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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; morte</title>
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		<title>La morte della regina: un caso di marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli inglesi mi fanno morire. Da qualche tempo circola la notizia che la Bcc stia addestrando i suoi giornalisti in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina. E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4206" title="marketing-regina" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/11/marketing-regina.jpg" alt="" width="200" height="156" /></a>Gli inglesi mi fanno morire.</p>
<p>Da qualche tempo circola la notizia che la <em>Bcc</em> stia <strong>addestrando i suoi giornalisti</strong> in vista di un ipotetico &#8220;lutto eccezionale&#8221;, in poche parole della dipartita della regina.</p>
<p>E non perchè sia malata o abbia dato segnali di &#8220;essere in procinto di&#8221;, semplicemente perchè la figura che l&#8217;emittente aveva fatto in occasione del decesso della Queen mother non era stata delle migliori, a adesso si vuole portare avanti col lavoro.<br />
Una questione di marketing come un&#8217;altra.</p>
<p>Notare che la gaffe imperdonabile dell&#8217;ultima volta era consistita semplicemente in un <strong>completo grigio con cravatta color vinaccia</strong> (definita &#8220;inguardabile&#8221; dal <em>DailyMail</em>) indossato dal mezzobusto Peter Sissons per annunciare il passaggio a miglior vita della sovrana.</p>
<p>Errore terribile che non si può e non si deve ripetere.<br />
Tanto che la <em>Bbc</em> aveva già <strong>emanato una circolare modificando il &#8220;dress code&#8221;</strong> dei suoi giornalisti in caso di lutto: al bando tutti i colori e consentito solo completo nero, camicia bianca e cravatta nera.<br />
Perchè eleganza e buon gusto sono gli unici che non possono morire mai.</p>
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		<title>Rimanere in vita grazie a Facebook</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 15:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
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		<description><![CDATA[La morte fa paura, non possiamo pensare che una persona ci abbia lasciati per sempre, che non la rivedremo mai più. Vogliamo credere che si sia solo spostata, che sia andata in cielo e questo pensiero ci aiuta a rimanere in “contatto” con lei. Così quando sono stata informata della scomparsa di Paolo ho pensato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3529" title="facebook" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/facebook.jpg" alt="facebook" width="200" height="148" />La morte fa paura, non possiamo pensare che una persona ci abbia lasciati per sempre, che non la rivedremo mai più.<br />
Vogliamo credere che si sia solo spostata, che sia andata in cielo e questo pensiero ci aiuta a <strong>rimanere in “contatto” con lei.</strong><br />
Così quando sono stata informata della scomparsa di Paolo ho pensato che non fosse vero, ho detto “No, non è possibile”, e la prima cosa che mi è venuta in mente di fare è stata andare sul suo profilo di <em>Facebook</em>, <strong>come se una persona fosse morta davvero solo se lo dice <em>Facebook</em></strong>, e solo allora ci puoi credere, e puoi iniziare a piangerla.</p>
<p>“Buon viaggio”, “Era presto per andare via”, “Arrivederci”, “Sarai sempre nel mio cuore”, “Che tu possa correre libero sui tuoi pattini”. Ora è reale. Paolo se n’è andato davvero. Ma se sei sul suo profilo e gli puoi scrivere “buon viaggio” è quasi come se non fosse successo nulla e tu potessi ancora parlare con lui, perché paradossalmente la morte su <em>Facebook</em> non può esistere. Per chiudere un amore o un’amicizia la si elimina da <em>Facebook</em>, <strong>come puoi essere morto davvero se continua ad esistere il tuo account?</strong><br />
E la linea di demarcazione si fa sottile: possiamo morire pur essendo in vita, ritirandoci dal mondo come ha fatto Salinger, oppure <strong>possiamo sopravvivere da morti attraverso un profilo ancora aperto.</strong></p>
<p>“All&#8217;ombra de&#8217; cipressi e dentro l&#8217;urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?” si chiedeva Foscolo.<br />
Oggi l’unico modo per rendere una perdita meno terribile, per mantenere il contatto con una persona, è il suo <strong>profilo di <em>Facebook</em>, sempre vivo e sempre collegato al nostro.<br />
</strong><br />
Ciao Paolo, grazie per avermi accompagnata fino a qui.</p>
