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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; Marketing</title>
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		<title>L’ironia della pubblicità&#8230; decesso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se hai un’impresa di pompe funebri, farti pubblicità non è certo la cosa più semplice del mondo: devi trovare il modo di non urtare la sensibilità dei clienti ma soprattutto di non indurli a toccarsi i “sacrosanti”. Ci è riuscita la Taffo, agenzia di onoranze funebri che aveva già fatto parlare di sé con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/02/pubblicita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4310" title="pubblicita" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/02/pubblicita.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Se hai un’impresa di pompe funebri, farti pubblicità non è certo la cosa più semplice del mondo: devi trovare il modo di non urtare la sensibilità dei clienti ma soprattutto di non indurli a toccarsi i “sacrosanti”.</p>
<p>Ci è riuscita la <em>Taffo</em>, <strong>agenzia di onoranze funebri che aveva già fatto parlare di sé</strong> con la pubblicità progresso &#8220;Se hai bevuto fai guidare qualcun’altro. O saremo noi a darti un passaggio&#8221;.</p>
<p>Ora ha invaso le strade della capitale con un nuovo slogan: <strong>&#8220;Perché piangere due volte?</strong> Funerali completi a 99 euro al mese&#8221;.<br />
L’idea è quella di un estremo saluto a rate, con possibilità di un finanziamento a partire da 99 euro.</p>
<p>E, se non altro, <strong>il “caro estinto” non è più un “estinto caro”</strong> (<a title="Pubblicità pompe funebri" href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201202021329-ipp-rt10123-crisi_perche_piangere_due_volte_ecco_il_funerale_a_rate" target="_blank">AGI</a>).</p>
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		<title>McDonald&#8217;s: campagna dannosa su Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing Virale]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si tratta di campagne sui social media, è facilissimo commettere passi falsi. Molti pubblicitari non l’hanno ancora capito e si avventurano in questi territori senza conoscerli realmente, senza sapersi muovere nel modo giusto, provocando un incontrollabile effetto boomerang. Qualche tempo fa raccontai di Qantas, la compagnia aerea che aveva lanciato una campagna su Twitter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/mcdonalds-twitter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4300" title="mcdonalds-twitter" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/mcdonalds-twitter.jpg" alt="" width="200" height="152" /></a>Quando si tratta di <strong>campagne sui social media</strong>, è facilissimo commettere passi falsi.<br />
Molti pubblicitari non l’hanno ancora capito e si avventurano in questi territori senza conoscerli realmente, senza sapersi muovere nel modo giusto, provocando un incontrollabile effetto boomerang.</p>
<p>Qualche tempo fa raccontai di <a title="Campagna Qantas su Twitter" href="http://www.pamelaferrara.com/campagna-qantas-twitter-insulti-1128.html" target="_blank"><em>Qantas</em></a>, la compagnia aerea che aveva lanciato una campagna su <em>Twitter</em> ricevendo solo insulti.<br />
Ora è la volta di <strong><em>Mc Donald’s</em>, che ha segnato un auto-goal con la campagna “Raccontateci le vostre McStorie”.</strong></p>
<p>L’idea era di invitare gli utenti <em>Twitter</em> a raccontare le loro esperienze (positive) con la catena di fast food, ma già dopo un’ora dal lancio, la comunicazione pubblicitaria in 140 caratteri era fuori controllo, e gli utenti partecipavano all’iniziativa unicamente per <strong>raccontare esperienze negative</strong>, per lamentarsi dell’igiene dei ristoranti, del trattamento dei dipendenti e di fantomatici problemi digestivi e cardiologici.</p>
<p>La campagna è stata ritirata in velocità dagli stessi fenomeni che avevano pensato di lanciarla <strong>senza prima aver sondato l’umore dei consumatori,</strong> credendo di essere ancora in uno spazio pubblicitario classico che non prevede contestazioni.</p>
<p>Recentemente, invece, abbiamo assistito ad una campagna di grande successo, quella di <em>Sky</em> che ha lanciato l’idea di sintetizzare la <a title="Campagna Sky su Twitter" href="http://www.pamelaferrara.com/la-serie-tv-in-140-caratteri-0103.html" target="_blank">trama delle serie tv</a> in 140 caratteri.<br />
