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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; facebook</title>
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		<title>Il mio 2011, tra reale e virtuale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 16:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente Facebook ha introdotto la timeline, trasformando i nostri profili in una sorta di “diario” nel quale è possibile segnalare eventi importanti della nostra vita, tipo: “sono sul water con un virus intestinale”, e tutti a “likare” a nastro, quasi ad augurartene di più. Se penso al mio personale diario di quest&#8217;anno però, non riesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4256" title="2011" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg" alt="" width="200" height="138" /></a>Recentemente <em>Facebook</em> ha introdotto la timeline, trasformando i nostri profili in una sorta di “diario” nel quale è possibile segnalare eventi importanti della nostra vita, tipo: “sono sul water con un virus intestinale”, e tutti a “likare” a nastro, quasi ad augurartene di più.</p>
<p><strong>Se penso al mio personale diario di quest&#8217;anno</strong> però, non riesco ad essere buonista come <em>Facebook</em>, e qualche pollice verso lo devo proprio opporre.</p>
<p>Il mio 2011 si è aperto con un dolore immenso: la scomparsa di Paolo, compagno di avventure. Il suo ultimo saluto: un&#8217;<strong>emoticon</strong>. Ha lasciato un vuoto incolmabile, ma anche tanta gratitudine per avermi accompagnata fino a qui.</p>
<p>Il bisogno di cambiare aria mi ha portata a traslocare, da Ferrara a Bologna, dal “maial” al “soccmel” e, nonostante viviamo in un mondo in cui <strong>la tecnologia abbatte le distanze</strong>, ho imparato quanto 40 km possano cambiarti la vita, e quanto possano separarti da persone che credevi non avresti mai perso.</p>
<p>Ho ceduto alla tentazione del posto fisso, proprio io che sostenevo di preferire la libertà professionale: naturalmente <strong>lavoro sempre in un&#8217;azienda Web</strong> ed ho colleghi e responsabili meravigliosi (beh a parte una, ma quando mai la vita è davvero perfetta?).</p>
<p><strong>Il confine tra reale e virtuale è diventato sempre più sottile</strong>: quest&#8217;anno sono riuscita a dare un volto a <strong>persone conosciute online</strong> e a trasformarne alcune in amici veri, con i quali condivido esperienze, conoscenze ed ironia: Danilo, Criss, Ste, Lisa, Nellina, Fra, Harry, Alex, Manuel e tanti altri.<br />
E fortunatamente al mio fianco c&#8217;è sempre Manu, il mio amico reale-reale che non manca mai di sfottermi per <strong>la mia vita virtuale.</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno ho riscoperto i valori della famiglia, quanto sia bello vivere vicino alla mia mamma che è la persona migliore del mondo. Purtroppo non sono mai riuscita ad essere una buona figlia quanto lei è una buona madre.</p>
<p>E&#8217; stato un anno di incontri, di addii, di novità, di risate, di passione per il mio lavoro e di grigliate coi vicini di casa che mi tiravano i tappi del vino in balcone e che ovviamente ho lasciato lì, almeno fino a quando non inventeranno il modo di eliminarli col pensiero.</p>
<p>Il 2011 è stato decisamente <strong>un anno di social network:</strong> su <em><strong>Facebook</strong></em> sono arrivati cani e porci (soprattutto i secondi) ed è nato <em><strong>Google+,</strong></em> un social assolutamente inutile di cui nessuno sentiva il bisogno ma che utilizziamo perchè ci serve a livello <strong>SEO</strong>, visto che ormai <strong>sfuggire al monopolio di <em>Google </em>è diventato impossibile.</strong><br />
Ma è stato soprattutto l&#8217;anno di <em><strong>Twitter</strong></em>, il social che ci ha resi sinceri con gli estranei, a differenza degli altri che ci rendono bugiardi con gli amici.</p>
<p>E&#8217; stato un anno intenso e appassionato e oggi, 31 dicembre, a poche ore dal 2012, posso dire che il mio bicchiere non solo è mezzo pieno ma è decisamente pieno fino all&#8217;orlo.<br />