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		<title>Il marketing del caro estinto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 12:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello del caro estinto è da sempre un business che fa girare parecchio denaro ma, per tanti anni, l’ha fatto con molta discrezione, limitandosi a spennare i famigliari del defunto. Ultimamente, con la crisi che incombe, il settore balza sempre più spesso agli onori delle cronache con iniziative di marketing quanto mai discutibili, come l’azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3334" title="morte" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/11/morte.jpg" alt="morte" width="200" height="151" />Quello del caro estinto è da sempre un business che fa girare parecchio denaro ma, per tanti anni, l’ha fatto con molta discrezione, limitandosi a spennare i famigliari del defunto.</p>
<p>Ultimamente, con la crisi che incombe, il settore balza sempre più spesso agli onori delle cronache con <strong>iniziative di marketing </strong>quanto mai discutibili, come l’azienda di Varese che qualche tempo fa reclutava <a href="http://www.pamelaferrara.com/hostess-per-il-caro-estinto-0903.html" target="_blank">hostess</a> per dare conforto ai parenti del trapassato.</p>
<p>Durante la settimana del 2 novembre, il consorzio delle imprese funebri associate di Bari ha dato vita all’iniziativa “Porte aperte al Funeral center” invitando i baresi ad <strong>immaginare il proprio funerale</strong>, a scegliere la bara e a partecipare a un rinfresco a base di prodotti locali.</p>
<p>Per i partecipanti l’estrazione di 2 <strong>viaggi</strong> premio: <strong>uno di andata e ritorno</strong>, per due persone, in una capitale europea; <strong>l’altro di sola andata</strong>: “Il tuo funerale gratuito, da consumarsi entro i prossimi 100 anni”.</p>
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		<title>Il Web non è morto, basta un po&#8217; di intelligenza</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni non si fa che parlare del titolo “Il Web è morto, lunga vita al Web” che appare sulla copertina del numero di settembre di Wired Usa. Al centro dell’attenzione c’è un grafico Cisco che mostra come negli ultimi anni la percentuale del traffico Web sia diminuita a vantaggio di applicazioni, programmi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3111" title="web" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2010/08/web.jpg" alt="web" width="200" height="153" />Negli ultimi giorni non si fa che parlare del titolo <strong>“Il Web è morto, lunga vita al Web” </strong>che appare sulla copertina del numero di settembre di <em>Wired Usa</em>.</p>
<p>Al centro dell’attenzione c’è un grafico <em>Cisco</em> che mostra come negli ultimi anni <strong>la percentuale del traffico Web sia diminuita a vantaggio di applicazioni, programmi di condivisione, video ecc.<br />
</strong><br />
“Ti svegli e controlli la posta sull&#8217;<em>iPad</em> con un&#8217;applicazione. Durante la colazione ti fai un giro su <em>Facebook</em>, su <em>Twitter</em> e sul <em>New York Times</em>, altre tre applicazioni. Mentre vai in ufficio, ascolti un podcast dal tuo smartphone. Un&#8217;altra applicazione. Al lavoro, leggi i feed RSS e parli con i tuoi contatti su <em>Skype</em> e attraverso l&#8217;Istant messaging. Altre applicazioni. Alla fine della giornata, torni a casa ti siedi a cena, ascolti musica sulla Web radio <em>Pandora</em>, giochi con il servizio online della console <em>Xbox</em>, guardi un film in streaming su <em>Netflix</em>. Hai passato l&#8217;intera giornata su Internet, ma non sul Web. E non sei il solo”.</p>
<p>Personalmente non vedo tutta questa differenza tra “navigazione” (come può essere la lettura di un quotidiano online) e, ad esempio, la lettura dei feed RSS.<br />
<strong>Ho sempre associato Internet al concetto di libertà, e la libertà presuppone che ognuno possa fruire il Web come gli pare.</strong><br />
Ciò che trovo davvero preoccupante è quando questi strumenti non vengono utilizzati “cum grano salis”, <strong>quando si perde il buonsenso e se ne abusa</strong>, quando si pensa che le relazioni sociali e la solidarietà possano essere sostituite da un messaggio.</p>
<p>Qualche giorno fa una mia cara amica è stata vittima di un grave lutto, e la gente le ha fatto le condoglianze sulla bacheca di <em>Facebook</em>.<br />
Non è il social network il problema, sono quelli che lo usano in modo imbecille.</p>
