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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Internet</title>
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		<title>I lavori più assurdi sono sul Web</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempo di crisi, l&#8217;importante è reinventarsi e soprattutto avere fantasia. Ed è sicuramente meglio un lavoro curioso che passare tutta la vita a casa con mammà. Se di qualche giorno fa è la notizia di un&#8217;insegnante precaria che è entrata in ruolo a 63 anni (Quotidiano.net), c&#8217;è anche chi ha meno &#8220;fortuna&#8221; e deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/lavoro-strano-web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4090" title="lavoro-strano-web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/lavoro-strano-web.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>In tempo di crisi, l&#8217;importante è reinventarsi e soprattutto <strong>avere fantasia.</strong> Ed è sicuramente meglio un lavoro curioso che passare tutta la vita a casa con mammà.</p>
<p>Se di qualche giorno fa è la notizia di un&#8217;insegnante precaria che è entrata in ruolo a 63 anni (<a title="precaria-assunta" href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/02/573545-prof_precaria_assunta_anni.shtml">Quotidiano.net</a>), c&#8217;è anche chi ha meno &#8220;fortuna&#8221; e deve rassegnarsi a qualche lavoro assurdo, di cui il Web sembra un coacervo di proposte.</p>
<p>A Bari, ad esempio, si cerca un <strong>moderatore per assemblee condominiali</strong> di &#8220;almeno un metro e ottanta, muscoloso e conoscitore di arti marziali; puo&#8217; andar bene anche ex pugile&#8221;.<br />
A Roma un fotografo è alla ricerca di &#8220;una<strong> ragazza strabica</strong> per servizio fotografico&#8221;, mentre a Palermo si cerca &#8220;un giovane attore, massimo 24 anni, di corporatura abbondante con la faccia da tonto&#8221;.</p>
<p>Spesso l&#8217;età diventa requisito fondamentale, ma i pareri sono contrastanti: a Rovigo si cerca infatti un &#8220;operaio max 25 anni, astenersi ultra trentenni perchè avete perso la voglia di lavorare&#8221;, mentre a Cremona si cerca l&#8217;esatto contrario: &#8220;operaio minimo 40 anni perchè i giovani non hanno voglia di far niente&#8221;.</p>
<p>Perfino le inclinazioni sessuali, a volte, possono fare la differenza. Un padre cerca infatti un insegnante di latino per la figlia, ma deve essere o donna o <strong>omosessuale.</strong><br />
A verificare, probabilmente, ci penserà lui.</p>
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		<title>Per colpa del Web stiamo perdendo la memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodicamente, a cadenza più o meno semestrale, viene diffusa la notizia secondo la quale l’utilizzo di Google e del Web ci rende stupidi, deconcentrati, pigri, smemorati. L’ultimo studio sull’argomento viene dalla Columbia University di New York e stabilisce che sia la nostra memoria sia la nostra capacità di apprendimento sono cambiate e si sono adattate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/web-cervello.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3980" title="web-cervello" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/web-cervello.jpg" alt="" width="200" height="170" /></a>Periodicamente, a cadenza più o meno semestrale, viene diffusa la notizia secondo la quale <strong>l’utilizzo di <em>Google</em> e del Web ci rende stupidi, deconcentrati, pigri, smemorati.</strong></p>
<p>L’ultimo studio sull’argomento viene dalla <em>Columbia University</em> di New York e stabilisce che sia la nostra memoria sia la nostra capacità di apprendimento sono cambiate e si sono adattate all’uso del Web, cioè si sono indebolite perché le risposte istantanee di<em> Google</em> e degli altri motori di ricerca hanno <strong>attenuato la nostra naturale capacità di memorizzare informazioni.</strong></p>
<p>In poche parole Internet ricorda per noi dati che possiamo ritrovare quando vogliamo, senza <strong>prenderci la briga di doverli imparare:</strong> per questo motivo i giovani sottoposti alla ricerca hanno ricordato informazioni se veniva detto loro che non avrebbero più potuto recuperarle, mentre coloro che avevano a disposizione un pc sul quale annotarle e poterle ritrovare in seguito non le hanno ricordate.</p>
<p>Pare insomma che per colpa di <em>Google</em> il nostro modo di prestare attenzione alle cose e la nostra capacità di concentrazione siano mutate definitivamente.<br />
