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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; futuro</title>
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		<title>La vita tecnologica che ci aspetta dietro l’angolo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 22:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri mentre mi crogiolavo al sole sfogliavo un recente numero di Panorama e ho letto un interessante articolo di Guido Castellano, “Come sarà il mondo in cui vivrò”, in cui l’autore prevede come cambieranno le nostre vite da qui a 5 anni. La descrizione di una nostra giornata-tipo è incredibile: Ore 7 del mattino di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1607" title="cyber" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/06/cyber.jpg" alt="cyber" width="150" height="113" /></p>
<p>Ieri mentre mi crogiolavo al sole sfogliavo un recente numero di <em>Panorama</em> e ho letto un interessante articolo di Guido Castellano, “Come sarà il mondo in cui vivrò”, in cui l’autore prevede come cambieranno le nostre vite da qui a 5 anni.<br />
La descrizione di una nostra giornata-tipo è incredibile:<span id="more-1606"></span></p>
<p>Ore 7 del mattino di un giorno qualsiasi di un futuro non troppo lontano: mentre suona la sveglia, il cellulare proietta sul soffitto l’agenda della giornata. Con un comando vocale si accede ad Internet e con gli occhi ancora socchiusi si chiede alla Rete se il volo delle 9.30 subirà ritardi. La risposta (anch’essa vocale) arriva in un istante: “L’aereo è previsto in orario”.</p>
<p>Il gabinetto fa un check up completo: analizza le urine e misura frequenza cardiaca e pressione. Le informazioni elaborate dal wc laboratorio vengono inviate in tempo reale a un microchip nel cellulare e al computer che contengono tutti i dati sul nostro stato di salute. Lo specchio del bagno ci vede, ci riconosce e proietta il nostro programma preferito: tg per papà, cartoni per i piccoli.</p>
<p>Mentre si è in taxi un messaggio sul cruscotto del conducente avvisa che per un incidente il traffico è bloccato. Dopo pochi istanti sul display del navigatore arriva anche la soluzione: “Meglio abbandonare l’auto e proseguire con la metropolitana”. Sullo schermo una luce lampeggia indicando la fermata più vicina e gli orari dei treni.</p>
<p>Mentre si cammina verso la stazione il cellulare emette un bip. La vetrina che si è appena superata ha inviato un messaggio: “Dalle 8 alle 9 c’è un’offerta tre per due sul detersivo”.</p>
<p>Prima di riporre il telefonino in tasca si nota, con la coda dell’occhio, il manifesto del film che si vuole vedere al ritorno dal viaggio di lavoro. Lo si inquadra e si scatta una foto. Sul display arrivano il trailer e l’elenco dei cinema che lo proiettano. Un click e i biglietti sono acquistati. Il costo verrà scalato dalla carta di credito collegata alla sim del cellulare.</p>
<p>Anche il biglietto della metropolitana viene pagato dal telefonino. Basta avvicinarsi ai tornelli e, un po’ come accade oggi con i Telepass in autostrada, le barriere si aprono (<em>Panorama</em>).</p>
<p>5 anni.<br />
Io sono già partita col countdown.</p>
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		<title>CERN: Passato e futuro del Web</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 23:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero di pagine sul Web ha raggiunto quello dei neuroni nel cervello umano: mille miliardi, &#8220;dieci seguito da undici zero&#8221;, come ha fatto notare Tim Berners-Lee, l’inventore del www che oggi è alla guida di una fondazione che scruta il futuro della Rete. &#8220;Il Web arriverà su tutti i cellulari, che con 5 miliardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1140" title="web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/web.jpg" alt="" width="150" height="108" /></a></p>
<p>Il numero di pagine sul Web ha raggiunto quello dei neuroni nel cervello umano: mille miliardi, &#8220;dieci seguito da undici zero&#8221;, come ha fatto notare Tim Berners-Lee, l’inventore del www che oggi è alla guida di una fondazione che scruta il futuro della Rete.</p>
<p>&#8220;Il Web arriverà su tutti i cellulari, che con 5 miliardi di esemplari sono gli apparecchi più diffusi sulla terra. Finirà anche col ricoprire le pareti delle case. Non avremo più intonaco sui muri, ma schermi connessi su cui navigare usando le mani&#8221;.<span id="more-1139"></span></p>
<p>Nel 1989, quando Tim Berners-Lee ha presentato il progetto che ha dato vita alla Rete Internet, al Cern gli scienziati venivano da tutto il mondo: ognuno aveva il suo computer, la sua lingua e il suo sistema operativo e bisognava assolutamente trovare il modo di farli comunicare in uno zoo in cui era più facile scambiarsi informazioni bevendo una tazzina di caffè che davanti a un terminale.<br />
