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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Studi e sondaggi</title>
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		<title>Facebook cambia il nostro cervello</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 07:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio svolto da un team di ricercatori di Londra e pubblicato sulla rivista Proceedings, i social network sono in grado di modificare fisicamente il cervello, e c’è addirittura una corrispondenza tra il numero degli amici e la quantità di materia grigia nelle aree cerebrali dedicate alla socialità. La ricerca è stata condotta effettuando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cervello.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4167" title="facebook-cervello" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cervello.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>Secondo uno studio svolto da un team di ricercatori di Londra e pubblicato sulla rivista <em>Proceedings</em>, <strong>i social network sono in grado di modificare fisicamente il cervello</strong>, e c’è addirittura una corrispondenza tra il numero degli amici e la quantità di materia grigia nelle aree cerebrali dedicate alla socialità.</p>
<p>La ricerca è stata condotta effettuando la scansione del cervello di 125 studenti universitari ed esaminando il numero dei loro amici su <em>Facebook.</em></p>
<p>&#8220;Abbiamo trovato <strong>alcune regioni cerebrali che sembrano avere un collegamento con il numero di amici che abbiamo, sia &#8216;reali&#8217; che &#8216;virtuali&#8217;&#8221;</strong>, ha dichiarato il dottor Kanai Ryota, responsabile della scoperta.</p>
<p>Pare inoltre che ci siano già stati esperimenti precedenti che hanno dimostrato un legame tra il volume dell’amigdala (regione cerebrale associata alla memoria e alle risposte emotive) e la complessità delle reti sociali nel mondo reale.</p>
<p>Insomma chi ha più amici su <em>Facebook</em> ha più materia grigia nel cervello. Oppure una quarta di reggiseno <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il web e la mappa dell’umore</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel momento in cui ci iscriviamo a un social network e mettiamo i nostri pensieri e stati d’animo in balia della Rete, un po’ cavie lo diventiamo per forza e gli studiosi si interessano a noi. Secondo uno studio condotto da due ricercatori americani della Cornell University, che hanno preso in esame 509 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/umore-twitter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4119" title="umore-twitter" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/umore-twitter.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Nel momento in cui ci iscriviamo a un social network e mettiamo i nostri pensieri e stati d’animo in balia della Rete, un po’ cavie lo diventiamo per forza e gli studiosi si interessano a noi.</p>
<p>Secondo uno studio condotto da due ricercatori americani della <em>Cornell University</em>, che hanno preso in esame 509 milioni di tweet, <strong>in tutto il mondo le persone mostrerebbero cambiamenti dello stato d’animo secondo ritmi simili</strong>, nonostante i diversi stili di vita e le differenze culturali e religiose.</p>
<p>Ne è emerso che <strong>siamo tutti più felici al mattino</strong> e che, nel corso della giornata, l’umore tende a deteriorarsi, per raggiungere di nuovo il picco verso mezzanotte (quando tocchiamo il letto) e nel week end.</p>
<p>Lo psichiatra Tonino Cantelmi, però, non è d’accordo: &#8221;A mio parere nello studio vi è un errore di fondo, l&#8217;omogeneità del risultato ottenuto è legata al fatto che il popolo di <em>Twitter</em> è simile ovunque, per esempio è estroverso e ha conoscenze tecnologiche e impegni lavorativi simili. E&#8217; <em>Twitter</em> che seleziona gente simile&#8221;.</p>
<p>In poche parole su <em>Twitter</em> saremmo tutti uguali e quindi soggetti agli stessi stati d’animo.<br />
Per poi non parlare dei bruciori di culo <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Chi usa Internet Explorer è meno intelligente</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 08:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le capacità cognitive influenzano la scelta del browser Web. Lo stabilisce una ricerca svolta da AptiQuant, società specializzata in test psicometrici, che ha proposto un test online a 100.000 persone tracciando i punteggi QI in base al browser utilizzato. Ne è emerso che gli utenti Internet Explorer hanno un punteggio QI inferiore rispetto a quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/explorer-intelligenza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4012" title="explorer-intelligenza" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/explorer-intelligenza.jpg" alt="" width="200" height="139" /></a>Le capacità cognitive influenzano la scelta del browser Web.<br />