Lo ha detto il tizio che fa le ricerche che vengono pubblicate da quel giornale scientifico comesichiama <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il demonio incombe sui social network</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 07:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per molti anni e in varie parti del mondo, il fenomeno è preoccupante. «In effetti fino a non molto tempo fa l&#8217;evocazione del diavolo era un fenomeno di nicchia. Con l&#8217;avvento di Internet e soprattutto dei social network, il fenomeno è diventato di piazza e ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/demonio-facebook.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3965" title="demonio-facebook" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/demonio-facebook.jpg" alt="diavolo facebook" width="200" height="143" /></a>Per don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per molti anni e in varie parti del mondo, il fenomeno è preoccupante. «In effetti fino a non molto tempo fa l&#8217;<strong>evocazione del diavolo</strong> era un fenomeno di nicchia. Con l&#8217;avvento di <strong>Internet</strong> e soprattutto dei <strong>social network</strong>, il fenomeno è diventato di piazza e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web», spiega il parroco (<a title="diavolo web" href="http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_10/diavolo-web-esorcismo_1ef91be2-ab02-11e0-a2e7-98abda3c461e.shtml"><em>Il Corriere</em></a>).</p>
<p><strong>Il diavolo insomma si nasconderebbe sul Web, e in particolare sui social network,</strong> dove si può discutere di tutto e quindi anche di tematiche a sfondo satanico senza correre il rischio di censura.<br />
E proprio sulle pagine di <em>Facebook</em> a qualcuno può venire in mente di evocare il maligno, a spese dei più indifesi e creduloni che poi si rivolgono alla Chiesa chiedendo di essere liberati.</p>
<p>Esci da questo account <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La scia digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 09:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche se non sempre me ne rendo conto, la mia vita ha milioni di spettatori, amici e aziende che seguono la mia scia digitale e che controllano le mie abitudini per capire chi sono. La mattina il mio smartphone mi dà la sveglia alle 7, si accende e comunica al mio operatore telefonico e ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3951" title="scia-digitale" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/07/scia-digitale.jpg" alt="scia-digitale" width="200" height="144" />Anche se non sempre me ne rendo conto, <strong>la mia vita ha milioni di spettatori,</strong> amici e aziende che seguono la mia scia digitale e che controllano le mie abitudini per capire chi sono.</p>
<p>La mattina il mio smartphone mi dà la sveglia alle 7, si accende e comunica al mio operatore telefonico e ad alcuni produttori di applicazioni che sono “operativa”.<br />
Faccio una doccia mentre il pc si avvia, leggo le notizie, controllo la posta, aggiorno il mio blog, fornendo al mondo altre importanti <strong>informazioni su di me.</strong><br />
Esco di casa, le celle del mio operatore telefonico seguono i miei <a href="http://www.pamelaferrara.com/lo-smartphone-che-non-si-fa-gli-affari-suoi-0427.html" target="_blank">spostamenti</a> e forniscono <strong>informazioni sui miei movimenti. </strong><br />
Mi fermo in un bar per fare colazione, mentre mi servono mi rimetto a navigare e continuo a comunicare informazioni che servono a <strong>profilarmi</strong>: cosa leggo, cosa faccio, cosa voglio.<br />
Pago col bancomat facendo sapere alla mia banca le mie <strong>abitudini di consumo. </strong><br />
Mi muovo verso l’ufficio: il gps comunica alla Mercedes quanti km percorro, quanto consumo e che stile di guida ho, intanto il mio cellulare continua ad agganciarsi a nuove celle.</p>
<p>Arrivo in ufficio, accendo il pc comunicando al mio datore di lavoro che sono in perfetto orario, mi collego a <em>Facebook, Twitter</em> e <em>Foursquare</em>: il primo mi chiede a cosa sto pensando, il secondo cosa sto facendo, il terzo dove mi trovo. In pratica <strong>il Web è il mio fidanzato.</strong><br />
E sono solo le 9 del mattino.</p>