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		<title>Su Facebook i profili dei morti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 12:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa avevo parlato di un social network per il caro estinto. Ora anche il nostro social network per eccellenza, Facebook, si sta attrezzando in proposito. Sì perché anche Facebook si è posto il problema della gestione delle pagine dei defunti, soprattutto ora che è comparsa la feature “reconnect” che invita gli utenti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2215" title="facebook-morte" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/10/facebook-morte.jpg" alt="facebook-morte" width="150" height="108" /></p>
<p>Qualche tempo fa avevo parlato di un <a href="http://www.pamelaferrara.com/facebook-aldila-0922.html" target="_blank">social network</a> per il caro estinto. Ora anche il nostro social network per eccellenza, <em>Facebook</em>, si sta attrezzando in proposito.</p>
<p>Sì perché anche <em>Facebook</em> si è posto il problema della gestione delle pagine dei defunti, soprattutto ora che è comparsa la feature “reconnect” che invita gli utenti a riprendere i contatti con persone presenti nella sua lista amici con cui non parla da tempo. <span id="more-2214"></span></p>
<p>La soluzione trovata è stata pubblicata sul <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=163091042130" target="_blank">blog ufficiale</a>: nel caso in cui gli amministratori del social network ricevano comunicazione del decesso di un membro della community da parte dei suoi amici o parenti, il profilo passa alla modalità “in memoria di”, che consente di continuare a postare messaggi da parte degli amici ma rende inaccessibili le pagine di amministrazione del profilo che non comparirà più tra le pagine di ricerca e nei suggerimenti.</p>
<p>In poche parole, come ha intuito il team, &#8220;Quando qualcuno ci lascia non lascia per forza di cose la nostra memoria né il nostro social network”.<br />
Al limite se lo contattate in chat non aspettatevi risposte immediate.</p>
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		<title>Facebook dall’aldilà</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa un amico mi raccontò di un ragazzo suo conoscente morto in un incidente: il giorno dopo la morte la sua bacheca di Facebook era piena dei messaggi degli amici che si rivolgevano a lui come fosse ancora in vita, come se il suo profilo di Facebook fosse stato capace di sopravvivergli. Qualche tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2082" title="aldila" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/09/aldila.jpg" alt="aldila" width="150" height="109" /></p>
<p>Tempo fa un amico mi raccontò di un ragazzo suo conoscente morto in un incidente: il giorno dopo la morte la sua bacheca di <em>Facebook</em> era piena dei messaggi degli amici che si rivolgevano a lui come fosse ancora in vita, come se il suo profilo di <em>Facebook</em> fosse stato capace di sopravvivergli.<span id="more-2081"></span></p>
<p>Qualche tempo prima Luca Conti di Pandemia aveva parlato su <em>Twitter</em> della morte di una sua “follower” e del fatto che, pur non avendola mai conosciuta di persona, sentiva la macanza dei suoi “tweet”, grazie ai quali l’aveva conosciuta e ci si era affezionato come fosse una vera amica.</p>
<p>Nell’era dell’ipercomunicazione, il pensiero di non poter comunicare più con qualcuno talvolta può diventare insopportabile.<br />
Così Peter Ingram, australiano rivenditore di sistemi di sicurezza, ha realizzato un <a href=" http://www.frombeyond2u.com" target="_blank">sito</a> con messaggi e video personali che i suoi cari potranno visionare dopo la sua dipartita.</p>
<p>Con un dollaro a settimana è possibile aggiungere contenuti che famigliari e amici potranno consultare attraverso un codice di attivazione che l’utente lascerà in eredità alle persone care, dove accumulare messaggi di auguri che verranno recapitati in momenti stabiliti, dove poter scrivere le cose che in vita non si è mai trovato il coraggio di dire.<br />
Un modo per non essere dimenticati insomma.</p>
<p>La speranza è che nessuno inventi un sistema per continuare a taggarti su <em>Facebook</em> anche dall’aldilà.</p>
<p>(Grazie a Leonardo per la segnalazione).</p>
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		<title>Michael Jackson muore e il Web collassa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 13:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente terremoti e rivolte hanno dimostrato il grande potere che i social network stanno acquisendo nella diffusione di notizie. Ma nulla in confronto alla morte di Michael Jackson, che ha avuto il potere di triplicare il traffico di Facebook e di raddoppiare quello di Twitter, creando in alcuni casi malfunzionamenti e disservizi: il motore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1648" title="michael-jackson" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/06/michael-jackson.jpg" alt="michael-jackson" width="150" height="115" /></p>
