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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Informazione</title>
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		<title>Il New York Times sceglie la toilette</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il New York Times vuole portare l&#8217;informazione in bagno, che poi è quello che fa la maggior parte degli italiani ogni giorno, magari perchè le notizie di politica forniscono il giusto stimolo. Il progetto è quello di uno specchio Kinect che verrà trasformato in uno schermo che consentirà agli uomini di leggere le notizie mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/informazione-bagno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4070" title="informazione-bagno" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/informazione-bagno.jpg" alt="informazione-bagno" width="200" height="155" /></a>Il <em>New York Times</em> vuole portare l&#8217;informazione in bagno</strong>, che poi è quello che fa la maggior parte degli italiani ogni giorno, magari perchè le notizie di politica forniscono il giusto stimolo.</p>
<p>Il progetto è quello di uno specchio Kinect che verrà trasformato in uno schermo che consentirà agli uomini di <strong>leggere le notizie</strong> mentre si fanno la barba e alle donne di rimanere aggiornate mentre si truccano.</p>
<p>Per ora si tratta soltanto di un prototipo: sullo specchio scorrono le notizie dell&#8217;ultima ora ma potrà essere usato anche per leggere la mail, vedere le previsioni del tempo o navigare su <em>Facebook</em>.</p>
<p>Chissà se il binomio informazione-bagno funzionerà bene come sta funzionando in Italia per <em>Il Giornale</em> <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La notizia della testimone di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 07:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei miei passatempi preferiti è leggere le notizie sul Web e citarle sui social con commenti al vetriolo. C’è da dire che, a volte, oltre al nostro Governo che ce la mette tutta per rendersi ridicolo e ai vari personaggi più o meno noti che contribuiscono a fare del nostro pianeta un luogo ameno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/notizie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4018" title="notizie" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/notizie.jpg" alt="notizie online" width="200" height="141" /></a>Uno dei miei passatempi preferiti è <strong>leggere le notizie sul Web</strong> e citarle sui social con commenti al vetriolo. C’è da dire che, a volte, oltre al nostro Governo che ce la mette tutta per rendersi ridicolo e ai vari personaggi più o meno noti che contribuiscono a fare del nostro pianeta un luogo ameno e folkloristico, anche <strong>la forma che i “giornalisti”</strong> (o sedicenti tali) <strong>scelgono per scrivere le news aiuta la satira.</strong></p>
<p>Qualche giorno fa, ad esempio, circolava la notizia che una donna di Treviso aveva rifiutato le cure salvavita in quanto testimone di Geova.</p>
<p>L’arguto giornalista, però, ha aperto l’articolo con un bel: <strong>“Una donna di Treviso, sofferente di una malattia degenerativa e testimone di Genova…”</strong>, non solo dando alla donna della genovese, ma creando una sorta di analogia tra la malattia e la scelta di fede, lasciando intendere, cioè, che <strong>non solo la signora è affetta da malattia ma è pure testimone di Geova.</strong></p>
<p>Sui social, ovviamente, ho postato un bel: “Donna rifiuta cure salvavita in quanto testimone di Geova. Solo perché non le hanno mandato due persone a proporgliele di domenica mattina”.<br />
Amo le notizie <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Internet smaschera la TV del falso</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Per anni l’informazione ha subito il monopolio di mezzi di comunicazione falsi e tendenziosi, dai giornali alla tv. Poi è arrivato il Web e piano piano gli italiani si sono risvegliati dal coma, e da telespettatori passivi si sono trasformati in osservatori critici, e soprattutto interattivi. Particolarmente interessante una vicenda che risale ad un paio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3723" title="Rita-Dalla-Chiesa" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/04/Rita-Dalla-Chiesa.jpg" alt="Rita-Dalla-Chiesa" width="200" height="154" /><strong>Per anni l’informazione ha subito il monopolio di mezzi di comunicazione falsi e tendenziosi, dai giornali alla tv.</strong> Poi è arrivato il Web e piano piano gli italiani si sono risvegliati dal coma, e da telespettatori passivi si sono trasformati in osservatori critici, e soprattutto interattivi.</p>