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		<title>60 secondi sul Web</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 05:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Internet tutto è velocità, e in pochi secondi ognuno di noi è sottoposto a un vero e proprio sovraccarico di informazioni. Go-gulf.com, attraverso un’infografica, ha cercato di sintetizzare tutto ciò che avviene in un solo minuto tra i milioni di persone collegate in Rete. I numeri sono incredibili: 694.445 interrogazioni su Google, 168 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3922" title="web-60-secondi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/web-60-secondi.jpg" alt="web-60-secondi" width="200" height="149" />Su Internet tutto è velocità, e in pochi secondi ognuno di noi è sottoposto a un vero e proprio <strong>sovraccarico di informazioni.</strong></p>
<p><a href="http://www.go-gulf.com/blog/60-seconds" target="_blank">Go-gulf.com</a>, attraverso un’infografica, ha cercato di sintetizzare <strong>tutto ciò che avviene in un solo minuto</strong> <strong>tra i milioni di persone collegate in Rete.</strong></p>
<p>I numeri sono incredibili: 694.445 interrogazioni su <em>Google</em>, 168 milioni di mail inviate, 600 nuovi video su <em>YouTube</em>, 6.600 nuove foto caricate su <em>Flickr</em>, 695 mila status aggiornati su <em>Facebook</em> e 510 mila commenti sulle bacheche degli amici, 320 nuovi profili su <em>Twitter</em> e 98 mila tweet inseriti, 100 nuovi account su <em>LinkedIn</em>, 370 mila minuti di chiamate via <em>Skype</em>, 13 mila applicazioni per <em>iPhone</em> scaricate, 1.700 download di <em>Firefox</em>, 60 nuovi blog, 1.500 nuovi post, 70 nuovi domini registrati.</p>
<p>Per poi non parlare di quante donne, in un minuto, scoprono il marito che sta rimorchiando su <em>Facebook</em> <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Se sei uno che lavora col pc</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/se-sei-uno-che-lavora-col-pc-0609.html</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 07:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando lavori per il web puoi star certo di 2 cose: nessuno sa quello che fai e tutti ti chiedono consigli che col tuo lavoro non centrano un tubo. Tipo: tu che conosci Internet, io ho un pc che si collega solo la domenica – notare che il caso (umano) è reale. Il punto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3899" title="pc" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/06/pc.jpg" alt="pc" width="200" height="149" />Quando lavori per il web puoi star certo di 2 cose: <strong>nessuno sa quello che fai e tutti ti chiedono consigli che col tuo lavoro non centrano un tubo.</strong> Tipo: tu che conosci Internet, io ho un pc che si collega solo la domenica – notare che il caso (umano) è reale.</p>
<p>Il punto è che il disagio nei confronti della tecnologia è ancora grande e in pochi hanno chiara la differenza tra pc (hardware) e Internet e se, come nel mio caso, “sei uno che lavora col pc” (poco importa se lavori ad un progetto segreto di intelligenza artificiale per il CERN o se fai data entry per un’azienda di salumi), <strong>ti trasformi immediatamente in un tuttologo</strong> in grado di risolvere qualunque problema (che normalmente risiede tra il primo e il secondo neurone nella testa dell&#8217;utilizzatore).</p>
<p>Il mio amico <a href="https://twitter.com/#!/alejorey" target="_blank">@alejorey</a>, che lavora (tra l’altro) in un&#8217;azienda di sole donne, ha stabilito le t<strong>re regole d&#8217;oro</strong> <strong>da seguire</strong> prima di chiedere il suo aiuto:</p>
<p>1. Usa blocco note<br />
2. Prova col tasto destro del mouse<br />
3. Controlla il cavo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Web conosce tutti i nostri segreti</title>
		<link>http://www.pamelaferrara.com/il-web-conosce-tutti-i-nostri-segreti-0530.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa scrissi un pezzo sul fatto che disinstallare la propria vita virtuale non è possibile. Ora un bell’articolo di Riccardo Staglianò, pubblicato su Repubblica.it, approfondisce l’argomento di “Web che non dimentica”, e che ci conosce meglio di nostra madre, di un nostro amico, del nostro psicanalista. A tradimento Expedia mi chiede se voglio andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3854" title="web-segreti" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/web-segreti.jpg" alt="web-segreti" width="200" height="151" />Tempo fa scrissi un <a href="http://www.pamelaferrara.com/web-non-dimentica-non-perdona-1130.html" target="_blank">pezzo</a> sul fatto che <strong>disinstallare la propria vita virtuale non è possibile. </strong><br />