<p>Recentemente terremoti e rivolte hanno dimostrato il grande potere che i social network stanno acquisendo nella diffusione di notizie.</p>
<p>Ma nulla in confronto alla morte di Michael Jackson, che ha avuto il potere di triplicare il traffico di<em> Facebook</em> e di raddoppiare quello di <em>Twitter</em>, creando in alcuni casi malfunzionamenti e disservizi: il motore di ricerca di <em>Twitter</em>, ad esempio, ha viaggiato con circa 20 minuti di ritardo, incapace di sincronizzarsi con l’aumento esponenziale dei tweet.<span id="more-1647"></span></p>
<p>Insomma, la morte di una grande star è stata un duro colpo anche per la Rete: il sito del re del gossip Perez Hilton è collassato per ore, stessa sorte per quello del <em>Los Angeles Time</em>, e l’uso smodato che ormai facciamo di social e blog ha fatto sì che si sia registrato il più grande record di traffico nella storia di Internet.</p>
<p>Mentre scrivo sto ricevendo su <em>Facebook</em> l’invito alla pagina “Michael Jackson we miss you”.<br />
Ok che Internet “va veloce” ma, con tutto il rispetto, io non ho ancora fatto in tempo a sentire la sua mancanza.</p>
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		<title>Se mi fai il soggiorno ti regalo un funerale</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 23:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si fa un gran parlare di pubblicità, della crisi che ha investito anche questo settore e delle prospettive di ripresa per la seconda metà del 2009. L’aspetto positivo è che la crisi stimola la fantasia: ne avevo parlato qui per quanto riguarda il settore immobiliare, nel quale alcuni professionisti, per incentivare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/homer-morte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1153" title="homer-morte" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2009/03/homer-morte.jpg" alt="" width="150" height="111" /></a></p>
<p>In questi giorni si fa un gran parlare di <a href="http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo443792.shtml" target="_blank">pubblicità</a>, della crisi che ha investito anche questo settore e delle prospettive di ripresa per la seconda metà del 2009.</p>
<p>L’aspetto positivo è che la crisi stimola la fantasia: ne avevo parlato <a href="http://www.blogagenzieimmobiliari.it/2008/11/24/se-compri-casa-ti-faccio-un-regalo.html" target="_blank">qui</a> per quanto riguarda il settore immobiliare, nel quale alcuni professionisti, per incentivare le vendite, hanno cominciato ad offrire a chi compra gli immobili regali di ogni genere: dall’automobile al televisore LCD fino alla collaboratrice domestica per un anno e a 1.000 giocate al superenalotto.<span id="more-1152"></span></p>
<p>Ognuno si arrangia come può insomma, talvolta arrivando anche al limite del buongusto.</p>
<p>E’ successo a New York dove <a href="http://www.nydailynews.com/ny_local/2009/03/10/2009-03-10_a_deal_to_die_for_funeral_director_offer-2.html" target="_blank">Peter Dohanich</a>, titolare di un’agenzia di pompe funebri, ha deciso di pubblicizzare una proposta quantomeno strana: l’offerta prevede un servizio funerario completo alla persona che accetterà di costruirgli un nuovo soggiorno: bara, servizio religioso, sepoltura o cremazione, carro funebre per il defunto e anche limousine per i parenti del caro estinto.</p>
<p>Ma se io gli costruisco il soggiorno, quanto tempo ho per riscuotere il servizio? Perché se non ho un parente in procinto di dipartita può diventare un problema <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Halloween e Web</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 22:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è Halloween. Noi italiani, che ci sentiamo sempre più cosmopoliti, da qualche anno abbiamo fatto nostra questa festa e, come da tradizione, mettiamo le zucche sui davanzali e ce ne andiamo in giro in abiti terrificanti. Da dove nasce l&#8217;usanza di travestirsi è presto detto: la parola Halloween ha un’origine anglosassone e deriva da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/halloween.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="halloween" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/halloween.jpg" alt="" width="150" height="114" /></a></p>
<p>Oggi è Halloween.<br />
Noi italiani, che ci sentiamo sempre più cosmopoliti, da qualche anno abbiamo fatto nostra questa festa e, come da tradizione, mettiamo le zucche sui davanzali e ce ne andiamo in giro in abiti terrificanti.</p>
<p>Da dove nasce l&#8217;usanza di travestirsi è presto detto:<br />