Lo stabilisce una <a href=" http://www.aptiquant.com/IQ-Browser-AptiQuant-2011.pdf" target="_blank">ricerca</a> svolta da <em>AptiQuant</em>, società specializzata in test psicometrici, che ha proposto un test online a 100.000 persone tracciando i punteggi QI in base al browser utilizzato.<br />
Ne è emerso che <strong>gli utenti<em> Internet Explorer</em> hanno un punteggio QI inferiore rispetto a quelli che utilizzano gli altri browser.</strong></p>
<p>La ricerca, alquanto discutibile, ha evidenziato che gli utenti di <em>Chrome</em>, <em>Firefox</em> e <em>Safari</em> hanno un QI superiore, mentre i più intelligenti in assoluto sono gli utenti che usano <em>Opera</em>.<br />
Confrontando poi i dati del 2006 con quelli del 2011, emerge che <strong>le persone più intelligenti hanno sostituito <em>Internet Explorer</em> con i browser concorrenti.</strong></p>
<p>Nella maggior parte dei casi, però, utilizzare Explorer non è una scelta, piuttosto una <strong>non-scelta</strong>, considerando che si tratta del browser che si trova già installato all&#8217;acquisto del computer, e che il 95% delle persone che lo utilizzano non ha idea di come installare un browser alternativo.<br />
Il che ribadisce il fatto che non possono essere considerati utenti, ma uTONTI <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Gli amici su Facebook sono come locuste</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli amici su Facebook comunicano tra loro come fanno le locuste nello sciame: quando si tratta di prendere delle decisioni, infatti, questi insetti si fanno condizionare dal parere dei simili che le circondano nel loro &#8216;social network&#8217;. Lo dimostra uno studio pubblicato sul New Journal of Physics dai ricercatori tedeschi del Max Planck Institute per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/facebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3991" title="facebook" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/facebook.jpg" alt="facebook" width="200" height="155" /></a><strong>Gli amici su <em>Facebook</em> comunicano tra loro come fanno le locuste nello sciame</strong>: quando si tratta di prendere delle decisioni, infatti, questi insetti si fanno condizionare dal parere dei simili che le circondano nel loro &#8216;social network&#8217;. Lo dimostra uno studio pubblicato sul <em>New Journal of Physics</em> dai ricercatori tedeschi del Max Planck Institute per la fisica dei sistemi complessi (<a title="facebook locuste" href="http://ansa.it/web/notizie/specializzati/scienza/2011/07/19/visualizza_new.html_784163078.html"><em>Ansa</em></a>).</p>
<p>I ricercatori di Dresda <strong>hanno utilizzato un modello che simula il social network per decodificare il comportamento delle locuste,</strong> scoprendo che è fondamentale l’interazione attraverso la quale alcune di loro riescono a convincerne altre a spostarsi nella stessa direzione.</p>
<p>Il meccanismo attraverso il quale si coordinano è lo stesso con cui noi decidiamo, ad esempio, come trascorrere la serata: <strong>ci lasciamo convincere dalla nostra rete sociale,</strong> e spesso da chi si muove nella direzione opposta alla nostra.</p>
<p>In poche parole, sia noi sia le locuste emuliamo il comportamento della nostra rete di amicizie.<br />
Ma almeno una locusta non ti scrive in bacheca “Te la rubo”.</p>
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		<title>Facebook scatena l’ormone dell’amore</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 05:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio americano, navigare su Facebook provoca nel nostro cervello scariche di ossitocina, come un bacio appassionato. L’ossitocina, o “ormone dell’amore” è una sostanza naturale che, come la dopamina, aumenta nel nostro organismo regalandoci benessere e buonumore. Secondo lo studio della Claremont University, diretto dal Professor Paul J. Zack, questo ormone aumenta nel sangue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3887" title="facebook-amore" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/facebook-amore.jpg" alt="facebook-amore" width="200" height="146" />Secondo uno studio americano, navigare su <em>Facebook</em> provoca nel nostro cervello <strong>scariche di ossitocina</strong>, come un bacio appassionato.<br />
L’ossitocina, o <strong>“ormone dell’amore”</strong> è una sostanza naturale che, come la dopamina, aumenta nel nostro organismo regalandoci <strong>benessere e buonumore.</strong></p>
<p>Secondo lo studio della <em>Claremont University</em>, diretto dal Professor Paul J. Zack, questo ormone aumenta nel sangue del 13% dopo la fruizione dei social network più popolari: insomma una sortita su <em>Facebook</em> o <em>Twitter</em> e stiamo già meglio, come dopo un bacio d’amore o una sessione di coccole.</p>
<p>Se i risultati sono reali, provano che l<strong>e interazioni sui social abbattono la solitudine, ci fanno sentire confermati, coccolati e amati.</strong><br />