Ora un bell’<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/19/news/internet_biografia-16459400/" target="_blank">articolo</a> di Riccardo Staglianò, pubblicato su <em>Repubblica.it</em>, approfondisce l’argomento di “<strong>Web che non dimentica</strong>”, e che<strong> ci conosce meglio di nostra madre, di un nostro amico, del nostro psicanalista.</strong></p>
<p><em>A tradimento Expedia mi chiede se voglio andare in vacanza con l&#8217;ex fidanzata. Non lo dice proprio così, ma mi suggerisce il suo nome per il secondo biglietto d&#8217;aereo. Se lo ricorda da un vecchio acquisto, l&#8217;impertinente sito di viaggi. Lo stesso fa Amazon per la consegna dei libri. Se li hai fatti spedire a un indirizzo che non frequenti più, lui insiste. Persino il sito delle contravvenzioni del comune di Roma prova a inchiodarti al passato. Vado a controllare una multa e, accanto al verbale, ora hanno messo la foto dell&#8217;infrazione. In bianco e nero, sgranata, ma ineluttabile: sono proprio io in sella. Con la compagna di allora. Dio perdona, Internet no</em> (leggi l’<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/19/news/internet_biografia-16459400/" target="_blank">articolo</a>).</p>
<p>Se fai ricerche su<em> Google</em>, condividi su <em>Facebook,</em> commenti sui blog, esprimi la tua opinione su <em>Twitter</em>,<strong> il tuo ritratto digitale rimarrà per sempre impresso nella Rete. </strong><br />
Spesso non te ne rendi nemmeno conto ma tutti i servizi gratuiti che utilizzi online, dalla posta elettronica al social network alle mappe per creare percorsi al calendario, in realtà<strong> li paghi profumatamente, in termini di privacy.</strong></p>
<p>Chi ad esempio come me utilizza la posta di <em>GMail</em>, si accorgerà che tutto ciò che scrive al suo interno viene utilizzato dal sistema per mostrargli pubblicità pertinenti, ad esempio un hotel a Venezia se ha nominato il festival del cinema.</p>
<p>Esistono anche compagnie specializzate in “Web listening”,<strong> in grado cioè di scandagliare la Rete alla ricerca di informazioni sul tuo conto, </strong>operazione che di solito viene svolta per le aziende, per capire che tipo di reputazione ha un brand o un prodotto.<br />
Alcune sono in grado non solo di tracciare la tua biografia ma addirittura di ricavare il tuo profilo psicologico dalle parole che utilizzi, valutando se siano più o meno “emozionali” e a quale profilo corrispondano.</p>
<p>E’ la nostra vita 2.0 baby, e finché non veniamo immortalati da <em>Google Street View</em> mentre ci facciamo il bidè, possiamo solo essere contenti.</p>
<p>(Immagine: Sara Petagna)</p>
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		<title>Secondo Vargas Llosa sul Web pensiamo come scimmie</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Vargas Llosa]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo il premio Nobel Mario Vargas Llosa, il linguaggio che usano i ragazzi su Internet è terrificante e fa supporre che pensino come scimmie. Lo ha affermato in un’intervista al settimanale uruguayano Busqueda: “Internet ha messo in soffitta la grammatica, l’ha liquidata, per cui si vive in una specie di barbarie sintattica. Se scrivi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3780" title="internet-scimmie" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/05/internet-scimmie.jpg" alt="internet-scimmie" width="200" height="148" />Secondo il premio Nobel Mario Vargas Llosa, <strong>il linguaggio che usano i ragazzi su Internet è terrificante e fa supporre che pensino come scimmie.</strong></p>
<p>Lo ha affermato in un’intervista al settimanale uruguayano <em>Busqueda</em>: “Internet ha messo in soffitta la grammatica, l’ha liquidata, per cui si vive in una specie di barbarie sintattica. Se scrivi in quel modo è perchè parli in quel modo. Se parli così è perchè pensi così, e se pensi così è perchè pensi come una scimmia. Ciò mi sembra preoccupante. Forse la gente è più felice se arriva a questo stato e, chissà, ma non lo so, le scimmie sono più felici degli esseri umani”.</p>
<p>Ecco. E io che volevo scrivere sul mio status di <em>Facebook</em> “Sono al mare, il tempo è brutto”. Mi sa che lo sostituirò con un: “Il mare ha un aspetto plumbeo, verde scuro, fumante, adirato, con macchie di spuma e onde che avanzano sempre alla stessa distanza verso la spiaggia. Talvolta una barchetta di pescatori si dimena fra le scosse; talaltra una raffica di vento scosta le nuvole”.<br />
E poi mi mangerò una banana.</p>
