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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; email</title>
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		<title>Molestare tramite e-mail non è reato</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/molestare-tramite-e-mail-non-e-reato-0701.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La molestia via e-mail non è un reato. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato senza rinvio, «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato», la condanna al pagamento di un&#8217;ammenda di 200 euro inflitta a un 41enne dal tribunale di Cassino: l&#8217;imputato era stato accusato di molestie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2988" title="email" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/07/email.jpg" alt="email" width="200" height="148" /><strong>L</strong><strong>a molestia via e-mail non è un reato.</strong> Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato senza rinvio, «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato», la condanna al pagamento di un&#8217;ammenda di 200 euro inflitta a un 41enne dal tribunale di Cassino: l&#8217;imputato era stato accusato di molestie per aver inviato con la posta elettronica a una donna un messaggio contenente «apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e dell&#8217;integrità personale e professionale» del convivente della destinataria (<a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_30/mail-molestie-telefono_d64cda46-8442-11df-a860-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><em>Il Corriere</em></a>).</p>
<p><strong>In poche parole, se molestare tramite telefono, cellulare e sms è vietato dalla legge, l’invio di una e-mail, al contrario, non comporta alcuna interazione immediata tra mittente e destinatario, né alcuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo.</strong></p>
<p>In concomitanza col diffondersi di questa notizia si è rilevato un picco di ricerche su Google con la chiave “email Silvio Berlusconi”.</p>
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		<title>Io la Chiesa non la capisco</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/io-la-chiesa-non-la-capisco-1118.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è questione di essere più o meno cattolici, o di non esserlo affatto. Il problema è che la Chiesa da tempo ha perso il contatto con l’essere umano e vive in una dimensione tutta sua. Prima veniamo letteralmente bombardati dalla notizia che il Papa naviga in Internet e usa l’email (capirai…), che i vescovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2287" title="vescovi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/11/vescovi.jpg" alt="vescovi" width="150" height="106" /></p>
<p>Non è questione di essere più o meno cattolici, o di non esserlo affatto. Il problema è che la Chiesa da tempo ha perso il contatto con l’essere umano e vive in una dimensione tutta sua.</p>
<p>Prima veniamo letteralmente bombardati dalla notizia che il <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Benedetto-XVI-stregato-dal-web-naviga-su-internet-e-manda-email_3998742347.html" target="_blank">Papa</a> naviga in Internet e usa l’email (capirai…), che i vescovi vanno a <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-37/hacker-vaticano/hacker-vaticano.html" target="_blank">lezione</a> di Web 2.0 e che la Chiesa è pronta al <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/internet.+la+chiesa+%C3%A8+pronta+al+dialogo+con+la+%22web+generation%22.0081678" target="_blank">dialogo</a> con la Web-generation.<span id="more-2286"></span></p>
<p>Poi i vescovi italiani si riuniscono in assemblea e diffondono un comunicato ufficiale che recita:<br />
“La cultura dominante promuove forme di nichilismo pratico, in cui i media non sono canali neutri, ma contribuiscono a creare consenso nei confronti di una mentalità basata sull’intensità e sul pathos più che sull’adesione al bene comune e al logos” (<a href="http://www.asca.it/news-CEI__MEDIA_PUNTANO_SU_PATHOS_PIU__CHE_SU_RAGIONE_E_BENE_COMUNE-875078-ORA-.html" target="_blank"><em>ASCA</em></a>).</p>
<p>I vescovi sottolineano l’esigenza “di un’antropologia unitaria che non separi artificialmente l’etica individuale dall’etica sociale”, separazione che invece i media subiscono, segnati anche dai codici imposti dal linguaggio digitale che permea la cultura in ogni sua espressione.</p>
<p>“Questo inedito contesto – conclude la nota – rappresenta una sfida e un’ opportunità per l’annuncio cristiano, che resta, invece, caratterizzato da un proprio linguaggio che resiste alla gabbia dell’immanenza, che alla fine è asfissiante e ripetitiva”.</p>