Oggi la pausa caffè la saltiamo per comunicare su <em>Facebook</em>.</p>
<p>E il futuro?<br />
Sempre al Cern: si chiama Grid ed è costituito da 200 centri di calcolo in 33 Paesi uniti dalla fibra ottica per elaborare 15 milioni di gigabytes all&#8217;anno.</p>
<p>Ma è ancora poco.<br />
Oggi a livello globale solo il 20% delle persone è in Rete: sembra impossibile ma il Web, al quale noi pensiamo come al cervello del pianeta, è in realtà solo un chiacchiericcio di sottofondo.</p>
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		<title>Anche i VIP cedono al fascino dei Social Network</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 22:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il successo planetario dei Social Network ci offre ogni giorno nuovi spunti di riflessione. Si comincia addirittura a vociferare che uccideranno i blog. I blog vengono visti come il vecchio, il passato stagnante della comunicazione verbale e stantia, per altro quasi a senso unico. La gente inizia a dire: “perchè devo commentare un post quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/social-network.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-469" title="social-network" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/social-network.jpg" alt="" width="150" height="102" /></a></p>
<p>Il successo planetario dei Social Network ci offre ogni giorno nuovi spunti di riflessione.<br />
Si comincia addirittura a vociferare che uccideranno i blog.</p>
<p><em>I blog vengono visti come il vecchio, il passato stagnante della comunicazione verbale e stantia, per altro quasi a senso unico. La gente inizia a dire: “perchè devo commentare un post quando posso partecipare ad una comunity paritaria in cui tutti siamo uguali ed abbiamo lo stesso potere divulgativo?”</em> (<a href="http://www.hwgadget.com/facebook-versus-blog-il-futuro-della-comunicazione-1022.html" target="_blank">hwgadget.com</a>).</p>
<p>I Social Network da passatempo per adolescenti si sono trasformati rapidamente in veri e propri nuovi media e, ad oggi, rappresentano un plausibile futuro per l’informazione, che sarà sempre più incentrata sul pluralismo e sulla democrazia.<span id="more-467"></span></p>
<p>La settimana scorsa Massimo Vergnano, managing partner di Multimedia systems, intervenendo a un convegno dedicato al tema dell’informazione scientifica che si è tenuto a Milano, ha delineato i nuovi scenari del marketing farmaceutico, anticipando una rivoluzione nel modo in cui le industrie comunicheranno con i medici, i pazienti e in generale con gli addetti ai lavori: sempre meno informazione scientifica tradizionale e sempre più nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione. Come i Social Network, appunto, dove i medici si potranno incontrare, scambiare file e informazioni, aprire dibattiti sulle novità della farmaceutica, sulle qualità e gli effetti collaterali di un determinato farmaco, ecc.</p>
<p>In attesa di questo futuro ormai prossimo, <a href="http://it-it.facebook.com/" target="_blank">FaceBook</a> continua a spopolare, non solo tra gli internauti ma anche sulle pagine dei giornali, dove si arriva a scrivere che: <em>“Un 34enne britannico della periferia di Londra ha brutalmente ucciso l&#8217;ex moglie che, dopo 15 anni di matrimonio e soli 4 giorni di separazione, si era dichiarata single su Facebook”</em> (<a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo430421.shtml" target="_blank">tgcom.it</a>).</p>
<p>Come avevo scritto in un post precedente, ormai ci sono Social Network per tutti, dai politici ai cani: <em>“Mi chiamo Pico. Segni distintivi: molto carino. Passioni: andare in macchina”: è uno degli annunci che appare su doggyspace.com, il primo Social Network americano per cani, dove i padroni possono caricare video da condividere, ma anche creare profili personali che contengano presentazioni, foto e la lista di amici</em>  (<a href="http://www.pamelaferrara.com/social-network-tra-politici-e%e2%80%a6-cani-0822.html" target="_blank">pamelaferrara.com</a>).</p>
<p>Non poteva mancare all’appello il Social Network per vip.<br />
Sì, perché se su FaceBook si possono trovare diversi profili appartenenti allo star system, nella maggior parte dei casi si tratta di falsi o del lavoro di consulenti che usano il Social Network per fare un po’ di marketing per il proprio assistito.<br />
In realtà cantanti, modelle e calciatori si ritrovano su <a href="http://www.asmallworld.net/" target="_blank">ASmallWorld.net</a>, un Social Network per pochi selezionati personaggi famosi, come Paris Hilton, Naomi Campbell, Quentin Tarantino.<br />
Creato nel 2004 dal banchiere svedese Erik Wachtmeister, conta oggi oltre 300mila iscritti in tutto il mondo, che presumibilmente parleranno del nuovo yatch, dell’ultima operazione di chirurgia estetica o dell’ultimo flirt con una principessa o uno sceicco.<br />
Certo non sarà sempre facile.<br />