Naturalmente di spritz <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Justin Bieber, carpentiere del Maine</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 06:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo già parlato di quanto il nome e il cognome che ci vengono appioppati alla nascita possano rivelarsi impegnativi. A volte la responsabilità è dei genitori, altre volte di eventi che si verificano successivamente, come la nascita di un moccioso che diventa una star mondiale. E&#8217; successo a Justin Bieber, 50enne carpentiere del Maine, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/Justin-Bieber1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4244" title="Justin-Bieber" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/Justin-Bieber1.jpg" alt="" width="200" height="114" /></a>Avevo già parlato di quanto <a title="nomi e cognomi" href="http://www.pamelaferrara.com/nomi-e-cognomi-assurdi-questione-di-marketing-0713.html" target="_blank">il nome e il cognome</a> che ci vengono appioppati alla nascita possano rivelarsi impegnativi.<br />
A volte la responsabilità è dei genitori, altre volte di eventi che si verificano successivamente, come la nascita di un moccioso che diventa una star mondiale.</p>
<p>E&#8217; successo a <strong>Justin Bieber, 50enne carpentiere del Maine</strong>, che su <em>Facebook</em> ha dovuto inserire anche il suo secondo nome, John, perchè <strong>perseguitato da ragazzine alla ricerca del loro idolo.</strong></p>
<p>Non è bastato, e così il signor Bieber ha dovuto essere ancora più chiaro: &#8220;My name is Justin Bieber and it has been for 50 years, I am not some punk ass singer homosexual but because some little ass bandit has the same name as me I have to use my middle name. God dammit I&#8217;m a human and I have rights too. Little girls please stop adding me I am not that little punk ass bitch and stop trying cause he likes dick. I am Justin Bieber, 50 year old carpenter from Ohio. I currently live in Maine. I like prostitutes, booze and cigarettes. FUCK KIDS&#8221;.</p>
<p>LOL</p>
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		<title>Rimontiamo: la Rete acclama Mario Monti</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 18:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attesa è spasmodica. Berlusconi ha riunito l’ultimo consiglio dei ministri, ha pranzato con Monti, ha assistito all’ok definitivo al DDL stabilità. La folla a palazzo Chigi cresce, il popolo viola invia gli inviti per il “Bye bye Silvio” party mentre echeggiano canzoni e vengono esposti cartelli. Manca solo che lui, Silvio Berlusconi, rassegni le dimissioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/rimontiamo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4194" title="rimontiamo" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/rimontiamo.jpg" alt="" width="200" height="143" /></a>L’attesa è spasmodica. Berlusconi ha riunito l’ultimo consiglio dei ministri, ha pranzato con Monti, ha assistito all’ok definitivo al DDL stabilità. La folla a palazzo Chigi cresce, il popolo viola invia gli inviti per il “<a title="bye bye silvio party" href="http://qn.quotidiano.net/politica/2011/11/12/618427-silvio_party_montecitorio.shtml" target="_blank">Bye bye Silvio</a>” party mentre echeggiano canzoni e vengono esposti cartelli.</p>
<p>Manca solo che lui, Silvio Berlusconi, <strong>rassegni le dimissioni</strong>, e il popolo del Web non vede l’ora.</p>
<p>Da <em>Facebook</em> a <em>Twitter</em> a <em>Google+</em>, negli ultimi due giorni non si è parlato d’altro: c’è voglia di rinascita.<br />
E se Obama aveva ammaliato tante persone con lo slogan “Change”, noi ne abbiamo coniato uno tutto italiano: <strong>“Rimontiamo”</strong>, che è l’<strong>anagramma di Mario Monti</strong> e che è diventato l’hastag che, più di ogni altro, ha spopolato su <em>Twitter.</em></p>
<p>Quello di Berlusconi, “L’unico boss virile”, suonava come una barzelletta.<br />
“Rimontiamo” suona invece come <strong>un grido liberatorio verso il passato e di speranza verso il futuro</strong>, e si moltiplica in Rete attraverso migliaia di messaggi.</p>
<p>C’è chi lancia segnali di apprezzamento per Monti, economista europeista; chi caldeggia il Governo tecnico al di sopra di ogni compromesso; chi non vede l’ora di intraprendere un percorso che, sebbene in salita, dovrà essere lo stesso per tutti e chi, infine, si concentra sulle facce che non si vedranno più: Brunetta e Gelmini in primis.</p>