la parola Halloween ha un’origine anglosassone e deriva da una contrazione di “All Hallows Eve”, la notte di Ognissanti. Nell’Irlanda celtica questa notte coincideva con la fine dell’estate e i colori tipici erano l’arancio, per ricordare la mietitura, e il nero, per evocare il buio dell’imminente inverno. La leggenda narra che gli spiriti erranti dei morti durante l’anno tornassero la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo: proprio per non essere posseduti, i vivi cercavano di spaventarli attraverso maschere terrificanti. <span id="more-490"></span></p>
<p>Da qualche tempo la Halloween-mania si è scatenata sul Web con un macabro marketing.<br />
Qualche giorno fa su eBay c’era un’asta nella quale, al prezzo di 99,95 dollari, si poteva acquistare un <a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/10/temperino.jpg" target="_blank">temperamatite voodoo</a>: l’oggetto, che ha fatto partire la denuncia di Telefono Antiplagio/Antiebay, ha uno sguardo inquietante, le sopracciglia inarcate e l&#8217;occhio destro sanguinante, proprio dove si affila la punta, inserendo e girando la matita: lo scarto viene rigurgitato dalla bocca.</p>
<p>In fondo Halloween non è che un pretesto per scherzare sulla morte e su tutto ciò che ci fa paura, attività nella quale noi internettiani siamo particolarmente bravi.</p>
<p>Da anni lo fa <a href="http://www.cofanifunebri.com" target="_blank">Cofanifunebri.com</a>, azienda di Roma che produce sarcofaghi e che ogni anno pubblica un calendario dove si vedono bellissime modelle mezze nude avvinghiate a… bare.<br />
Cliccare per credere. Sul sito c’è giusto un’anteprima del <a href="http://www.cofanifunebri.com/calendario-2009.htm" target="_blank">calendario 2009</a>.</p>
<p>Qualche giorno fa navigavo alla ricerca dell’indirizzo e degli orari di apertura di un cimitero: in un attimo ho trovato il sito su Google e, tra le informazioni, mi sono accorta che dava anche la possibilità di iscriversi alla newsletter.<br />
La newsletter di un cimitero.<br />
Non ho resistito: mi sono iscritta.<br />
Ora attendo con ansia di ricevere le ultime novità<br />
 <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Steve Jobs morto per alcuni minuti</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 22:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Quante volte, nel corso degli anni, si sono periodicamente alternate sulla stampa false notizie sullo stato di salute, i gusti sessuali, i problemi coniugali dei personaggi famosi? Ora, come è giusto che sia, il testimone passa ad Internet. Al notiziario economico Bloomberg un giornalista stava aggiornando il &#8220;coccodrillo&#8221; su Steve Jobs: si tratta dell&#8217;articolo, preparato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/steve-jobs.jpg"><img class="size-full wp-image-257 alignnone" title="steve-jobs" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/steve-jobs.jpg" alt="" width="150" height="119" /></a><br />
Quante volte, nel corso degli anni, si sono periodicamente alternate sulla stampa false notizie sullo stato di salute, i gusti sessuali, i problemi coniugali dei personaggi famosi?<br />
Ora, come è giusto che sia, il testimone passa ad Internet.</p>
<p>Al notiziario economico Bloomberg un giornalista stava aggiornando il &#8220;coccodrillo&#8221; su Steve Jobs: si tratta dell&#8217;articolo, preparato prima, che si pubblica in occasione della morte di un personaggio noto, una pratica diffusa tra i giornali per giungere con lo scoop quando l’evento si verifica realmente. Il caso ha voluto che il giornalista distratto cliccasse sul pulsante sbagliato, mandando il pezzo online per brevissimo tempo. Troppo. La velocità di Internet ha colpito ancora e il pezzo è stato ripreso da un blog, per poi diffondersi.<span id="more-256"></span></p>
<p>&#8220;Steve Jobs, l&#8217;uomo che ha reso i computer facili da usare come telefoni, che ha cambiato il modo in cui vengono realizzati i film d&#8217;animazione, che ha convertito la gente alla musica digitale, che ha reinventato il cellulare, è XXXX. Aveva XXX anni&#8221;. Il pezzo continua trattando i punti salienti della vita di Steve Jobs e sottolineando gli aspetti ormai noti: il brutto carattere, il ritorno in Apple dopo l’avventura di NeXT, il successo dell’iMac e dell’iPod.</p>
<p>“L’innovazione è ciò che distingue i leader dai seguaci ” sostiene Jobs, e cosa c&#8217;è di più innovativo della capacità di predire il futuro?</p>
<p>Non sono una fanatica di Apple nè di Jobs, ma mi piace sempre ricordare una delle <a href="http://it.youtube.com/watch?v=UuCGLxZ8nEc" target="_blank">pubblicità</a> più belle che siano mai state realizzate, e lo straordinario slogan <em>Think different</em>.</p>
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