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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; ironia</title>
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	<description>comunicazione 2.0</description>
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		<title>Il blackout di Facebook fa sorridere la Rete</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 08:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’utilizzo di Facebook, e del Web in generale, sta cambiando. Man mano che gli utenti prendono confidenza con le applicazioni, le usano con maggiore disinvoltura e si lasciano andare di più. Quando mi iscrissi a Facebook pensai che fosse di una noia mortale, con le persone che lo usavano unicamente per comunicare, attraverso lo status, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3189" title="facebook-blackout" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/09/facebook-blackout.jpg" alt="facebook-blackout" width="200" height="144" /><strong>L’utilizzo di<em> Facebook</em>, e del Web in generale, sta cambiando.</strong><br />
Man mano che gli utenti prendono confidenza con le applicazioni, le usano con maggiore disinvoltura e si lasciano andare di più.</p>
<p>Quando mi iscrissi a <em>Facebook</em> pensai che fosse di una noia mortale, con le persone che lo usavano unicamente per comunicare, attraverso lo status, “buongiorno a tutti, sono arrivato al lavoro, adesso vado a farmi un caffè, stacco e vado a pranzo, mi prudono le chiappe”, ecc.<br />
Un mio amico dopo una visita medica pubblicò pure la sua radiografia.</p>
<p>Oggi la tendenza è ancora questa, ma <strong>le persone cominciano ad usarlo sempre più per divertirsi, fare battute, essere simpatiche</strong> e in molte occasioni lo sono davvero.</p>
<p>La scorsa settimana, in seguito al <strong>blackout di <em>Facebook</em> </strong>e alla migrazione di massa su <em>Twitter</em>, assieme alle persone infuriate o in preda al panico (c’è stato anche chi ha pensato di aver preso un virus), in molti ci hanno riso su.</p>
<p>Il mio commento è stato: “PIL in crescita. Col blackout di <em>Facebook</em> alla gente è toccato lavorare”.<br />
Non sono stata l’unica. C’è stato chi ha teorizzato che il tutto dipendesse da un’esplosione di rifiuti di letame a <em>Farmville</em>, chi si è chiesto cosa avesse combinato Brunetta, chi ha previsto un aumento delle nascite.</p>
<p>Finalmente… mi piace <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Uncyclopedia e Nonciclopedia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 22:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Conosciamo tutti Wikipedia, l’enciclopedia libera implementata giorno per giorno dagli utenti con uno staff di persone che controlla ogni singolo inserimento. In Rete, però, si trovano anche enciclopedie libere un po’ meno politically correct, anzi, enciclopedie che fanno della “scorrettezza” e del vilipendio la loro ragione di esistere. Uncyclopedia (l’enciclopedia “libera dai contenuti”), ad esempio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1479" title="nonciclopedia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/05/nonciclopedia.jpg" alt="nonciclopedia" width="150" height="113" /></p>
<p>Conosciamo tutti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale" target="_blank"><em>Wikipedia</em></a>, l’enciclopedia libera implementata giorno per giorno dagli utenti con uno staff di persone che controlla ogni singolo inserimento.</p>
<p>In Rete, però, si trovano anche enciclopedie libere un po’ meno politically correct, anzi, enciclopedie che fanno della “scorrettezza” e del vilipendio la loro ragione di esistere.<span id="more-1478"></span></p>
<p><em><a href="http://uncyclopedia.wikia.com/wiki/Main_Page" target="_blank">Uncyclopedia</a></em> (l’enciclopedia “libera dai contenuti”), ad esempio, è la più grande raccolta di anticultura e antisapere che si possa trovare sul Web, dove satira e insulto sono la norma per ogni singola voce che la costituisce.</p>
<p>Anche in Italia abbiamo il nostro esempio di enciclopedia politicamente scorretta, si chiama <em><a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale" target="_blank">Nonciclopedia</a></em> ed è in assoluto l’enciclopedia che ha collezionato il maggior numero di querele.</p>