<p>E poi, da bravi italiani, un fiume in piena di ironia: “Su <em>Canale5</em> in onda adesso <em>Avanti un altro</em>. Che avesse capito anche <em>Mediaset</em>?” (@9cento); “Questa sera per festeggiare il bunga bunga lo faccio io” (@QuiLaSelli); &#8220;E noi che siamo italiani, abbiamo un sogno nel cuore: Berlusconi a San Vittore&#8221; (@ciropellegrino); <strong>“Berlusconi atteso a Palazzo Grazioli, ma potrebbe entrare da dietro. Per chiudere all&#8217;insegna della tradizione”</strong> (@rinhello).</p>
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		<title>Cancellata da Facebook, brucia la casa dell’amica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ successo davvero, in Iowa (Usa): Jennifer Christine Harris, 30 anni, ha dato fuoco alla casa della (ex) migliore amica, Nikki Rasmussen, perché aveva osato toglierle l’amicizia su Facebook. Il rapporto tra le due donne si era incrinato a causa di un evento creato da Nikki e, quando quest’ultima ha deciso di tagliare i ponti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/cancellata-facebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4186" title="cancellata-facebook" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/cancellata-facebook.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>E’ successo davvero, in Iowa (Usa): Jennifer Christine Harris, 30 anni, <strong>ha dato fuoco</strong> alla casa della (ex) migliore amica, Nikki Rasmussen, perché aveva<strong> osato toglierle l’amicizia su <em>Facebook.</em></strong></p>
<p>Il rapporto tra le due donne si era incrinato a causa di un evento creato da Nikki e, quando quest’ultima ha deciso di tagliare i ponti e di eliminare Jennifer dalle amicizie, lei non ci ha visto più.</p>
<p>L’incendio è scoppiato all’una di notte in un garage adiacente la casa: fortunatamente la vittima e il marito sono riusciti a mettersi in salvo prima che le fiamme raggiungessero la camera da letto.</p>
<p>Suonerà strano ma per me si tratta semplicemente di un delirio annunciato: ormai <strong>ci sono persone che vivono più su <em>Facebook</em> che nel mondo reale</strong> e la chat del social network ha ormai sostituito le chiacchiere live, tanto che quando non funziona si assiste a veri e propri episodi di isterismo collettivo.</p>
<p>E così uno strumento nato per farci socializzare non solo <strong>ha modificato il nostro modo di rapportarci</strong> ma ci ha spinti ad abbattere la linea di demarcazione tra vita vera e vita virtuale, trasportandoci velocemente da un “se mi lasci ti cancello” a un “se mi cancelli ti do fuoco”.</p>
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		<title>Facebook cambia il nostro cervello</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 07:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio svolto da un team di ricercatori di Londra e pubblicato sulla rivista Proceedings, i social network sono in grado di modificare fisicamente il cervello, e c’è addirittura una corrispondenza tra il numero degli amici e la quantità di materia grigia nelle aree cerebrali dedicate alla socialità. La ricerca è stata condotta effettuando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cervello.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4167" title="facebook-cervello" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cervello.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>Secondo uno studio svolto da un team di ricercatori di Londra e pubblicato sulla rivista <em>Proceedings</em>, <strong>i social network sono in grado di modificare fisicamente il cervello</strong>, e c’è addirittura una corrispondenza tra il numero degli amici e la quantità di materia grigia nelle aree cerebrali dedicate alla socialità.</p>
<p>La ricerca è stata condotta effettuando la scansione del cervello di 125 studenti universitari ed esaminando il numero dei loro amici su <em>Facebook.</em></p>
<p>&#8220;Abbiamo trovato <strong>alcune regioni cerebrali che sembrano avere un collegamento con il numero di amici che abbiamo, sia &#8216;reali&#8217; che &#8216;virtuali&#8217;&#8221;</strong>, ha dichiarato il dottor Kanai Ryota, responsabile della scoperta.</p>