Quando non scatenano in noi istinti omicidi:)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook: gli italiani e le immagini del profilo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 12:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo già parlato di uno studio condotto esaminando le immagini dei profili di Facebook. Ora abbiamo a disposizione nuovi risultati che ci riguardano, ottenuti dall’analisi di oltre 1000 profili tra i 17milioni di italiani (uomini e donne) iscritti al popolare social network nel 2011. Nella maggioranza dei casi (85%) e senza rilevanti differenze tra fasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3812" title="facebook" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/facebook.jpg" alt="facebook" width="200" height="166" />Avevo già parlato di uno <a href="http://www.pamelaferrara.com/profilo-di-facebook-la-foto-e-unarte-1104.html" target="_blank">studio</a> condotto esaminando le immagini dei profili di <em>Facebook</em>. Ora abbiamo a disposizione nuovi risultati che ci riguardano, <strong>ottenuti dall’analisi di oltre 1000 profili tra i 17milioni di italiani</strong> (uomini e donne) iscritti al popolare social network nel 2011.</p>
<p>Nella maggioranza dei casi (85%) e senza rilevanti differenze tra fasce d’età, <strong>gli italiani scelgono di pubblicare la propria foto</strong> e, quando accompagnati, lo sono prevalentemente da un amico (20%). Il dato sorprendente, però, è legato al 15% che, al contrario, per rappresentarsi ha delegato la comunicazione della propria immagine a un avatar simbolico ed evocativo – per es., un animale (15% di quanti scelgono un simbolo), un personaggio dei fumetti (9%), un bicchiere (8%), un calciatore (4%) (fonte: <a href="http://www.datamanager.it/news/social-network/facce-da-facebook" target="_blank"><em>DataManager</em></a>).</p>
<p>Emergono poi <strong>notevoli differenze tra uomini e donne.</strong><br />
Gli uomini sorridono meno delle donne, sono più spesso ritratti con bambini o con le proprie “passioni” (auto, moto, strumenti musicali, ecc.). <strong>Le donne sorridono di più, prediligono il primo piano e si mostrano spesso accompagnate dalle amiche o dal partner.</strong><br />
Infine gli uomini esprimono prevalentemente relax, senso di sicurezza e mistero, mentre le donne preferiscono suscitare emozioni come la sensualità, la bellezza e l’allegria.</p>
<p>In particolare quelle che si mostrano mezze nude risultano particolarmente “allegre”.</p>
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		<title>Gusti musicali e false notizie</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 08:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo un sondaggio del sito di incontri Tastebuds, che funziona in base ai gusti musicali, cioè trovandoti la persona giusta in base al genere di musica che ascolti, chi preferisce Lady Gaga e Katy Perry è molto inibito quando si tratta di primo appuntamento, così come gli appassionati dei Coldplay, in assoluto i meno inclini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3789" title="sondaggi-musica" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/sondaggi-musica.jpg" alt="sondaggi-musica" width="200" height="143" />Secondo un sondaggio del sito di incontri<em> Tastebuds</em>, che funziona in base ai gusti musicali, cioè trovandoti la persona giusta in base al genere di musica che ascolti, <strong>chi preferisce Lady Gaga e Katy Perry è molto inibito quando si tratta di primo appuntamento</strong>, così come gli appassionati dei Coldplay, in assoluto i meno inclini a fare sesso dopo un solo incontro.</p>
<p>Il sondaggio sarebbe stato svolto chiedendo agli utenti quanto sono disposti a spingersi alla prima uscita e incrociando le risposte con le preferenze musicali.</p>
<p>A parte che trovo quantomeno perversa l’idea di accoppiare le persone in base alla musica che ascoltano, ma l’aspetto più interessante è che ovviamente <strong>questo sondaggio non è reale.<br />
</strong><br />
In Italia funziona così: le cosiddette notizie (che sempre più spesso sono sondaggi) rimbalzano da una testata giornalistica all’altra <strong>senza che nessuno si ponga il problema di verificarle</strong>, e questo è il motivo per cui un tizio come Klaus Davi continua ad esercitare.</p>
<p>Se ci fate caso questi sondaggi sono sempre più frequentemente svolti da siti Web, non tanto per “far parlare di sé” (sebbene questo sia un aspetto importante) ma soprattutto <strong>per questioni SEO, cioè di posizionamento sui motori di ricerca.</strong><br />
Diffondendo comunicati stampa di questo genere, infatti, i siti Web si garantiscono una serie di link utilissimi alla loro indicizzazione su Google con determinate chiavi, mettendo in pratica la cosiddetta “<strong>strategia di link building</strong>”.</p>
<p>Quindi, se ascoltate Lady Gaga o Katy Perry, potete dormire sonni tranquilli.<br />