<p>Particolarmente interessante una vicenda che risale ad un paio di settimane fa: quella della <strong>falsa terremotata aquilana a <em>Forum</em></strong>, che la candida Rita Dalla Chiesa ha classificato come “uno scivolone televisivo”, una piccola gaffe che può capitare a chiunque insomma.</p>
<p>E’ andata così: mentre in trasmissione si parlava del terremoto dell’Aquila, il microfono è passato a una signora che si sta separando dal marito e che vorrebbe da lui una somma per riaprire il suo negozio di abiti da sposa. Dopo una breve descrizione del suo caso, la signora parte in quarta, dicendo che <strong>la città è ricostruita, che tutti hanno case-giardini-garage e sia lodato il nostro presidente.</strong> Applausi del pubblico, sorrisone soddisfatto della conduttrice.</p>
<p>L’unico problema è che <strong>la signora è solo una figurante pagata 300 euro:</strong> non è aquilana, non è interessata a vendere abiti da sposa e suo marito è un tizio appena conosciuto in trasmissione.</p>
<p><strong>In poche ore la vicenda è stata sbugiardata da siti Web e blog,</strong> provocando indignazione e rabbia nei confronti della conduttrice, che ora si lamenta della persecuzione nei suoi confronti mentre la storia raccontata era “assolutamente vera”, solo che per l’occasione è stata recitata.</p>
<p>Alla falsità dei giornalisti audience-dipendenti si unisce così la stupidità degli stessi che non hanno ancora capito che l’era delle patacche impunite si è conclusa e che da adesso e per sempre dovranno fare i conti col Web.</p>
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		<title>Il voyeurismo supera il diritto all’informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 11:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[In epoca di social l’informazione non è più esclusivamente unilaterale: i siti di news non ti danno più unicamente la possibilità di leggere gli articoli ma anche di commentarli, di rispondere a sondaggi, di aprire una discussione. “Partecipare” è diventata la parola d’ordine, ma il coinvolgimento del pubblico dovrebbe essere fatto, se non seguendo un’etica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3559" title="informazione" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/02/informazione.jpg" alt="informazione" width="200" height="143" /><strong>In epoca di social l’informazione non è più esclusivamente unilaterale:</strong> i siti di news non ti danno più unicamente la possibilità di leggere gli articoli ma anche di commentarli, di rispondere a sondaggi, di aprire una discussione.</p>
<p><strong>“Partecipare” è diventata la parola d’ordine</strong>, ma il coinvolgimento del pubblico dovrebbe essere fatto, se non seguendo un’etica professionale, seguendo almeno un po’ di buongusto.</p>
<p>Buongusto che nella vicenda di Avetrana è mancato fin dal principio, sottolineando ancora una volta come <strong>la legge dell’audience a tutti i costi e del voyeurismo più desolante finisca puntualmente per sovrastare il mero diritto all’informazione.<br />
</strong><br />
Quando credevo che ormai la pochezza e lo squallore della stampa nazionale fossero arrivati al culmine, mi sono imbattuta per caso in un sito di news che ha avuto il coraggio di <strong>pubblicare il sondaggio “Chi ha ucciso Sarah Scazzi”,</strong> con la possibilità di scegliere tra lo zio Michele, la cugina Sabrina, una terza persona e diverse combinazioni tra le tre.</p>
<p>Il circo mediatico sembra non finire mai e continua ad alimentarsi di nuove ipotesi e teorie degne di <em>CSI</em>, dimenticando, ogni giorno di più, che questa è vita vera.</p>
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		<title>Come funzionano le notizie</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 09:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa vi ho parlato di informazione, di come spesso le notizie vengano inventate a tavolino e di come le agenzie stampa che le diffondono non si preoccupino nemmeno di verificarle. Se può essere di consolazione non avviene solo in Italia, anzi. Accade ad esempio che un quotidiano come il Daily Mail (in Gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3538" title="bagno" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/bagno.jpg" alt="bagno" width="200" height="149" />Qualche giorno fa vi ho parlato di <strong>informazione</strong>, di come spesso le <a href="http://www.pamelaferrara.com/spacciare-la-pubblicita-per-informazione-0118.html" target="_blank">notizie</a> vengano inventate a tavolino e di come le agenzie stampa che le diffondono non si preoccupino nemmeno di verificarle.</p>