<p>Pare inoltre che ci siano già stati esperimenti precedenti che hanno dimostrato un legame tra il volume dell’amigdala (regione cerebrale associata alla memoria e alle risposte emotive) e la complessità delle reti sociali nel mondo reale.</p>
<p>Insomma chi ha più amici su <em>Facebook</em> ha più materia grigia nel cervello. Oppure una quarta di reggiseno <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Se a Facebook non piace il tuo cognome</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal monopolio, sempre e comunque, deriva l&#8217;arroganza. Arroganza di chi si permette di fare ciò che vuole, detta regole assurde, non ti dà possibilità di replica e ti minaccia pure. Capita con Google e capita con Facebook e non solo ai &#8220;comuni mortali&#8221; fortunatamente&#8230; a volte capita anche a personaggi noti. Paolo Attivissimo, l&#8217;esperto anti-bufale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cognome.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4136" title="facebook-cognome" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-cognome.jpg" alt="" width="200" height="166" /></a>Dal monopolio, sempre e comunque, deriva l&#8217;arroganza.<br />
Arroganza di chi si permette di fare ciò che vuole, detta regole assurde, non ti dà possibilità di replica e ti minaccia pure.</p>
<p>Capita con <em>Google</em> e capita con <em>Facebook</em> e non solo ai &#8220;comuni mortali&#8221; fortunatamente&#8230; a volte capita anche a personaggi noti.</p>
<p>Paolo Attivissimo, l&#8217;esperto anti-bufale del sito <em>Disinformatico</em>, è stato minacciato da <em>Facebook</em> di disattivazione dell&#8217;account perchè il suo cognome, &#8220;Attivissimo&#8221;, <strong>non risulterebbe credibile.</strong></p>
<p>Il social network sta da tempo compiendo un&#8217;accurata operazione di pulizia per <strong>rimuovere tutti i profili falsi</strong> e, evidentemente, il cognome utilizzato è fattore discriminante.<br />
Dopo rischiesta di conferma ad Attivissimo, <em>Facebook</em> ha insistito: &#8220;Purtroppo il nome che hai inserito non è stato approvato dal nostro sistema. Attendi 10 minuti e riprova. Assicurati che il nome sia digitato correttamente e che rispetti le nostre linee guida sulla formattazione. Tieni presente che, se anche il prossimo tentativo che farai non andrà a buon fine, il tuo account potrebbe essere disabilitato&#8221;.</p>
<p>Ora Attivissimo si chiama “Paolo Sgomberonte”, cognome che a <em>Facebook</em> è piaciuto subito, con buona pace della credibilità.</p>
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		<title>Su Facebook siamo bugiardi, su Twitter sinceri</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 07:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è iniziato con un tweet di Giulio Tolli, studente di ingegneria: “Facebook è il posto dove menti a chi conosci, Twitter è il posto dove sei sincero con gli sconosciuti” che, retwittato dalla Rete, ha riaperto il dibattito sui social network e l’uso che ne facciamo. Eh sì, perché se Papa Ratzinger ci ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-twitter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4116" title="facebook-twitter" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/facebook-twitter.jpg" alt="" width="200" height="140" /></a>Tutto è iniziato con un tweet di Giulio Tolli, studente di ingegneria: <strong>“<em>Facebook</em> è il posto dove menti a chi conosci, <em>Twitter</em> è il posto dove sei sincero con gli sconosciuti”</strong> che, retwittato dalla Rete, ha riaperto il dibattito sui social network e l’uso che ne facciamo.</p>
<p>Eh sì, perché se Papa Ratzinger ci ha invitati a non mentire nella costruzione dei nostri profili, <strong>la maggior parte di noi ritiene che “migliorare” ed “abbellire” non siano azioni da considerare alla stessa stregua della menzogna</strong> e, se ci mostriamo su <em>Facebook</em> con la foto più bella e ci vantiamo (ma solo un pochino) dei nostri successi, non facciamo male a nessuno e facciamo taaaanto bene al nostro ego.</p>
<p>Su <em>Twitter</em> è diverso perché<strong> i 140 caratteri a disposizione ci obbligano da subito all’essenziale</strong> e, qualunque cosa vogliamo esprimere, che si tratti di pensieri, idee, opinioni o emozioni, l’imperativo è sempre e comunque andare al sodo.<br />