Vi immaginate cosa sarebbe successo se, invece di far appello alla creatività degli utenti <em>Twitter</em>, avesse lasciato la possibilità di esprimere un parere sul servizio <em>Sky</em>, sulle continue telefonate all’ora di cena e sugli aumenti improvvisi degli abbonamenti?</p>
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		<title>Costa Crociere: la tragedia rivela la fedeltà al brand</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 11:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[Costa Crociere]]></category>

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		<description><![CDATA[La tragedia al largo dell’isola del Giglio ha scatenato il Web e in modo particolare i social network, come è ormai consuetudine. Non è ancora del tutto chiara la causa dell’incidente, anche se sembra che l’ipotesi dell’errore umano sia la più probabile: ciò che è certo è che, in queste ore, Facebook non solo sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4283" title="costa-concordia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>La tragedia al largo dell’isola del Giglio ha scatenato il Web e in modo particolare i social network, come è ormai consuetudine.</p>
<p>Non è ancora del tutto chiara la causa dell’incidente, anche se sembra che l’ipotesi dell’errore umano sia la più probabile: ciò che è certo è che, in queste ore, <em>Facebook</em> non solo sta partecipando al dolore delle vittime, ma <strong>sta dimostrando la forza di un grande brand.</strong></p>
<p>Poche ore dopo la tragedia, <strong>il cordoglio della compagnia è stato espresso attraverso una comunicazione su <em>Facebook</em></strong>, e gli utenti hanno risposto con commenti di solidarietà.</p>
<p>Certo sulla pagina si possono leggere anche accuse e critiche, ma la maggior parte dei messaggi <strong>sostiene la compagnia</strong> chiamando in causa l’esperienza diretta:</p>
<p><em>“Ho viaggiato con Costa con la mia famiglia e siamo stati trattati benissimo, i miei figli non volevano più scendere alla fine. La rifarei comunque. Certo la paura c&#8217;è sempre, ma è presente anche quando viaggio in macchina”.</em></p>
<p><em>“Mi spiace tantissimo che sia successo tutto ciò , ma sono e sarà sempre fedele alla flotta costa. bacio a tutti”.</em></p>
<p><em>“Ho fatto tanti viaggi con Costa e continuerò a farli.Peccato abbiamo perso una nave magnifica!!!!!Sono comunque molto dispiaciuta per chi ha subito questo trauma”.</em></p>
<p>Anche i dipendenti della compagnia hanno creato un gruppo sul social network per <strong>difendere l’operato dei colleghi</strong> e del comandante, in queste ore al centro delle accuse, sottolineando quanto sia difficile mantenere il controllo della situazione quando migliaia di persone sono in preda al panico.</p>
<p>Ne emerge una sensazione disarmante di attaccamento e solidarietà, di fronte alla quale risulta difficile non simpatizzare con il brand.</p>
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		<title>Trenitalia e il marketing dell&#8217;inciviltà</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 25 novembre sono cambiate un po&#8217; di cose per chi viaggia sui Frecciarossa Trenitalia: non esistono più prima e seconda classe ma 4 livelli di servizio che vanno dall&#8217;&#8221;Executive&#8221; (con poltrone singole e reclinabili e poggiagambe regolabile) al più economico &#8220;Standard&#8221;. Ai clienti del livello Standad, però, non è consentito l&#8217;accesso alle altre carrozze, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/marketing-trenitalia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4251" title="marketing-trenitalia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/12/marketing-trenitalia.jpg" alt="" width="200" height="132" /></a>Dal 25 novembre sono cambiate un po&#8217; di cose per chi viaggia sui <em>Frecciarossa Trenitalia</em>: non esistono più prima e seconda classe ma <strong>4 livelli di servizio</strong> che vanno dall&#8217;&#8221;Executive&#8221; (con poltrone singole e reclinabili e poggiagambe regolabile) al più economico &#8220;Standard&#8221;.</p>
<p>Ai clienti del livello Standad, però, <strong>non è consentito l&#8217;accesso alle altre carrozze</strong>, e non possono usufruire del bar.</p>