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		<title>Internet fa concorrenza sleale alla TV</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Confalonieri]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset, in Internet regna la totale assenza di regole e controlli mentre nel mercato televisivo vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione. All’assemblea degli azionisti ha parlato della necessità di difendere gli investimenti contro ogni utilizzo parassitario e ogni pirateria, perché come dimostrato da una serie di cause intentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3753" title="confalonieri-web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/04/confalonieri-web.jpg" alt="confalonieri-web" width="200" height="145" />Secondo Fedele Confalonieri, Presidente <em>Mediaset</em>, <strong>in Internet regna la totale assenza di regole e controlli</strong> mentre nel mercato televisivo vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione.</p>
<p>All’assemblea degli azionisti ha parlato della necessità di difendere gli investimenti contro ogni <strong>utilizzo parassitario e ogni pirateria</strong>, perché come dimostrato da una serie di cause intentate nei confronti dei colossi della Rete, il Web comprometterebbe tutto ciò che ha a che fare con creazione intellettuale, contenuti originali e copyright.</p>
<p><strong>Internet, in poche parole, attenta alla televisione. </strong><br />
E lo fa nel solito modo: <strong>ospitando pirati, materiali rubati e limitandosi a depredare contenuti altrui.</strong> Fattori che secondo Confalonieri minaccerebbero &#8220;il modello di business basato sul pilastro dell&#8217;esclusiva e della remunerazione dei diritti&#8221; (<a href="http://punto-informatico.it/3139163/PI/News/confalonieri-internet-della-concorrenza-sleale.aspx" target="_blank"><em>Punto Informatico</em></a>).</p>
<p>Non è che l’unico vero problema sia che i siti hard fanno concorrenza al <em>Grande Fratello</em>?</p>
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		<title>Internet smaschera la TV del falso</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Per anni l’informazione ha subito il monopolio di mezzi di comunicazione falsi e tendenziosi, dai giornali alla tv. Poi è arrivato il Web e piano piano gli italiani si sono risvegliati dal coma, e da telespettatori passivi si sono trasformati in osservatori critici, e soprattutto interattivi. Particolarmente interessante una vicenda che risale ad un paio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3723" title="Rita-Dalla-Chiesa" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/04/Rita-Dalla-Chiesa.jpg" alt="Rita-Dalla-Chiesa" width="200" height="154" /><strong>Per anni l’informazione ha subito il monopolio di mezzi di comunicazione falsi e tendenziosi, dai giornali alla tv.</strong> Poi è arrivato il Web e piano piano gli italiani si sono risvegliati dal coma, e da telespettatori passivi si sono trasformati in osservatori critici, e soprattutto interattivi.</p>
<p>Particolarmente interessante una vicenda che risale ad un paio di settimane fa: quella della <strong>falsa terremotata aquilana a <em>Forum</em></strong>, che la candida Rita Dalla Chiesa ha classificato come “uno scivolone televisivo”, una piccola gaffe che può capitare a chiunque insomma.</p>
<p>E’ andata così: mentre in trasmissione si parlava del terremoto dell’Aquila, il microfono è passato a una signora che si sta separando dal marito e che vorrebbe da lui una somma per riaprire il suo negozio di abiti da sposa. Dopo una breve descrizione del suo caso, la signora parte in quarta, dicendo che <strong>la città è ricostruita, che tutti hanno case-giardini-garage e sia lodato il nostro presidente.</strong> Applausi del pubblico, sorrisone soddisfatto della conduttrice.</p>
<p>L’unico problema è che <strong>la signora è solo una figurante pagata 300 euro:</strong> non è aquilana, non è interessata a vendere abiti da sposa e suo marito è un tizio appena conosciuto in trasmissione.</p>
<p><strong>In poche ore la vicenda è stata sbugiardata da siti Web e blog,</strong> provocando indignazione e rabbia nei confronti della conduttrice, che ora si lamenta della persecuzione nei suoi confronti mentre la storia raccontata era “assolutamente vera”, solo che per l’occasione è stata recitata.</p>
<p>Alla falsità dei giornalisti audience-dipendenti si unisce così la stupidità degli stessi che non hanno ancora capito che l’era delle patacche impunite si è conclusa e che da adesso e per sempre dovranno fare i conti col Web.</p>
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