Preoccupatevi solo se siete fans di Apicella, ma per altri motivi <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Seduzione? Il cane è meglio dell’iPhone</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra tutti i sondaggi cretini che vengono fatti, qualcuno si è chiesto se un uomo risulti più interessante agli occhi di una donna se utilizza un iPhone o se porta a spasso il cane: ne è emerso che tra i due il cane è decisamente il più seducente. Si tratta di un duro colpo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3606" title="uomo-cane" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/02/uomo-cane.jpg" alt="uomo-cane" width="200" height="161" />Tra tutti i sondaggi cretini che vengono fatti, qualcuno si è chiesto <strong>se un uomo risulti più interessante agli occhi di una donna se utilizza un <em>iPhone</em> o se porta a spasso il cane:</strong> ne è emerso che tra i due il cane è decisamente il più seducente.</p>
<p>Si tratta di un duro colpo per tutti coloro che <strong>hanno comprato un <em>iPhone</em> convinti di acquisire fascino</strong> e di essere più fighi.</p>
<p>Il sondaggio, svolto dal sito statunitense <em>Retrevo.com</em> su un campione di 1.000 donne, ha svelato che <strong>solo il 36% del gentil sesso rimane colpito da un uomo “tecnologico”</strong> mentre la maggior parte trova più interessante vedere un uomo che si prende cura di un’altra creatura.</p>
<p>Insomma pare proprio che per rimorchiare il cane sia meglio dell’<em>iPhone</em>.<br />
Ma è sicuramente peggio di una <em>Bmw Z4</em> <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>I gay votano l’auto dell’anno</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 08:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Personalizzare” è diventata la parola chiave del marketing. Oggi i servizi sono sempre più personalizzati e sempre più rivolti a target di nicchia: in particolar modo la comunità gay sta destando un interesse sempre maggiore, ne vengono studiati gusti e tendenze per potergli offrire servizi ad hoc, come ad esempio i locali gay o le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3580" title="peugeot-rcz" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/02/peugeot-rcz.jpg" alt="peugeot-rcz" width="200" height="139" />“Personalizzare” è diventata la parola chiave del marketing.<br />
<strong>Oggi i servizi sono sempre più personalizzati e sempre più rivolti a target di nicchia:</strong> in particolar modo la comunità gay sta destando un interesse sempre maggiore, ne vengono studiati gusti e tendenze per potergli offrire servizi ad hoc, come ad esempio i locali gay o le nuove formule di turismo gay.</p>
<p>In questi giorni circola la notizia che <strong>è stata nominata l’auto europea gay dell’anno 2011</strong>, grazie a un sondaggio tenuto da un sito francese (ledorga.fr) che racchiude la community gay di appassionati di auto.</p>
<p>Prima classificata la <em>Peugeot RCZ</em>, che strappa il titolo alla <em>Citroen DS3</em> per un solo voto. Non per niente due auto francesi.</p>
<p>Ieri sera ne parlavo con Andrea, un mio carissimo amico gay, persona ironica ed eccezionalmente creativa.<br />
Lui sostiene che questi sondaggi non abbiano alcuna credibilità e che ai gay piacciano le stesse auto che piacciono agli eterosessuali, purché abbiano la “trazione posteriore”.</p>
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		<title>Il nome determina le abitudini di consumo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[nome]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Journal of Consumer Research, il punto dell’alfabeto in cui si colloca il nostro nome forma le nostre abitudini di consumo. Pare infatti che fin da piccoli, ad esempio con l’appello a scuola, i bambini chiamati per ultimi sviluppino una capacità di reazione superiore rispetto a chi invece è abituato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3550" title="marketing-nomi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/marketing-nomi.jpg" alt="marketing-nomi" width="200" height="150" />Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista <em>Journal of Consumer Research</em>, <strong>il punto dell’alfabeto in cui si colloca il nostro nome forma le nostre abitudini di consumo.</strong><br />
Pare infatti che fin da piccoli, ad esempio con l’appello a scuola, i bambini chiamati per ultimi sviluppino una capacità di reazione superiore rispetto a chi invece è abituato ad esser primo e può prendersela comoda.</p>
<p>In poche parole, secondo lo studio, <strong>gli eccessi incontrollabili di shopping deriverebbero dall’avere un cognome che inizia con le ultime lettere dell’alfabeto.</strong></p>
<p><strong>Chi è stato abituato ad essere percepito come ultimo cerca una sorta di rivalsa,</strong> vuole arrivare primo e questo suo desiderio trova appagamento quando riesce ad acquisire oggetti che vengono considerati di un certo valore per quanto riguarda il benessere e lo status sociale.</p>
<p>Potremmo immaginarci, pensando alla nostra classe politica, ad una Iva Zanicchi pronta a scattare al solo nominare i saldi e ad un certo Silvio Berlusconi che dice: “Eh no cribbio se i saldi mi vogliono vengono loro da me” <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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