<p>Prendiamo la voce “Bruno Vespa”:<br />
se su <em>Wikipedia</em> è definito “giornalista e conduttore televisivo italiano. Già direttore del TG1, ha ideato e conduce il programma televisivo <em>Porta a Porta</em>, trasmesso dai canali RAI a partire dal 1996&#8230;”<br />
la versione di <em>Nonciclopedia</em> è leggermente diversa: “Nella figura di giornalista, va segnalato che al pari di grandi quali Indro Montanelli e Michele Santoro, mantiene sempre una certa distanza dai poteri forti al governo (a circa due centimetri dal loro culo).<br />
Pura irriverenza 2.0.</p>
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		<title>Sul blog del New York Times le scuse degli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 23:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora sulla “gaffe” di Berlusconi. Sì perché il blog “The Caucus” del New York Times è stato invaso di commenti all&#8217;articolo riguardante la battuta del premier Silvio Berlusconi su Barack Obama. Italiani e americani hanno voluto esprimere il loro rammarico a proposito della definizione di &#8220;abbronzato&#8221; data dal Cavaliere al Presidente eletto Usa riempiendo 64 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/gaffe-berlusca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-555" title="gaffe-berlusca" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/gaffe-berlusca.jpg" alt="" width="150" height="117" /></a></p>
<p>Ancora sulla “gaffe” di Berlusconi.<br />
Sì perché il blog “<a href="http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2008/11/06/berlusconi-under-fire-for-obama-joke/?apage=63#comments" target="_blank">The Caucus</a>” del New York Times è stato invaso di commenti all&#8217;articolo riguardante la battuta del premier Silvio Berlusconi su Barack Obama.<br />
Italiani e americani hanno voluto esprimere il loro rammarico a proposito della definizione di &#8220;abbronzato&#8221; data dal Cavaliere al Presidente eletto Usa riempiendo 64 pagine di commenti.<br />
64 pagine.<br />
Ma vi sembra normale?<span id="more-554"></span></p>
<p>I messaggi sono tutti molto simili, tutti estremamente imbarazzati: &#8220;Scusateci per queste parole stupide&#8221; (Laura), pronunciate da un &#8220;piccolo, stupido, uomo&#8221; (Ciro Oddo). &#8220;Mi dissocio. In questo momento mi vergogno di essere italiana&#8221;, scrive Mirella. &#8220;Sono un altro italiano, volevo dirvi scusa da parte del nostro primo ministro. Mi vergogno&#8221; sono le parole di Save.</p>
<p>Un vero e proprio sfogo collettivo sul Web che in poche ore ha intasato il blog del quotidiano di New York, su cui ora appare una scritta che avverte: &#8220;Non si possono più accettare commenti&#8221;.</p>
<p>Insomma, un delirio.<br />
A parte che a me non verrebbe mai in mente di scusarmi per le parole pronunciate da uno che nemmeno conosco… in ogni caso si trattava di una battuta, pessima magari, forse poco divertente, ma in fondo Berlusconi ha detto “bello, giovane e abbronzato”, mica “brutto e sporco”.</p>
<p>I politici sono sempre troppo rigidi e ingessati, avrebbero bisogno di un po’ più di ironia, magari migliore di quella di Berlusconi ma pur sempre senso dell’umorismo.<br />
Personalmente mi schiero con <em>Le Monde</em>, che argutamente ha scritto: “appena apre bocca Berlusconi, tutti gli piombano addosso. Ha sottolineato che Barack Obama è giovane, bello e abbronzato. Subito, metà del pianeta l&#8217;ha accusato di gaffe insopportabile, addirittura di razzismo! Francamente dov&#8217;è lo scandalo? Ha soltanto vantato il suo colorito, dovuto senza dubbio a intense sedute di raggi UV. Tutti sanno che ci sono pelli che si abbronzano facilmente, altre che tornano da 3 mesi di sole bianche come pastiglie di aspirina. Silvio Berlusconi non può fare a meno di essere carino&#8221;.</p>
<p>Se fossi Obama chiamerei Palazzo Chigi e direi: “Passatemi il nano coi capelli trapiantati”.<br />
Fine dell’incidente diplomatico.<br />
Ora possiamo parlare di cose serie.</p>
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