<p>Ora spiegatemi come possono persone che parlando in questo modo pretendere poi di stabilire un contatto con i giovani attraverso <em>Facebook</em>.<br />
E soprattutto spiegatemi cosa cavolo vuol dire questo comunicato.</p>
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		<title>Addio colazione: oggi ci svegliamo controllando la mail</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/addio-colazione-oggi-ci-svegliamo-controllando-la-mail-0812.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 08:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pc ha sostituito corn flakes, toasts e plum cakes. Ormai le famiglie americane al risveglio si preoccupano unicamente di controllare la posta elettronica e di consultare i social networks. Il fenomeno di costume, di cui dà notizia il New York Times, è confermato dal flusso del traffico sulla Rete, che sulla costa Est degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1943" title="colazione" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/08/colazione.jpg" alt="colazione" width="150" height="111" /></p>
<p>Il pc ha sostituito corn flakes, toasts e plum cakes. Ormai le famiglie americane al risveglio si preoccupano unicamente di controllare la posta elettronica e di consultare i social networks.<br />
Il <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/?id=3.0.3643004872" target="_blank">fenomeno</a> di costume, di cui dà notizia il <em>New York Times</em>, è confermato dal flusso del traffico sulla Rete, che sulla costa Est degli Stati Uniti si rialza con un andamento esponenziale dopo la pausa notturna.<span id="more-1942"></span></p>
<p>Finiti i tempi in cui uno si svegliava, andava in bagno, magari si lavava i denti e dava uno sguardo al giornale. Ora la prima necessità del mattino è controllare l’email.</p>
<p>Pare addirittura che ci siano famiglie in cui i genitori usano gli sms per svegliare i figli, ma anche per comunicare con loro in casa, da stanza a stanza: è l&#8217;unico modo per essere certi che rispondano.</p>
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		<title>Una giornata senza tecnostress</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 23:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanta autonomia abbiamo senza email e Facebook? Chi riuscirebbe a spegnere il cellulare per 24 ore senza farsi assalire dall’ansia da reperibilità? Se qualcuno di voi volesse scoprirlo, oggi è la giornata adatta. L’Onlus Netdipendenza, che da anni fa divulgazione sul tecnostress, ovvero l’affaticamento prodotto dal sovraccarico informativo e dell’esposizione continuativa ai media, ha proposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1167" title="spiaggia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/spiaggia.jpg" alt="" width="150" height="109" /></a></p>
<p>Quanta autonomia abbiamo senza email e <em>Facebook</em>?<br />
Chi riuscirebbe a spegnere il cellulare per 24 ore senza farsi assalire dall’ansia da reperibilità?</p>
<p>Se qualcuno di voi volesse scoprirlo, oggi è la giornata adatta.<br />
<em>L’Onlus Netdipendenza</em>, che da anni fa divulgazione sul tecnostress, ovvero l’affaticamento prodotto dal sovraccarico informativo e dell’esposizione continuativa ai media, ha proposto per oggi 24 ore di astinenza tecnologica e un po’ d’aria fresca, magari con una bella gita al mare.<span id="more-1166"></span></p>
<p>Secondo gli esperti di <em>Netdipendenza</em>, il 90% dei lavoratori iperconnessi manifesterebbe sintomi come ipertensione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, perdita di concentrazione, depressione.<br />
Mi pare leggermente apocalittico, senza considerare che Internet non può essere ridotto a uno strumento che fa male o bene.</p>
<p>Beh in alcuni casi tanto bene non fa.<br />
Un mio carissimo amico ipertecnologico, una specie di genio dell&#8217;informatica, si è finalmente preso una settimana di ferie. E sapete dov&#8217;è andato? A Bolzano.<br />
Qualche problema deve averlo per forza.</p>
<p>Ma se uno sente il bisogno di staccare… ci deve essere una giornata apposta?<br />
Come vedete io ho aderito alla grande.<br />
Del resto uscire di casa con questo vento gelido è da pazzi.</p>
