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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; media</title>
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		<title>Il ruolo della donna sui media</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 14:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Leggendo articoli, sia online che offline, mi capita periodicamente di incappare in polemiche riguardanti l’utilizzo della figura femminile da parte dei media.
Al centro dell’attenzione, come spesso accade, Internet: sì perché la donna risulterebbe svilita dalle versioni online delle maggiori testate italiane che mostrano ogni giorno immagini offensive.
E’ vero che spesso i giornali online hanno l’abitudine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1892" title="donna" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/07/donna.jpg" alt="donna" width="150" height="112" /></p>
<p>Leggendo articoli, sia online che offline, mi capita periodicamente di incappare in polemiche riguardanti l’utilizzo della figura femminile da parte dei media.</p>
<p>Al centro dell’attenzione, come spesso accade, Internet: sì perché la donna risulterebbe svilita dalle versioni online delle maggiori testate italiane che mostrano ogni giorno immagini offensive.<span id="more-1891"></span></p>
<p>E’ vero che spesso i giornali online hanno l’abitudine di presentare l’ultimo pettegolezzo o l’ultima pseudo divetta nuda come una notizia e che a volte arrivano addirittura a dare più importanza a questi pezzi che alla cronaca.</p>
<p>E’ anche vero che si tratta di un fenomeno “strano” se si considera che le donne rappresentano il 60% dei lettori italiani e che quindi la stampa si dovrebbe preoccupare maggiormente delle loro preferenze rispetto a quelle del pubblico maschile.</p>
<p>Detto questo, onestamente come donna non mi sento particolarmente offesa.<br />
Ricordiamoci che le varie Cristina Del Basso fanno una scelta, economicamente vantaggiosa, di apparire svestite per il piacere di un pubblico maschile: al limite può essere discutibile che si prestino a fare i fenomeni da baraccone, ma mi pare ovvio che se una donna si spoglia, un uomo la guarda, e un giornale la pubblica, è un assunto. Contente loro&#8230;</p>
<p>La stampa potrebbe occuparsi di notizie più interessanti?<br />
Sicuramente sì, ma questo in generale, non solo per quanto riguarda le nuove promesse-calendario: ogni giorno veniamo bombardati da notizie prive di senso.</p>
<p>O forse quella della nostra stampa è una scelta coscienziosa, di aderire perfettamente alla realtà, in un paese che va a puttane <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Una giornata senza tecnostress</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 23:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[21 marzo]]></category>
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Quanta autonomia abbiamo senza email e Facebook?
Chi riuscirebbe a spegnere il cellulare per 24 ore senza farsi assalire dall’ansia da reperibilità?
Se qualcuno di voi volesse scoprirlo, oggi è la giornata adatta.
L’Onlus Netdipendenza, che da anni fa divulgazione sul tecnostress, ovvero l’affaticamento prodotto dal sovraccarico informativo e dell’esposizione continuativa ai media, ha proposto per oggi 24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1167" title="spiaggia" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/spiaggia.jpg" alt="" width="150" height="109" /></a></p>
<p>Quanta autonomia abbiamo senza email e <em>Facebook</em>?<br />
Chi riuscirebbe a spegnere il cellulare per 24 ore senza farsi assalire dall’ansia da reperibilità?</p>
<p>Se qualcuno di voi volesse scoprirlo, oggi è la giornata adatta.<br />
<em>L’Onlus Netdipendenza</em>, che da anni fa divulgazione sul tecnostress, ovvero l’affaticamento prodotto dal sovraccarico informativo e dell’esposizione continuativa ai media, ha proposto per oggi 24 ore di astinenza tecnologica e un po’ d’aria fresca, magari con una bella gita al mare.<span id="more-1166"></span></p>
<p>Secondo gli esperti di <em>Netdipendenza</em>, il 90% dei lavoratori iperconnessi manifesterebbe sintomi come ipertensione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, perdita di concentrazione, depressione.<br />
Mi pare leggermente apocalittico, senza considerare che Internet non può essere ridotto a uno strumento che fa male o bene.</p>
<p>Beh in alcuni casi tanto bene non fa.<br />
Un mio carissimo amico ipertecnologico, una specie di genio dell&#8217;informatica, si è finalmente preso una settimana di ferie. E sapete dov&#8217;è andato? A Bolzano.<br />
Qualche problema deve averlo per forza.</p>
<p>Ma se uno sente il bisogno di staccare… ci deve essere una giornata apposta?<br />
Come vedete io ho aderito alla grande.<br />
Del resto uscire di casa con questo vento gelido è da pazzi.</p>
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		<title>Pubblicità 2.0?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 11:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dell’importanza del passaparola nel marketing avevo già parlato.
Ci sono ricerche che stabiliscono che il passaparola su un prodotto commerciale è considerato più credibile rispetto non solo alla pubblicità ma anche all’informazione giornalistica.
Insomma, siamo diventati impermeabili al filtro mediatico sui prodotti e ormai riusciamo a fidarci solo di ciò che ci dice l’amico o che leggiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/passaparola2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-573" title="passaparola2" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/passaparola2.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a></p>
<p>Dell’importanza del passaparola nel marketing avevo già parlato.<br />
Ci sono ricerche che stabiliscono che il passaparola su un prodotto commerciale è considerato più credibile rispetto non solo alla pubblicità ma anche all’informazione giornalistica.<br />
Insomma, siamo diventati impermeabili al filtro mediatico sui prodotti e ormai riusciamo a fidarci solo di ciò che ci dice l’amico o che leggiamo sul blog.<span id="more-570"></span></p>
<p>I media classici, come la tv, sono controllati dal mercato. I nuovi media, come i social network o i blog sono invece spontanei, basati sull&#8217;esperienza e sul dialogo, dunque più credibili.</p>
<p>La pubblicità ci piace sempre meno: vogliamo avere il controllo, decidere a cosa interessarci, quali informazioni cercare su Internet, a quale voce dare credito: non più il testimonial del prodotto ma il blogger entusiasta che ce lo consiglia senza guadagnarci nulla.</p>
<p>Nuove frontiere per la pubblicità?</p>
<p><a href="http://www.mantellini.it/default.htm" target="_blank">Massimo Mantellini </a>ha avuto un’idea che precorre i tempi, ma forse di poco.<br />
Sul suo blog ha inserito una <a href="http://www.mantellini.it/pubb.htm" target="_blank">sezione pubblicità</a>, che però non viene messa a disposizione delle aziende che pagano per avere lo spazio: è lui a decidere a chi fare pubblicità e l’inserzione è gratis!<br />
<em>&#8220;Pensa cosa accadrebbe se ogni blogger avesse una sezione pubblicitaria del genere. Le aziende farebbero a gara per produrre prodotti migliori e meno costosi invece che spendere miliardi in spot televisivi deficienti&#8221;.<br />
</em>Semplicemente geniale.</p>
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