Provate voi a leggere la conversazione tra un calciatore e una velina, estrapolandone il senso tra gli errori grammaticali.</p>
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		<title>Scenari di Web 3.0</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa un gran parlare ultimamente di Web 3.0, da quando Viviane Reding, commissario Ue ai Media, ha annunciato che in Europa è tutto pronto per accogliere questa rivoluzione. Il vocabolo è già stato inserito su Wikipedia come “termine a cui corrispondono significati diversi volti a descrivere l&#8217;evoluzione dell&#8217;utilizzo del Web e l&#8217;interazione fra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/web-30.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-416" title="web-30" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/web-30.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a></p>
<p>Si fa un gran parlare ultimamente di Web 3.0, da quando Viviane Reding, commissario Ue ai Media, ha annunciato che in Europa è tutto pronto per accogliere questa rivoluzione.<br />
Il vocabolo è già stato inserito su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_3.0 " target="_blank">Wikipedia</a> come “termine a cui corrispondono significati diversi volti a descrivere l&#8217;evoluzione dell&#8217;utilizzo del Web e l&#8217;interazione fra gli innumerevoli percorsi evolutivi possibili” e <a href="http://www.geekissimo.com/category/web-30/" target="_blank">Geekissimo</a> ha creato un’apposita categoria di discussione.</p>
<p>Se il Web 2.0 ci ha fatto scoprire l’<strong>interazione</strong>, la condivisione, la collaborazione… gli studiosi affermano che il Web 3.0 ci offrirà una nuova esperienza: quella della <strong>personalizzazione</strong>.</p>
<p>Ma come sarà questo Web del futuro?<br />
Le ipotesi attualmente più attendibili parlano di Web semantico, di Intelligenza artificiale e di Web geospaziale.<span id="more-415"></span></p>
<p>La prima e anche più accreditata ipotesi è rappresentata dal <strong>Web semantico</strong>, un network che permetterebbe ad ogni genere di dati di potersi collegare tra loro. Significa che non ci troveremo più di fronte a una raccolta di pagine separate che vengono raggiunte attraverso i Motori di Ricerca, ma a collegamenti diretti tra le varie informazioni in grado di generare ogni tipo di servizio: ad esempio un indirizzo stradale inserito in una pagina Web si collegherà direttamente ad una mappa capace di mostrare la sua posizione, evitando di effettuare una ricerca su un sito come Google Maps, la quale sarà a sua volta collegata alla descrizione del percorso o ai mezzi pubblici che consentono di raggiungere la via d’interesse o alla possibilità di impostare il percorso direttamente sul navigatore. In pratica il Web semantico riuscirà a unificare tutte le informazioni in modo che si possa essere sempre collegati ad altre informazioni rilevanti e pertinenti.</p>
<p>Una seconda prospettiva possibile riguarda la diffusione dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, cioè la capacità del computer di svolgere ragionamenti caratteristici dell’uomo.<br />
Un Web capace di interagire in modo quasi umano è piuttosto improbabile, tuttavia esistono tecnologie, come quelle implementate da IBM e Google, che consentono di “prevedere i comportamenti umani” attraverso sofisticati sitemi di data mining in grado di estrarre dati significativi da una miriade di informazioni irrilevanti: ne è un esempio WebFountain che ha consentito di determinare in anticipo i brani musicali più venduti analizzando le tendenze sui social network utilizzati dagli studenti dei college.<br />
Lo studio delle informazioni che riguardano l’interesse espresso durante la navigazione da parte di un software evoluto sarebbe l’introduzione alla possibilità di trasferire al computer bisogni, gusti e comportamenti.</p>
<p>La terza prospettiva, infine, riguarda il <strong>Web geospaziale</strong> (o Web 3D), cioè la trasformazione del Web in una serie di spazi 3D condivisi: si tratta di un sistema di esplorazione geografica delle informazioni, una sorta di mix tra Google Earth, Google Map e Virtual Earth attraverso il quale poter visualizzare ogni angolo del nostro pianeta attraverso mappe dettagliate che possono essere ruotate, inclinate o ingrandite senza soluzione di continuità.</p>
<p>C’è da chiedersi quanti Web-punto-qualcosa riusciremo a vedere nella nostra vita e attraverso quali esperienze saranno in grado di condurci ma, soprattutto, quante altre trovate di marketing battezzeranno una nuova versione del Web.</p>
