignoti) per illecito trattamento di dati sensibili attinenti la sfera sessuale.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>la vita sessuale è una cosa privata</strong> che ognuno ha diritto di vivere come meglio crede, dall’altro è anche vero che, se sei un politico e pontifichi contro l’omosessualità, come minimo non puoi essere gay.<br />
E’ puramente una <strong>questione di coerenza</strong>: sotto le lenzuola puoi fare ciò che ti pare, ma se io ti ho votato ho diritto di sapere che le tue prese di posizione corrispondono ai fatti, e l<strong>a trasparenza è elemento fondamentale della democrazia.</strong></p>
<p>Sulla vicenda qualcuno ha già tirato fuori il termine “Web 2.0”, ma <strong>quello che ha fatto <em>Listaouting</em> non ha nulla a che vedere con la democrazia</strong>, con la condivisione di informazioni e con la trasparenza.<br />
<strong><em>Listaouting</em> ha sparato 10 nomi a vanvera</strong> senza una spiegazione, un aneddoto, uno straccio di prova… l’esatto contrario di ciò che ha fatto, ad esempio, <em>Wikileaks</em>.<br />
A sputtanare senza prove siamo capaci tutti, con buona pace di quel Web che ci rende indistintamente produttori di contenuti.</p>
<p>A questo punto, piuttosto che una lista di politici gay, sarebbe stato più interessante fare un elenco di politici ai quali non sono state fornite le palle.<br />
A testimonianza di questo fatto, quantomeno, abbiamo prove a volontà.</p>
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		<title>La scia digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 09:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se non sempre me ne rendo conto, la mia vita ha milioni di spettatori, amici e aziende che seguono la mia scia digitale e che controllano le mie abitudini per capire chi sono. La mattina il mio smartphone mi dà la sveglia alle 7, si accende e comunica al mio operatore telefonico e ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3951" title="scia-digitale" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/scia-digitale.jpg" alt="scia-digitale" width="200" height="144" />Anche se non sempre me ne rendo conto, <strong>la mia vita ha milioni di spettatori,</strong> amici e aziende che seguono la mia scia digitale e che controllano le mie abitudini per capire chi sono.</p>
<p>La mattina il mio smartphone mi dà la sveglia alle 7, si accende e comunica al mio operatore telefonico e ad alcuni produttori di applicazioni che sono “operativa”.<br />
Faccio una doccia mentre il pc si avvia, leggo le notizie, controllo la posta, aggiorno il mio blog, fornendo al mondo altre importanti <strong>informazioni su di me.</strong><br />
Esco di casa, le celle del mio operatore telefonico seguono i miei <a href="http://www.pamelaferrara.com/lo-smartphone-che-non-si-fa-gli-affari-suoi-0427.html" target="_blank">spostamenti</a> e forniscono <strong>informazioni sui miei movimenti. </strong><br />
Mi fermo in un bar per fare colazione, mentre mi servono mi rimetto a navigare e continuo a comunicare informazioni che servono a <strong>profilarmi</strong>: cosa leggo, cosa faccio, cosa voglio.<br />
Pago col bancomat facendo sapere alla mia banca le mie <strong>abitudini di consumo. </strong><br />
Mi muovo verso l’ufficio: il gps comunica alla Mercedes quanti km percorro, quanto consumo e che stile di guida ho, intanto il mio cellulare continua ad agganciarsi a nuove celle.</p>
<p>Arrivo in ufficio, accendo il pc comunicando al mio datore di lavoro che sono in perfetto orario, mi collego a <em>Facebook, Twitter</em> e <em>Foursquare</em>: il primo mi chiede a cosa sto pensando, il secondo cosa sto facendo, il terzo dove mi trovo. In pratica <strong>il Web è il mio fidanzato.</strong><br />
E sono solo le 9 del mattino.</p>
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		<title>della vita L&#8217;albero: come gestire gli errori</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 09:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita a tutti di sbagliare. Il problema è che una volta si poteva sperare che i nostri errori passassero inosservati, mentre oggi il Web non perdona e se sbagli il popolo online ti twitta e ti facebucca a nastro. Oggi, se ti capita di sbagliare, l&#8217;unica possibilità che hai è ammetterlo, e rendere l&#8217;errore ancor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-3927  alignleft" title="albero-della-vita" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/albero-della-vita.jpg" alt="albero-della-vita" width="247" height="175" />Capita a tutti di sbagliare.<br />