<p>Se può essere di consolazione non avviene solo in Italia, anzi.<br />
Accade ad esempio che un quotidiano come il <em>Daily Mail</em> (in Gran Bretagna secondo per diffusione dopo il <em>Sun</em>) possa far circolare la notizia che <strong>le coppie inglesi litigherebbero esattamente 312 volte all’anno</strong> (l&#8217;informazione è stata riportata largamente anche dalla stampa italiana, ad esempio dal <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_19/tortora-litigio_e3da60a8-23ec-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em>Corriere</em></a>).</p>
<p>Ma non basta. E<strong>’ previsto anche il giorno e l’ora del primo diverbio, che scatterebbe esattamente di giovedì alle 20.00 e durerebbe in media 10 minuti.</strong><br />
Di solito le ladies sono più stizzite dei gentlemen, e normalmente <strong>è il bagno il luogo in cui si scatena la rissa</strong>, per motivi futili: capelli nel lavandino, sporcizia nella toilette, rotolo di carta igienica esaurito e non sostituito, tavoletta del water alzata, asciugamani sul pavimento, scarico del wc non tirato.</p>
<p>Perché proprio in bagno? Perché il sondaggio è stato commissionato dal sito <em>Betterbathroom.com</em>, avevate qualche dubbio?<br />
Sedetevi sulla tazza va, che ne parliamo.</p>
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		<title>Spacciare la pubblicità per informazione</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 13:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[klaus Davi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “caso” risale a qualche mese fa, ma fa riflettere su come funziona l’informazione italiana. Klaus Davi, fondatore dell’agenzia di pubbliche relazioni Klaus Davi &#38; Co, per molto tempo ritenuto un guru della comunicazione nonché un affermato massmediologo, è stato denunciato alla Federazione Relazioni Pubbliche Italiana per la diffusione di notizie false. Il furbone infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3519" title="pubblicita" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/pubblicita.jpg" alt="pubblicita" width="200" height="158" />Il “caso” risale a qualche mese fa, ma fa riflettere su come funziona l’informazione italiana.</p>
<p>Klaus Davi, fondatore dell’agenzia di pubbliche relazioni <em>Klaus Davi &amp; Co</em>, per molto tempo ritenuto un guru della comunicazione nonché un affermato massmediologo, <strong>è stato denunciato alla Federazione Relazioni Pubbliche Italiana per la diffusione di notizie false.</strong></p>
<p>Il furbone infatti per anni ha diffuso <strong>notizie inventate a tavolino</strong> per dare visibilità al nome o al marchio dei suoi clienti. Ad esempio è stata opera sua la “notizia” secondo la quale <strong>George Clooney</strong> avrebbe fatto infuriare Elisabetta Canalis a causa delle notti trascorse a giocare a poker online: ovviamente la notizia citava a chiare lettere il sito del quale George sarebbe appassionato, che guarda caso è cliente di Davi.</p>
<p>Così, tra una montatura e l’altra, <strong>i brand dei suoi clienti circolavano ed erano regolarmente accostati a personaggi famosi,</strong> mentre per anni testate giornalistiche “di tutto rispetto” hanno rilanciato gli &#8220;scoop&#8221; come se fossero veri, senza porsi troppi problemi e senza verificare.<br />
Purtroppo non si può nemmeno dire che si tratti di casi isolati: il giornalismo italiano è pieno di episodi simili.</p>
<p>Peccato che Davi sia stato sgamato, altrimenti di questi tempi potrebbe fare una gran pubblicità alla <em>Pfizer</em> trattando le notizie di politica italiana. E non dovrebbe nemmeno inventarle.</p>