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		<title>Grid Fest al Cern: oggi nasce il Web del futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 10:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla fisica al Web del futuro. Si inaugura oggi al Cern la rete &#8220;Grid&#8221; (calcolo a griglia), proprio dove 17 anni fa nacque il World Wide Web. Sviluppata per consentire a migliaia di ricercatori di diversi paesi l’analisi di milioni di collisioni subatomiche che si produrranno nell’acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) inaugurato il 10 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/lhc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-381" title="lhc" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/lhc.jpg" alt="" width="150" height="98" /></a></p>
<p>Dalla fisica al Web del futuro.<br />
Si inaugura oggi al Cern la rete &#8220;Grid&#8221; (calcolo a griglia), proprio dove 17 anni fa nacque il World Wide Web.<br />
Sviluppata per consentire a migliaia di ricercatori di diversi paesi l’analisi di milioni di collisioni subatomiche che si produrranno nell’acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) inaugurato il 10 settembre scorso, Grid è un&#8217;architettura informatica planetaria che utilizza contemporaneamente la potenza di calcolo e la memoria di decine di migliaia di differenti computers sparsi nel mondo.</p>
<p>Oggi la potenza di calcolo disponibile volta pagina attraverso il “battesimo” di una griglia la cui potenza è in grado di elaborare quantità di dati pari a 60 Torri Eiffel incastrate una sull&#8217;altra: i principali centri di calcolo di diversi paesi si attiveranno a turno, collegandosi in videoconferenza al laboratorio europeo di Ginevra, pronti a studiare i 15 milioni di Gigabyte che verranno prodotti dall&#8217;acceleratore di particelle ogni anno.<span id="more-380"></span></p>
<p>Purtroppo l’Lhc si è guastato al primo esperimento per via di una fuga di elio causata probabilmente da una connessione elettrica difettosa tra due magneti. I primi fasci di protoni sono comunque stati iniettati e fatti circolare in senso orario e antiorario provocando collissioni che ci porteranno a scoprire i segreti della nascita dell’universo.</p>
<p>Alla faccia di chi aveva temuto che la potenza prodotta nei 27 km di tunnel sotterraneo potesse spazzare via la Terra, o almeno cancellarne una buona parte.<br />
Verrà spazzato via il vecchio Web, invece… la terra ce la terremo ancora per un po’ e con essa tutti quei parenti e colleghi che speravamo di vedere avvolti dal buco nero, naturalmente con tanto affetto.</p>
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		<title>Il Big Bang del Cern rivoluzionerà l’informatica</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scontro tra protoni che si è verificato stamattina all’interno del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra non solo rivoluzionerà la fisica ma probabilmente anche l’informatica. L’esperimento produrrà infatti un enorme mole di dati, che secondo le stime corrisponderà a circa un gigabyte al secondo, che dovrà essere resa disponibile ai ricercatori di tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/09/google1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-316" title="google1" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/09/google1.jpg" alt="" width="150" height="90" /></a></p>
<p>Lo scontro tra protoni che si è verificato stamattina all’interno del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra non solo rivoluzionerà la fisica ma probabilmente anche l’informatica.<br />
L’esperimento produrrà infatti un enorme mole di dati, che secondo le stime corrisponderà a circa un gigabyte al secondo, che dovrà essere resa disponibile ai ricercatori di tutto il mondo: si parla di 15 milioni di gigabyte l’anno.<span id="more-315"></span></p>
<p>Per rendere questi dati accessibili, gli scienziati del Cern hanno realizzato una nuova rete informatica chiamata &#8220;Lhc Computing Grid&#8221;, che gestisce i dati attraverso grandi reti di super computer connessi tra loro chiamate &#8220;strati&#8221;: lo strato 0 si trova presso il Cern di Ginevra e usufruisce della potenza di calcolo di 100.000 dei più veloci processori attualmente disponibili: è qui che vengono raccolti e conservati i dati grezzi degli esperimenti. Da qui poi i dati vengono inviati su una rete dedicata da 10 gigabit al secondo (10.000 volte più veloce di una normale connessione domestica) verso lo strato 1, una rete di computer distribuiti tra Europa, Asia e Nord America. A questo livello i dati vengono disaggregati e distribuiti su altri 140 strati composti da mini reti di 2 computer localizzati in università e centri di ricerca. E’ a quest’ultimo livello che gli scienziati potranno collegarsi per avere accesso alle informazioni.</p>
<p>Insomma Internet si avvia verso il futuro, sempre che non veniamo tutti risucchiati dal buco nero.</p>
<p>E se tutta questa messa in scena fosse servita solo ad attirare l’interesse mediatico, vista l’ingente somma di denaro investita nel progetto?</p>
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