Il problema è che una volta si poteva sperare che i nostri errori passassero inosservati, mentre oggi<strong> il Web non perdona</strong> e se sbagli il popolo online ti twitta e ti facebucca a nastro.</p>
<p>Oggi, se ti capita di sbagliare, l&#8217;unica possibilità che hai è ammetterlo, e <strong>rendere l&#8217;errore ancor più virale</strong>.<br />
Peccato che ancora in pochi l&#8217;abbiano capito.</p>
<p>Qualche giorno fa, ad esempio, ha fatto il giro del Web la notizia di un cineclub di Bologna (il <em>Lumière</em>), che per 9 giorni ha proiettato &#8220;L&#8217;albero della vita&#8221; di Malick<strong> invertendo le bobine</strong>, solo che <strong>nessuno se n&#8217;è accorto. </strong><br />
Anzi, magari i molti intellettuali frequentatori hanno pure apprezzato:</p>
<p>Par di vederli, mentre escono dalla sala magnificando la genialità del regista nel mettere la parola FINE al termine del primo tempo, superata solo dall’intuizione di inserire i titoli di testa all’inizio del secondo (<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1006&amp;ID_sezione=56&amp;sezione=" target="_blank"><em>La Stampa</em></a>).</p>
<p>Ovviamente nessuna dichiarazione da parte del cinema.</p>
<p>Ecco, se il cinema fosse stato mio, avrei alimentato il tam tam mediatico e buttato tutto sul ridere: &#8220;Film al contrario? Ci abbiamo provato. Ma coi Led Zeppelin ha funzionato meglio&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La sinistra vince perchè i suoi elettori non fanno un cazzo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il momento più interessante delle elezioni, almeno da un punto di vista sociologico, è il dopo-elezioni, quando vincitori e sconfitti fanno le prime dichiarazioni, normalmente all&#8217;insegna della sobrietà. Il più &#8220;acclamato&#8221; dai bloggers è stato sicuramente l&#8217;Onorevole Giorgio Straquadanio, che ha ben pensato di dichiarare che la sinistra vince sul Web perché &#8220;i suoi elettori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3916" title="straquadanio" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/straquadanio.jpg" alt="straquadanio" width="200" height="156" />Il momento più interessante delle elezioni, almeno da un punto di vista sociologico, è il <strong>dopo-elezioni</strong>, quando vincitori e sconfitti fanno le prime dichiarazioni, normalmente all&#8217;insegna della sobrietà.</p>
<p>Il più &#8220;acclamato&#8221; dai bloggers è stato sicuramente l&#8217;<strong>Onorevole Giorgio Straquadanio</strong>, che ha ben pensato di dichiarare che<strong> la sinistra vince sul Web perché &#8220;i suoi elettori non fanno un cazzo tutto il giorno&#8221; </strong>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=n3wgWlQzidQ" target="_blank">video</a>), riferendosi ai tanti <a href="http://www.pamelaferrara.com/da-twitter-a-facebook-per-dire-io-ho-votato-0614.html" target="_blank">articoli</a> che hanno parlato di come il quorum ai referendum sia stato raggiunto soprattutto grazie alla <strong>mobilitazione della Rete.</strong></p>
<p>La teoria che sta alla base di tutto, come <a href="http://blog.panorama.it/italia/2011/06/15/stracquadanio-insiste-%C2%ABla-sinistra-vince-sul-web-perche-lavora-meno%C2%BB/" target="_blank">dichiarato</a> dallo stesso Straquadanio, è che &#8220;nel corpo sociale della sinistra ci sono 4 milioni di dipendenti del pubblico impiego che dalle 2 del pomeriggio sono liberi&#8221;.<br />
Secondo lui sarebbe infatti noto che il pubblico impiego stia con il centrosinistra, come gli imprenditori stanno con il centrodestra.</p>
<p>In parole povere quel popolo continuamente invocato e cui tutti fanno appello per vincere le elezioni diventa improvvisamente una <strong>massa di fancazzisti ignoranti</strong>, ma la parte del ragionamento che a me interessa di più, essendo internettiana e per di più apolitica, è questo connubio tra &#8220;chi sta sul Web&#8221; e &#8220;chi non fa un cazzo&#8221;.<br />
Cioè se stai sul Web è perchè hai del tempo da perdere, non perchè magari è <strong>dal Web che passa l&#8217;informazione.</strong></p>
<p>Chissà se il nostro eroe ha considerato che probabilmente tutti coloro che sul Web &#8220;non fanno un cazzo&#8221; stanno semplicemente imitando la strategia del nostro Governo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se sei uno che lavora col pc</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 07:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando lavori per il web puoi star certo di 2 cose: nessuno sa quello che fai e tutti ti chiedono consigli che col tuo lavoro non centrano un tubo. Tipo: tu che conosci Internet, io ho un pc che si collega solo la domenica – notare che il caso (umano) è reale. Il punto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3899" title="pc" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/pc.jpg" alt="pc" width="200" height="149" />Quando lavori per il web puoi star certo di 2 cose: <strong>nessuno sa quello che fai e tutti ti chiedono consigli che col tuo lavoro non centrano un tubo.</strong> Tipo: tu che conosci Internet, io ho un pc che si collega solo la domenica – notare che il caso (umano) è reale.</p>