Anche per questo <em>Twitter</em> ha riscosso grande successo tra le star hollywoodiane, che con un tweet possono <strong>comunicare in modo diretto</strong> con i fans ed essere percepite come autentiche (pensate a Demi Moore quando pubblicò la sua immagine senza un dente), conquistando quella fiducia che la stampa non è in grado di creare.</p>
<p>Io però sono davvero una fotomodella gnocca con 220 di qi, come affermo su <em>Facebook</em> <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Facebook verrà distrutto il 5 novembre</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/facebook-verra-distrutto-il-5-novembre-0816.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 08:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno gira sul Web l&#8217;annuncio del gruppo  hacker Anonymous che minaccia (o promette) di attaccare Facebook il prossimo 5 novembre, per motivi politici. Nel video che è stato diffuso si parla infatti di &#8220;Uccidere Facebook per proteggere la libertà di informazione. Tutto quello che c&#8217;è sul social network rimane là, nonostante le vostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/anonymous.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4035" title="anonymous" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/anonymous.jpg" alt="anonymous minaccia facebook" width="200" height="154" /></a>Da qualche giorno gira sul Web l&#8217;annuncio del gruppo  hacker <em>Anonymous</em> che minaccia (o promette) di <strong>attaccare <em>Facebook</em> il prossimo 5 novembre</strong>, per motivi politici.</p>
<p>Nel video che è stato diffuso si parla infatti di &#8220;Uccidere <em>Facebook</em> per proteggere la libertà di informazione. Tutto quello che c&#8217;è sul social network rimane là, nonostante le vostre preferenze di sicurezza, e cancellare l&#8217;account è inutile: anche se lo fate, tutti i vostri dati restano raggiungibili&#8221;. Pertento, <strong>&#8220;Il social network che tanto adorate verrà distrutto&#8221;.</strong></p>
<p>Anche la data non è stata scelta a caso: nel 1605 l&#8217;attivista inglese Guy Fawkes tentò di far saltare il Parlamento di Londra, e il suo volto è poi diventato la maschera del protagonista di <em>V for Vendetta</em>, una delle immagini dell&#8217;iconografia hacker.</p>
<p>Tuttavia ci sono molti <strong>dubbi sull&#8217;autenticità del <a title="video minaccia Facebook" href=" http://www.youtube.com/watch?v=JT-7aQVD-uo">video</a></strong>, anche perché un attacco hacker non viene mai annunciato.<br />
In questo caso, invece, non solo c&#8217;è una data stabilita con mesi di anticipo, ma c&#8217;è anche tutto il tempo per il destinatario della minaccia (in questo caso il social network) per rafforzare le difese.</p>
<p>Una cosa è certa: se <em>Facebook</em> dovesse scomparire il 5 novembre, milioni di idioti si riverserebbero nelle strade, causando un notevole peggioramento della qualità della vita di ognuno di noi.</p>
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		<title>Il Giornale bannato da Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 08:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bannato]]></category>
		<category><![CDATA[bloccato]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema si è risolto da poco, ma ieri per diverse ore la pagina Facebook del Giornale.it è stata bloccata e gli articoli sono spariti. E’ stato lo stesso Giornale a diffondere la notizia, chiedendo l’aiuto dei lettori: “I nostri articoli sono letteralmente spariti da Facebook. Sono diverse ore che non possiamo più pubblicare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/giornale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4008" title="giornale" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/giornale.jpg" alt="" width="200" height="170" /></a>Il problema si è risolto da poco, ma ieri <strong>per diverse ore la pagina <em>Facebook</em> del <em>Giornale.it</em> è stata bloccata</strong> e gli articoli sono spariti.</p>
<p>E’ stato lo stesso <em>Giornale</em> a diffondere la notizia, chiedendo l’aiuto dei lettori: “I nostri articoli sono letteralmente spariti da <em>Facebook.</em> Sono diverse ore che non possiamo più pubblicare i nostri post. Riteniamo che, nella pluralità dell’informazione, partecipare al social network più navigato del mondo sia fondamentale”.</p>