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		<title>DDL intercettazioni e stupidità</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il DDL intercettazioni continua a sollevare polemiche e contiene anche una disposizione (comma 29 dell’art.1) che minaccia la libertà della blogosfera prevedendo un obbligo di rettifica per ogni richiesta ricevuta, entro 48 ore, pena una sanzione fino a 12mila euro. Un duro colpo all’informazione che vincola quella libertà attraverso la quale, fino ad ora, chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2957" title="intercettazioni" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/06/intercettazioni.jpg" alt="intercettazioni" width="150" height="119" />Il <strong>DDL intercettazioni</strong> continua a sollevare polemiche e contiene anche una disposizione (comma 29 dell’art.1) che <strong>minaccia la libertà della blogosfera prevedendo un obbligo di rettifica per ogni richiesta ricevuta, entro 48 ore,</strong> pena una sanzione fino a 12mila euro.</p>
<p>Un duro colpo all’informazione che vincola quella libertà attraverso la quale, fino ad ora, chiunque poteva aprire un blog con l’unico dovere di rispondere personalmente di eventuali violazioni: <strong>d’ora in poi il rischio è che passi la voglia di trattare argomenti che urtino la sensibilità di qualcuno che potrebbe successivamente chiedere (magari a torto) una rettifica.</strong></p>
<p>Il problema è che <strong>la politica italiana</strong> non è mai andata d’accordo col Web o meglio, non l’ha mai capito e <strong>non ha mai compreso le dinamiche che riguardano la circolazione delle informazioni,</strong> altrimenti nessuno si sognerebbe di proporre una legge così stupida.</p>
<p>Eh sì perché per aggirarla <strong>sarà sufficiente che le intercettazioni vengano pubblicate su siti esteri</strong> e che giornalisti o bloggers italiani diano notizia dell’avvenuta pubblicazione inserendo un link: linkare un contenuto infatti non significa pubblicarlo, ed è assolutamente lecito.</p>
<p>Tutto questo mentre giornali online e blog italiani parleranno di punto croce, <a title="dieta su misura" href="http://dietaclub.quotidiano.net" target="_blank">dieta </a>delle banane e di come preparare una sfiziosissima salsa di capperi . Un vero tripudio per <em>Tgcom</em>.</p>
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		<title>La nuova era dell’informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 22:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Social network: un delirio di gente che racconta gli affari suoi, dal pranzo che ha appena consumato a cosa andrà a comprare al supermercato. Ma quando il jet della US Air ammara sul fiume Hudson la notizia raggiunge Twitter molto prima di giornali e televisioni, e quando il terremoto colpisce l’Abruzzo i primi a saperlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1637" title="information" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/06/information.jpg" alt="information" width="150" height="113" /></p>
<p>Social network: un delirio di gente che racconta gli affari suoi, dal pranzo che ha appena consumato a cosa andrà a comprare al supermercato.</p>
<p>Ma quando il <a href="http://www.pamelaferrara.com/aereo-precipita-nel-fiume-hudson-0116.html" target="_blank">jet della US Air </a>ammara sul fiume Hudson la notizia raggiunge <em>Twitter</em> molto prima di giornali e televisioni, e quando il <a href="http://www.pamelaferrara.com/terremoto-informazione-0408.html" target="_blank">terremoto</a> colpisce l’Abruzzo i primi a saperlo sono collegati a <em>Facebook</em>.<span id="more-1636"></span></p>
<p>“Poi arriva la rivolta in Iran e scopri che, con i corrispondenti stranieri messi alla porta dal regime degli ayatollah, <em>Twitter</em> diventa l&#8217;unico vero canale di informazione su quello che sta accadendo nel Paese: migliaia di ragazzi armati di cellulare che trasmettono brevi messaggi e immagini della sommossa e della repressione” (<em><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_24/gaggi_twitter_giornali_tv_34d491d4-6082-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Il Corriere</a></em>).</p>
<p>In paesi in cui fare giornalismo significa necessariamente aggirare la censura e i divieti di qualunque espressione non autorizzata, Internet, incubo dei regimi autoritari, diventa la chiave di tutto.<br />
A <em>Google</em> cinese viene imposto di bloccare l’accesso ai siti stranieri, Teheran nei momenti di forte tensione arriva addirittura a disattivare la linea telefonica.</p>
<p>In Italia, dove la televisione sta da tempo facendo i conti con <em>YouTube</em> e la stampa ufficiale ha appena cominciato a confrontarsi col fenomeno dei blog, i mass media devono ora soccombere di fronte all’inarrestabilità dei Social Network che ci rendono tutti spettAUTORI.</p>
