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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; catastrofe</title>
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		<title>Haiti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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La Rete dei social network ha vinto ancora una volta la sfida del black out informativo, imposto dai regimi autoritari o, come ad Haiti, causato da una catastrofe naturale: a poche ore dalla tragedia che ha colpito l&#8217;isola, migliaia di persone hanno potuto organizzare i primi soccorsi, lanciare appelli per trovare i propri cari, avviare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2464" title="terremoto-haiti" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/01/terremoto-haiti.jpg" alt="terremoto-haiti" width="150" height="113" /></p>
<p><strong>La Rete dei social network ha vinto ancora una volta la sfida del black out informativo</strong>, imposto dai regimi autoritari o, come ad <strong>Haiti,</strong> causato da una catastrofe naturale: a poche ore dalla tragedia che ha colpito l&#8217;isola, migliaia di persone hanno potuto organizzare i primi soccorsi, lanciare appelli per trovare i propri cari, avviare gare di solidarietà per gli aiuti grazie a strumenti come <em>Twitter, Facebook e Skype</em>. <span id="more-2463"></span>I social network hanno consentito al giornalista dj Carel Pedre o all&#8217;operatrice umanitaria italiana Fiammetta Cappellini di raccontare la tragedia di Port-au-Prince al mondo.<br />
Il musicista Richard Morse ha twittato le immagini agghiaccianti della gente nel panico, che si faceva strada tra detriti e cadaveri.<br />
<strong>Strumenti tecnologici che hanno oramai superato tutte le barriere, anche quelle istituzionali:</strong> è grazie a <em>Skype</em> che l&#8217;Ambasciata di Haiti in Italia riesce a mantenersi in contatto con l&#8217;isola.<br />
In poche ore il Web ha iniziato a sfornare pagine e blog per segnalare &#8220;Io sono vivo&#8221; ai propri cari, vicini e lontani.<br />
Insomma, ancora una volta, Internet ha garantito un flusso di informazioni altrimenti indisponibile, con le linee telefoniche interrotte e i televisori distrutti (<em><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/01/13/visualizza_new.html_1673085898.html" target="_blank">Ansa</a></em>).</p>
<p><strong>Ci sono tragedie contro le quali l’uomo non può fare nulla</strong>, se non documentarle e farsi in quattro per aiutare le persone disperate quando sono già successe.</p>
<p>E ci sono uomini piccoli e stupidi che per il loro tornaconto personale, per paura e ignoranza fanno di tutto per imbavagliare, censurare, far tacere quello che ormai è diventato <strong>strumento essenziale di una società civile.</strong></p>
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