<p>Inizialmente si era pensato ad un attacco informatico. In realtà il problema è che <em>Facebook</em>, che agisce in base alle <strong>segnalazioni degli utenti</strong>, ha bloccato i link del <em>Giornale</em> perché nelle ultime ore erano stati <strong>segnalati da più persone come spam</strong>, pare in seguito alla pubblicazione dell&#8217;articolo di Feltri dedicato ai ragazzi uccisi in Norvegia.</p>
<p>E’ particolarmente interessante notare come il blocco del <em>Giornale</em> sia seguito di poco a quello del <em>Fatto Quotidiano.</em><br />
Forse <em>Facebook</em> ha deciso che d’ora in poi possono essere ammessi solo gli organi di informazione <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>I casini di Google+</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 13:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[errori]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Google+, il nuovo social network di Mountain View, sta già mietendo le prime vittime. Ci siamo tanto scagliati contro la dittatura di Facebook, contro la sua abitudine a chiudere profili ed eliminare contenuti senza fornire alcuna spiegazione, ma pare proprio che anche il nuovo arrivato abbia qualche problema di tolleranza. Non solo ha cacciato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/Google+.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4002" title="Google+" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/Google+.jpg" alt="" width="200" height="145" /></a><em>Google+</em>, il nuovo social network di <em>Mountain View</em>, <strong>sta già mietendo le prime vittime.</strong><br />
Ci siamo tanto scagliati contro la dittatura di <em>Facebook</em>, contro la sua abitudine a chiudere profili ed eliminare contenuti senza fornire alcuna spiegazione, ma pare proprio che anche il nuovo arrivato abbia qualche problema di tolleranza.</p>
<p>Non solo ha cacciato il <strong>gruppo di hacker </strong><em><strong>Anonymous</strong>,</em> ma ha anche chiuso il profilo di <strong>William Shatner,</strong> il capitano Kirk della prima serie <em>Star Trek.</em><br />
Shatner, attore, musicista e appassionato di tecnologia, era semplicemente entrato su <em>Google+</em> salutando tutti, ma non si sa come si è ritenuto fosse una violazione: &#8220;Ho detto: Ciao a tutti. E a quanto pare si tratta di una violazione delle regole. Forse avrei dovuto dire: arrivederci. Non so ancora cosa sia successo, ma per un po&#8217; non saluterò nessuno. Tanto per non correre rischi&#8221;, ha scherzato quando il suo profilo è stato riattivato.</p>
<p>Anche <strong><em>Repubblica.it</em> è stata cacciata.</strong> Aveva aperto un account con gli stessi contenuti che appaiono su <em>Facebook,</em> articoli e video provenienti dal sito.<br />
Eppure, leggendo le <strong>regole del social network,</strong> si parla solo di chiusura del profilo in casi di utilizzo di materiali a carattere esplicitamente sessuale, argomenti che istigano all&#8217;odio, pubblicazione di informazioni private e riservate, violazione del copyright o attività illecite.</p>
<p>Si vocifera che <em>Google+</em> abbia già pronta una <strong>soluzione per le aziende</strong> (una versione business) e che stia pertanto limitando l’uso tradizionale del social da parte delle stesse. Peccato che tutto ciò non sia scritto sulle famose “regole”.</p>
<p>Lungi da me lo spezzare una lancia in favore di <em>Facebook</em>, ma ricordiamoci che il tanto bistrattato social ha raggiunto un successo forse inaspettato quando ancora non aveva la struttura per poterlo gestire.<br />
<em>Google+</em> ha avuto diversi esempi ai quali ispirarsi, ha avuto decine di persone che ci hanno lavorato in gran segreto per mesi, e tutto ciò che è riuscito a proporre è stato un social inizialmente a “numero chiuso”, che non è stato in grado di soddisfare le numerose richieste di adesione e che, attualmente, chiude i profili senza ragione.<br />
Volevano una partenza col botto, ma somiglia sempre più a un tonfo <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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