<p>Il punto è che il disagio nei confronti della tecnologia è ancora grande e in pochi hanno chiara la differenza tra pc (hardware) e Internet e se, come nel mio caso, “sei uno che lavora col pc” (poco importa se lavori ad un progetto segreto di intelligenza artificiale per il CERN o se fai data entry per un’azienda di salumi), <strong>ti trasformi immediatamente in un tuttologo</strong> in grado di risolvere qualunque problema (che normalmente risiede tra il primo e il secondo neurone nella testa dell&#8217;utilizzatore).</p>
<p>Il mio amico <a href="https://twitter.com/#!/alejorey" target="_blank">@alejorey</a>, che lavora (tra l’altro) in un&#8217;azienda di sole donne, ha stabilito le t<strong>re regole d&#8217;oro</strong> <strong>da seguire</strong> prima di chiedere il suo aiuto:</p>
<p>1. Usa blocco note<br />
2. Prova col tasto destro del mouse<br />
3. Controlla il cavo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I social e i chili di troppo politically correct</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa avevo scritto un pezzo su uno studio americano che dimostrava che chi naviga per qualche minuto la propria pagina Facebook subisce un aumento di autostima. Il tutto avverrebbe perché sui social si tende a dare una visione positiva di se stessi. I social sono il trionfo del politically correct, luoghi in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3819" title="social-network" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/social-network1.jpg" alt="social-network" width="200" height="159" />Qualche tempo fa avevo scritto un <a href="http://www.pamelaferrara.com/facebook-aumenta-l%E2%80%99autostima-0307.html" target="_blank">pezzo</a> su uno studio americano che dimostrava che chi naviga per qualche minuto la propria pagina <em>Facebook</em> subisce un <strong>aumento di autostima.</strong><br />
Il tutto avverrebbe perché sui social si tende a dare una visione positiva di se stessi.</p>
<p><strong>I social sono il trionfo del politically correct</strong>, luoghi in cui ognuno cerca il suo “riscatto sociale” facendosi ammirare, apparendo bello, intelligente, simpatico e garantendo sempre il meglio di sé. Luoghi in cui qualunque cosa pubblichi puoi ricevere caterve di “mi piace”, ma nessuno può permettersi di esprimere un parere negativo, pena il risultare antisociale.</p>
<p>Più ancora di come ci percepiscono gli altri, <strong>è proprio una questione di come percepiamo noi stessi.</strong><br />
<em>MySpace</em>, ad esempio, alla voce “corporatura” non annovera alcun “corpulento” o “sovrappeso” ma un bel “<strong>ho qualche extra</strong>”, che detto così suona come un qualcosa in più, un valore aggiunto, un aspetto positivo.</p>
<p>Ecco perché amo i social. Perché sono gli unici in grado di trasformare una befana in una “diversamente gnocca”.</p>
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		<title>Social network a go go, ma senza sapore</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/social-network-a-go-go-ma-senza-sapore-0513.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intendiamoci: amo i social network, ma a volte trovo che in questi contesti di condivisione 2.0 la vita sia un po’ insipida, un po’ spenta. Una volta c’era la televisione con i suoi modelli, che imponeva a tutte le donne di diventare veline e agli uomini di diventare tronisti. Con il Web la comunicazione parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3815" title="social-network" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/social-network.jpg" alt="social-network" width="200" height="146" />Intendiamoci: amo i social network, ma <strong>a volte trovo che in questi contesti di condivisione 2.0 la vita sia un po’ insipida</strong>, un po’ spenta.</p>
<p>Una volta c’era la televisione con i suoi modelli, che imponeva a tutte le donne di diventare veline e agli uomini di diventare tronisti. <strong>Con il Web la comunicazione parte dal basso e ognuno di noi ha la possibilità di essere protagonista e creare contenuti</strong>, ma alla fine che genere di contenuti creiamo?</p>