<p>«<strong>È una scelta di marketing</strong> &#8211; fa sapere <em>Trenitalia</em> -, finalizzata a garantire livelli di servizio adeguati alle richieste». In altri termini, se hai prenotato un viaggio Milano-Roma in Executive (pagando fino a 169 euro) certo non ti aspetti che il bar sia sovraffollato (<a title="marketing Trenitalia" href="http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_26/trenitalia-tariffa-standard-carrozze-bloccate_5b47bcbc-2fd1-11e1-9b6d-efefc737f468.shtml" target="_blank"><em>Corriere Della Sera</em></a>).</p>
<p>Tocca leggere tra le righe: i clienti poveri non possono usufruire del bar perchè darebbero noia ai clienti ricchi, che dovrebbero aspettare più a lungo prima di essere serviti.<br />
Ma non basta: l&#8217;immagine scelta dall&#8217;azienda per pubblicizzare la classe più economica <strong>mostra una famiglia di colore,</strong> mentre i clienti delle altre classi sono stranamente tutti bianchi.</p>
<p>Del resto chi ha detto che la comunicazione efficace debba essere anche civile?</p>
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		<title>Campagna Qantas su Twitter: record di insulti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Qantas]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ti chiami Qantas e sei una compagnia aerea australiana che il mese scorso ha cancellato tutti i voli per costringere il Governo ad intervenire nella disputa coi sindacati, è meglio se non lanci una campagna online per misurare la soddisfazione dei passeggeri. Il Web e in particolare i social network, grazie al loro potenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-qantas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4211" title="marketing-qantas" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-qantas.jpg" alt="" width="200" height="143" /></a>Se ti chiami <em>Qantas</em> e sei una compagnia aerea australiana che il mese scorso ha cancellato tutti i voli per costringere il Governo ad intervenire nella disputa coi sindacati, è meglio se non lanci una <strong>campagna online per misurare la soddisfazione dei passeggeri.</strong></p>
<p>Il Web e in particolare i social network, grazie al loro potenziale virale, sono in grado di garantire ritorni incredibili ai brand che li sanno presidiare nel modo giusto, ma ci vuole un po’ di buonsenso.</p>
<p>Così, quando <em>Qantas</em> ha <strong>lanciato su <em>Twitter</em> un concorso che invitava a descrivere la propria “esperienza in volo di lusso”</strong>, in poche ore è stata sommersa da 22.000 messaggi… di insulti.</p>
<p>C’è chi ha definito il lusso <em>Qantas</em> come ”piu’ di 3 minuti di preavviso quando l’intera linea aerea è ferma”, o ”restare bloccati in aeroporto dall’altra parte del mondo senza preavviso”, e chi ha dato come risposta “scegliere il lusso di <em>Singapore Airlines</em>” (<a title="Qantas campagna Twitter" href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/qantas-su-twitter-descrivi-il-tuo-volo-di-lusso-con-noi-riceve-22mila-insulti-1027181/" target="_blank"><em>BlitzQuotidiano</em></a>).</p>
<p>La campagna è stata definita dagli esperti “il più grande fallimento di pubbliche relazioni in Australia”, soprattutto per il tempismo di chi non ha ancora capito che il Web non è la televisione e, se ti metti in gioco quando il tuo servizio non è eccellente, può anche succedere che ti facciano un mazzo così.</p>
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		<title>La morte della regina: un caso di marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[regina]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli inglesi mi fanno morire. Da qualche tempo circola la notizia che la Bcc stia addestrando i suoi giornalisti in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina. E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4206" title="marketing-regina" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg" alt="" width="200" height="156" /></a>Gli inglesi mi fanno morire.</p>
<p>Da qualche tempo circola la notizia che la <em>Bcc</em> stia <strong>addestrando i suoi giornalisti</strong> in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina.</p>
<p>E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto in occasione del decesso della Queen mother non era stata delle migliori, a adesso si vuole portare avanti col lavoro.<br />