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		<title>La prima malata di sonnambulismo… online</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 23:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scoperto dai neurologi dell’università di Toledo il primo caso di sonnambulismo online, che è stato presentato alla comunità scientifica internazionale attraverso la pubblicazione sulla rivista specializzata &#8220;Sleep Medicine&#8221;. La sonnambula protagonista di questo disturbo, che è stato battezzato &#8220;zzz-mail&#8221;, è una donna di 44 anni che, dopo essersi addormentata da un paio d’ore, si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/12/sonnambula.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-753" title="sonnambula" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/12/sonnambula.jpg" alt="" width="150" height="109" /></a></p>
<p>Scoperto dai neurologi dell’università di Toledo il primo caso di sonnambulismo online, che è stato presentato alla comunità scientifica internazionale attraverso la pubblicazione sulla rivista specializzata &#8220;Sleep Medicine&#8221;.</p>
<p>La sonnambula protagonista di questo disturbo, che è stato battezzato &#8220;zzz-mail&#8221;, è una donna di 44 anni che, dopo essersi addormentata da un paio d’ore, si è svegliata, ha raggiunto il computer, l’ha acceso, si è collegata ad Internet, si è logata alla propria casella di posta elettronica inserendo username e password e ha scritto 3 email.<span id="more-752"></span><br />
Il testo non era perfetto, aveva difetti di formattazione ed era carente anche dal punto di vista dei contenuti: &#8220;Venite domani e mettiamo ordine in questo luogo infernale. Cena e drink alle 4 di pomeriggio. Portate solo vino e caviale&#8221;.<br />
Naturalmente il giorno dopo non si ricordava più nulla.</p>
<p>La comunità scientifica è stata particolarmente colpita dal fatto che durante il sonnambulismo sia possibile effettuare questa serie di movimenti complessi e coordinati, anche se in precedenza è successo che alcuni pazienti si siano vestiti, abbiano cucinato o suonato uno strumento.<br />
Pare addirittura che nel Galles del Nord ci sia un tizio, Lee Hadwin, famoso per realizzare quadri mentre dorme.</p>
<p>Mi sta venendo sonno, credo che farò un pisolino.<br />
Poi, tra un paio d’ore, mi alzerò, chiamerò il mio capo per insultarlo, metterò il Guttalax nella macchinetta del caffè aziendale e darò fuoco a <em>Tappo</em>, il volpino della mia vicina che abbaia perennemente.<br />
Domani non ricorderò più niente. Purtroppo <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Michelle Obama muore per spam</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 23:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i falsi discorsi attribuiti a Obama che da tempo circolano sul Web, in queste ore gli spammers continuano a sfruttare il nome del nuovo presidente americano e della futura first lady. Stanno infatti circolando mail di spam che riportano la falsa notizia di una sua presunta morte: &#8220;Michelle Obama died&#8221; o &#8220;Michelle Obama was [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/michelle-obama.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-560" title="michelle-obama" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/michelle-obama.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p>Dopo i falsi discorsi attribuiti a Obama che da tempo circolano sul Web, in queste ore gli spammers continuano a sfruttare il nome del nuovo presidente americano e della futura first lady.<br />
Stanno infatti circolando mail di spam che riportano la falsa notizia di una sua presunta morte: &#8220;Michelle Obama died&#8221; o &#8220;Michelle Obama was shot in public&#8221; sono per lo più l&#8217;oggetto di queste mail volte a catturare l&#8217;attenzione dell&#8217;utente.<br />
La maggior parte sono mail pubblicitarie, ma in alcuni casi possono contenere virus che mettono a rischio il sistema operativo. <span id="more-559"></span></p>
<p>Lo scopo di utilizzare queste false news nell&#8217;oggetto è duplice: da una parte evitare le barriere anti-spam, che analizzano le parole chiave (indirizzando le mail di spam direttamente tra la posta eliminata) e, dall&#8217;altro lato, incuriosire l&#8217;utente e fargli aprire la mail.</p>
<p>Le armi degli spammer sono sempre più affilate e a volte basta un breve momento di calo di attenzione per cascarci… in particolar modo ultimamente alcune mail di eBay sono davvero perfette e prive di errori visibili… lasciarsi ingannare e cliccare è questione di un attimo.</p>
<p>E’ triste ammetterlo ma a volte è straordinario vedere cosa si inventano gli esperti di phishing.<br />
Mineranno il sistema nervoso ma dal punto di vista del marketing sono fonti inesauribili di fantasia e abilità.</p>