<p>E il mondo cambia.<br />
E i monopoli crollano.<br />
E noi non vedevamo l’ora.</p>
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		<title>Influenza suina online</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 16:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione dell’influenza suina di questi giorni Internet si è scatenato dando prova di un’epidemia dell’immaginario ben più grave di quella reale. Se l’informazione tramite carta stampata e televisione ha voluto in passato creare scoop che attraessero il pubblico esagerando il pericolo, chi in questi giorni si fosse collegato a Twitter avrebbe letto milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1349" title="piggy" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/05/piggy.jpg" alt="piggy" width="150" height="111" /></p>
<p>In occasione dell’influenza suina di questi giorni Internet si è scatenato dando prova di un’epidemia dell’immaginario ben più grave di quella reale.</p>
<p>Se l’informazione tramite carta stampata e televisione ha voluto in passato creare scoop che attraessero il pubblico esagerando il pericolo, chi in questi giorni si fosse collegato a <em>Twitter</em> avrebbe letto milioni di messaggi che l’avrebbero spinto a fare scorte di prodotti non deperibili e a barricarsi in casa.<span id="more-1348"></span></p>
<p>Secondo uno studio della Technology Review del <em>Mit</em>, il <em>Massachussets Institute of Technology</em>, l&#8217;influenza suina ha costituito da sola il 2% del totale dei messaggi scambiati nel corso dell&#8217;ultimo weekend su <em>Twitter</em>: si tratta del primo virus raccontato in direta sul Web dalla rete dei social network, peccato solo che il vecchio buonsenso abbia lasciato il posto al panico più sfrenato.</p>
<p>E mentre i più si stanno ancora chiedendo se la carne suina possa essere mangiata oppure no, arriva anche il <a href="http://www.swinefighter.com/" target="_blank">gioco</a> online per combattere il virus: bisogna “vaccinare” con una siringa, in pochi secondi, il numero più alto di maiali volanti.<br />
Sempre meglio che dedicarsi a diffondere un’informazione infondata.</p>
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		<title>Il terremoto e l’informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo deciso di non parlare del terremoto perché non ci sono parole che possano rendere giustizia al dramma che centinaia di persone stanno vivendo ma, senza voler entrare nel merito della tragedia, c’è una considerazione che vorrei fare sui media e sull’informazione. Vi ricordate il terremoto dell’Irpinia nel 1980? Ci vollero giorni per avere notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1250" title="mondo" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/04/mondo.jpg" alt="mondo" width="150" height="104" /></p>
<p>Avevo deciso di non parlare del terremoto perché non ci sono parole che possano rendere giustizia al dramma che centinaia di persone stanno vivendo ma, senza voler entrare nel merito della tragedia, c’è una considerazione che vorrei fare sui media e sull’informazione.</p>
<p>Vi ricordate il terremoto dell’Irpinia nel 1980?<br />
Ci vollero giorni per avere notizie da paesi irraggiungibili.<span id="more-1249"></span></p>
<p>Oggi, grazie soprattutto al Web 2.0, riusciamo a farci un’idea precisa e dettagliata di tutto ciò che accade: in particolar modo negli ultimi giorni i social network come <em>Twitter </em>e <em>Facebook</em> ci hanno dato la possibilità di avere centinaia di versioni alternative a quelle “ufficiali” dei media tradizionali, accelerando la diffusione di notizie, informazioni, testimonianze, richieste di soccorso, appelli di autorità e associazioni.</p>
<p>Subito dopo la scossa, mentre siti Web istituzionali e TV si mettevano in moto con la loro consueta lentezza, migliaia di messaggi su social network, blog e aggregatori ci hanno tenuti aggiornati in tempo reale.<br />
In particolar modo è straordinaria la possibilità di informarci che ci sta dando <em>YouTube</em>, offrendoci le testimonianze di riprese amatoriali e, fortunatamente, silenziose, perché il silenzio è una dimostrazione di umanità molto superiore al bla bla di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=C9kD0DRdxRA" target="_blank">telegiornali </a>che speculano sulla tragedia per fare audience.</p>
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