Una questione di marketing come un&#8217;altra.</p>
<p>Notare che la gaffe imperdonabile dell&#8217;ultima volta era consistita semplicemente in un <strong>completo grigio con cravatta color vinaccia</strong> (definita &#8220;inguardabile&#8221; dal <em>DailyMail</em>) indossato dal mezzobusto Peter Sissons per annunciare il passaggio a miglior vita della sovrana.</p>
<p>Errore terribile che non si può e non si deve ripetere.<br />
Tanto che la <em>Bbc</em> aveva già <strong>emanato una circolare modificando il &#8220;dress code&#8221;</strong> dei suoi giornalisti in caso di lutto: al bando tutti i colori e consentito solo completo nero, camicia bianca e cravatta nera.<br />
Perchè eleganza e buon gusto sono gli unici che non possono morire mai.</p>
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		<title>Catturare i rapinatori: una questione di marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 08:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[rapinatori]]></category>

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		<description><![CDATA[«Hai vinto una cassa birra!». Grazie a questo annuncio fasullo, inviato per posta dalla polizia inglese, sono finiti in trappola alcuni pericolosi criminali latitanti da mesi. L’operazione ha portato all’arresto di rapinatori, aggressori e molestatori sessuali. Appena un mese fa uno sceriffo americano aveva messo le manette a un centinaio di criminali con la promessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-birra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4202" title="marketing-birra" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-birra.jpg" alt="" width="200" height="129" /></a><strong>«Hai vinto una cassa birra!»</strong>. Grazie a questo annuncio fasullo, inviato per posta dalla polizia inglese, sono finiti in trappola alcuni pericolosi criminali latitanti da mesi. <strong>L’operazione ha portato all’arresto di rapinatori, aggressori e molestatori sessuali.</strong> Appena un mese fa uno sceriffo americano aveva messo le manette a un centinaio di criminali con la promessa di una nuova tv al plasma (<a title="Marketing per catturare criminali" href="http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_13/burchia-birra-accalappia-criminali_4ba278cc-0deb-11e1-a3df-26025bf830b6.shtml" target="_blank"><em>Il Corriere della Sera</em></a>).</p>
<p>E poi dicono che gli agenti di polizia siano poco svegli&#8230; Questi sono stati assolutamente geniali!<br />
Probabilmente, se solo fosse stato legale, avrebbero promesso una escort.<br />
Eh già, perchè per accalappiare un uomo, tolte le donne, restano solo birra e telecomando. E questi ci sono cascati alla grande.</p>
<p>&#8220;Gentile signore, siamo lieti di informarla che lei ha vinto una fornitura gratuita di birra&#8221; era il testo della lettera inviata dalla polizia della contea del Derbyshire a circa 80 criminali, con un numero di telefono da chiamare. I malcapitati, credendo di parlare con gli addetti di una società di marketing, <strong>hanno fissato un appuntamento per la consegna</strong>. Peccato solo che dall&#8217;altra parte ci fosse la stazione di polizia, che ha mandato agenti in borghese non per la consegna del premio ma per ammanettare i novelli Homer Simpsons.</p>
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		<title>Steve Jobs: un genio del marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 06:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mai stata simpatizzante dei prodotti Apple. Detesto i sistemi chiusi e non ho voluto contribuire ad arricchire una persona che, è noto, maltrattava i suoi dipendenti e collaboratori. Non credo che il fatto di essere un genio costituisca un’autorizzazione a questi comportamenti. Detto questo, Steve Jobs un genio lo è stato davvero, perlomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4132" title="steve-jobs" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg" alt="" width="200" height="152" /></a>Non sono mai stata simpatizzante dei prodotti <em>Apple</em>.<br />
Detesto i sistemi chiusi e non ho voluto contribuire ad arricchire una persona che, è noto, maltrattava i suoi dipendenti e collaboratori. Non credo che il fatto di essere un genio costituisca un’autorizzazione a questi comportamenti.</p>
<p>Detto questo, Steve Jobs un genio lo è stato davvero, perlomeno un <strong>genio del marketing.</strong><br />