<p>Stupidi. Dalle frasi strappalacrime tipo: “A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo” ai messaggi in codice per quell’unico che dovrebbe capire ma che ci dobbiamo sciroppare in 200, tipo “Sono seduta sulla riva del fiume e aspetto di veder passare il tuo cadavere”, senza considerare i noiosissimi commenti che lasciamo sulle foto di amiche un po’ zoccole con scritto “Wow che stile!” (aggiungere “da marciapiede” sarebbe brutto).</p>
<p><strong>Su <em>Facebook</em> siamo tutti bellissimi (grazie a Photoshop), siamo tutti super simpatici (grazie alle battute scopiazzate qua e là) e soprattutto ci amiamo tutti alla follia e cvtttb.</strong></p>
<p>Almeno la tv proponeva modelli irraggiungibili. Sui social gli attori siamo noi, solo che recitiamo peggio di Manuela Arcuri.</p>
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		<title>La mia mamma</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 22:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
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		<description><![CDATA[“Mettiti il golfino che fuori fa freddo”, “Sei sicura di aver mangiato abbastanza?”, “Mandami un sms quando arrivi”. La mamma è sempre la mamma, e non importa se abbiamo 10 anni, 30 o 50, la sua preoccupazione e ragione di vita resta sempre e solo una: farci stare bene. Che bella invenzione le mamme! Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3799" title="festa-mamma" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/festa-mamma.jpg" alt="festa-mamma" width="200" height="149" />“Mettiti il golfino che fuori fa freddo”, “Sei sicura di aver mangiato abbastanza?”, “Mandami un sms quando arrivi”. La mamma è sempre la mamma, e non importa se abbiamo 10 anni, 30 o 50, <strong>la sua preoccupazione e ragione di vita resta sempre e solo una: farci stare bene.</strong><br />
Che bella invenzione le mamme! Ci danno la vita e poi dedicano la loro a sostenerci ogni giorno, a guidare i nostri primi passi, a proteggerci.<br />
<strong>La mamma è l’unica che ci ama qualunque cosa facciamo e qualunque persona diventiamo</strong>, che è sempre orgogliosa di noi, che ci vuole bene ad oltranza e senza condizioni.</p>
<p><strong>La mia è una mamma speciale</strong>, una mamma che, quando me ne sono andata di casa tanti anni fa, visto che odio il telefono ha iniziato a scrivermi le mail.<br />
E’ la persona più buona, generosa, altruista che conosco… E poi ci sopporta, me, mio fratello e mio padre, il che è sufficiente a renderla una santa.</p>
<p>Da figli spesso non ci rendiamo conto di cosa significhi essere genitori e di quanti sacrifici vengano fatti per noi ogni giorno.<br />
Oggi, per una volta, prendiamoci cura noi della mamma, e dedichiamo questa giornata alle donne che ci hanno dedicato un&#8217;intera vita.<br />
<strong>Auguri a tutte le meravigliose mamme del mondo</strong>, e soprattutto alla mia <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L’avvocato senza pc</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 13:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina sono stata da un potenziale cliente che mi aveva contattata per un servizio di Web marketing. Il suo studio è davvero bello, non ho mai visto un luogo di lavoro così elegante, raffinato, accogliente e… principesco. Sembrava di essere in un film americano, quelli con i super avvocati che hanno uffici più grandi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3784" title="senza-pc" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/senza-pc.jpg" alt="senza-pc" width="200" height="150" />Stamattina sono stata da un potenziale cliente che mi aveva contattata per un servizio di Web marketing.<br />
Il suo studio è davvero bello, non ho mai visto un luogo di lavoro così elegante, raffinato, accogliente e… principesco. Sembrava di essere in un film americano, quelli con i super avvocati che hanno uffici più grandi di casa mia, con salotto e biblioteca incorporati.</p>
<p>Appena entrata però mi sono accorta che qualcosa stonava, e <strong>dopo essermi accomodata alla scrivania ho notato la mancanza di un computer.</strong> La scrivania era cosparsa di scartoffie, c’erano quotidiani e riviste, un telefono, ma nulla che facesse pensare ad un pc e, non avendolo portato con me, quando è stato il momento di guardare alcune cose online mi è toccato spiegarle a voce.</p>
<p>Come si possa, nel 2011, svolgere una professione che richiede aggiornamento continuo, e farlo senza un pc, è un mistero.</p>
<p>Credo che rinuncerò all’incarico.<br />
I clienti che non hanno un pc sono i peggiori. Sono quelli che per qualunque stupidaggine ti chiamano.</p>
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