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		<title>Google Mail aiuta gli ubriachi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 09:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tempi cambiano e le esigenze di chi vive di Web sono sempre di più. Ora pare che Google abbia ritenuto necessità fondamentale di ognuno di noi avere un sistema che ci impedisca di inviare email quando siamo ubriachi o strafatti… insomma, facciamo in modo che questo stato idilliaco non si trasformi in un incubo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/gmail.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-402" title="gmail" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/gmail.jpg" alt="" width="150" height="78" /></a></p>
<p>I tempi cambiano e le esigenze di chi vive di Web sono sempre di più.<br />
Ora pare che Google abbia ritenuto necessità fondamentale di ognuno di noi avere un sistema che ci impedisca di inviare email quando siamo ubriachi o strafatti… insomma, facciamo in modo che questo stato idilliaco non si trasformi in un incubo il giorno dopo.<span id="more-401"></span></p>
<p>Un nuovo comunicato sul <a href="http://gmailblog.blogspot.com/2008/10/new-in-labs-stop-sending-mail-you-later.html" target="_blank">Blog di Gmail </a>informa che presto sarà disponibile una nuova feature che consentirà a qualunque utente non in grado di inviare email di pensare bene prima di effettuare qualsiasi spedizione.<br />
Questa nuova implementazione, chiamata Mail Goggles, si abiliterà nel fine settimana e ci porrà delle questioni matematiche prima di inviare le email: se non siamo in grado di rispondere correttamente non riusciremo mai ad inviare una email potenzialmente imbarazzante al nostro ex fidanzato nella quale gli chiediamo di tornare insieme.</p>
<p>Se poi uno di venerdì sera è perfettamente sobrio ma è ignorante in matematica e non riesce a spedire le mail, è un problema suo.</p>
<p>Come minimo io mi ubriacherò di martedì, quando il servizio non è attivo. Scriverò una mail imbarazzantissima con proposte irripetibili al mio ex e poi sbaglierò a selezionare l’indirizzo dalla rubrica e la invierò al mio capo.</p>
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		<title>L&#8217;era del contatto Web, e di chi non risponde</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una recente inchiesta della Strike Force Sales, dopo aver inviato 460 richieste di informazioni via email ad un ampio spettro di aziende e organizzazioni, ha stabilito che il 60% delle grandi società non risponde alle domande dei clienti. Il dirigente operativo Darren Cox spiega che, dopo una settimana, il 59% delle compagnie doveva ancora inviare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/email.jpg"><img class="size-full wp-image-17 alignnone" title="email" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/email.jpg" alt="" width="150" height="111" /></a></p>
<p>Una recente inchiesta della Strike Force Sales, dopo aver inviato 460 richieste di informazioni via email ad un ampio spettro di aziende e organizzazioni, ha stabilito che il 60% delle grandi società non risponde alle domande dei clienti.<br />
Il dirigente operativo Darren Cox spiega che, dopo una settimana, il 59% delle compagnie doveva ancora inviare una risposta, e quelle che l’avevano fatto ci avevano messo almeno un giorno e mezzo.<br />
I settori più reticenti risultano essere il commercio e l’edilizia.<br />
“Considerando che Internet ha rivoluzionato il mondo degli affari e le cifre che vengono spese in pubblicità, ignorare le e-mail dei clienti è una vera negligenza”, sostiene Cox, che continua: “Le società ricevono circa l’80% di spam e il 20% di vere richieste, ma nessuno si preoccupa di dividere le une dalle altre”.<span id="more-16"></span></p>
<p>In un’epoca di Web 2.0, nella quale gli utenti sono abituati a confrontarsi ed interagire, un comportamento di questo genere fa capire come molte aziende siano arretrate rispetto alle richieste dei clienti che desiderano ricevere informazioni ed essere agevolati prima, durante e dopo l’acquisto di un prodotto o servizio.<br />
Va inoltre ricordato che recenti ma consolidati studi hanno dimostrato che acquisire un nuovo cliente costa cinque volte di più che conservarne uno vecchio… se siamo disposti ad investire in marketing e pubblicità per acquisire nuovi clienti, perché non siamo altrettanto disposti ad investire in customer care per mantenere i clienti che già abbiamo?</p>
<p>Oggi la posta elettronica ha sorpassato il telefono come strumento di comunicazione d’affari ed è impensabile inviare una email e non ottenere risposta.</p>
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