Infatti, se intendiamo il marketing come l’insieme di strategie messe in atto per avvicinare un prodotto al consumatore, <strong>nessuno meglio di Jobs è riuscito ad avvicinare la tecnologia all’uomo.</strong></p>
<p>Jobs aveva una dote unica: l’abilità di prevedere in anticipo le esigenze delle persone, il talento di <strong>innovare tenendo sempre ben presente il destinatario della sua innovazione.</strong><br />
Il suo modello di marketing si basa proprio su quell’umanità che, forse, l’uomo-Jobs non aveva e che consiste nella capacità di <strong>creare un legame profondo col consumatore.</strong><br />
Un legame che ha portato un uomo schivo e con un brutto carattere ad essere celebrato da tutto il mondo, con enorme affetto.</p>
<p>Gira voce che Jobs abbia lasciato prodotti per i prossimi 4 anni. Non mi stupirebbe affatto se tra 4 anni risultassero ancora assolutamente innovativi, nella loro semplicità.</p>
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		<title>Anche i&#8217;iPhone 5 è stato dimenticato in un bar</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 07:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai sta diventando una tradizione. Esattamente come avvenne per l&#8217;iPhone 4, episodio che già aveva suscitato sospetti di marketing virale, anche l&#8216;iPhone 5 è stato dimenticato in un bar da un ingegnere Apple. La mela morsicata è a corto di inventiva. E&#8217; accaduto in un lounge bar di San Francisco, il Cava22, ed è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4065" title="iphone" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/09/iphone.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>Ormai sta diventando una tradizione. Esattamente come avvenne per l&#8217;<em>iPhone 4</em>, episodio che già aveva suscitato sospetti di <a title="iPhone4 marketing" href="http://www.pamelaferrara.com/iphone-marketing-0420.html">marketing virale</a>, anche <strong>l<em>&#8216;iPhone 5</em> è stato dimenticato in un bar da un ingegnere<em> Apple.</em></strong><br />
La mela morsicata è a corto di inventiva.</p>
<p>E&#8217; accaduto in un lounge bar di San Francisco, il<em> Cava22</em>, ed è stata la stessa <em>Apple</em> a contattare la polizia per denunciare lo smarrimento. L&#8217;apparecchio è stato poi rintracciato in un quartiere residenziale di San Francisco, ma il ventenne che ci abita, pur avendo ammesso di essere stato al<em> Cava22</em>, ha negato di possedere il dispositivo, che peraltro in casa sua non è stato trovato.<br />
E&#8217; infatti probabile che il ragazzo se ne fosse già sbarazzato, vendendolo su <em>CraigList</em> per 200 dollari.</p>
<p>Ma la vera notizia è che, nonostante le aspettative, l&#8217;iPhone 5 non è ancora in grado di tornare a casa da solo <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Amy Winehouse e il marketing della droga</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Amy Winehouse]]></category>
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		<description><![CDATA[Da icona rock a icona… crack. E’ successo in Brasile, dove la polizia carioca ha sequestrato 2000 buste di eroina sulle quali gli spacciatori, per incrementare le vendite, avevano stampato il volto di Amy Winehouse. “Dal momento che i media hanno sparpagliato ai quattro venti che lei era tossicomane i narcos ne hanno approfittato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/amy_winehouse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4053" title="amy_winehouse" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/08/amy_winehouse.jpg" alt="" width="200" height="154" /></a>Da icona rock a icona… crack.</p>
<p>E’ successo in Brasile, dove la polizia carioca ha sequestrato 2000 buste di eroina sulle quali gli spacciatori, <strong>per incrementare le vendite, avevano stampato il volto di Amy Winehouse.</strong></p>
<p>“Dal momento che i media hanno sparpagliato ai quattro venti che lei era tossicomane i narcos ne hanno approfittato per attirare l’attenzione sulla cocaina che commercializzavano”, ha dichiarato Glaucio Moreira, comandante del ventiduesimo battaglione.</p>
<p>Insomma di questi tempi anche gli spacciatori devono reinventarsi, e per farlo <strong>si aggrappano al marketing.</strong></p>
<p>Prossima uscita prevista: Morgan.</p>
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