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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; shopping</title>
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		<title>Il nome determina le abitudini di consumo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[nome]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Journal of Consumer Research, il punto dell’alfabeto in cui si colloca il nostro nome forma le nostre abitudini di consumo. Pare infatti che fin da piccoli, ad esempio con l’appello a scuola, i bambini chiamati per ultimi sviluppino una capacità di reazione superiore rispetto a chi invece è abituato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3550" title="marketing-nomi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/marketing-nomi.jpg" alt="marketing-nomi" width="200" height="150" />Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista <em>Journal of Consumer Research</em>, <strong>il punto dell’alfabeto in cui si colloca il nostro nome forma le nostre abitudini di consumo.</strong><br />
Pare infatti che fin da piccoli, ad esempio con l’appello a scuola, i bambini chiamati per ultimi sviluppino una capacità di reazione superiore rispetto a chi invece è abituato ad esser primo e può prendersela comoda.</p>
<p>In poche parole, secondo lo studio, <strong>gli eccessi incontrollabili di shopping deriverebbero dall’avere un cognome che inizia con le ultime lettere dell’alfabeto.</strong></p>
<p><strong>Chi è stato abituato ad essere percepito come ultimo cerca una sorta di rivalsa,</strong> vuole arrivare primo e questo suo desiderio trova appagamento quando riesce ad acquisire oggetti che vengono considerati di un certo valore per quanto riguarda il benessere e lo status sociale.</p>
<p>Potremmo immaginarci, pensando alla nostra classe politica, ad una Iva Zanicchi pronta a scattare al solo nominare i saldi e ad un certo Silvio Berlusconi che dice: “Eh no cribbio se i saldi mi vogliono vengono loro da me” <img src='http://www.pamelaferrara.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Lo shopping ti si legge in faccia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[faccia]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni ricercatori di Taipei hanno realizzato una macchina in grado di dare suggerimenti per gli acquisti in base al riconoscimento facciale della persona. Il sistema è in grado di ricostruire il profilo del consumatore dopo la ricognizione di alcune caratteristiche quali il colorito della carnagione e la tinta dei capelli, afferma Tsai Chi-hang, ricercatore coinvolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3524" title="pubblicita" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2011/01/pubblicita1.jpg" alt="pubblicita" width="200" height="152" />Alcuni ricercatori di Taipei hanno realizzato una <strong>macchina in grado di dare suggerimenti per gli acquisti in base al riconoscimento facciale della persona.</strong></p>
<p>Il sistema è in grado di ricostruire il <strong>profilo del consumatore </strong>dopo la ricognizione di alcune caratteristiche quali il colorito della carnagione e la tinta dei capelli, afferma Tsai Chi-hang, ricercatore coinvolto nel progetto finanziato dal ministero dell&#8217;economia. Il sistema è programmato per riconoscere alcune tracce della persona come occhiali, barba e baffi in base alla quali stabilisce l&#8217;uso del trucco o la frequenza della rasatura. Successivamente arriva il suggerimento sull&#8217;acquisto di una maschera facciale, un rasoio o prodotti per la salute della persona (<a href="http://punto-informatico.it/3071624/PI/News/taiwan-shopping-ci-metti-faccia.aspx" target="_blank"><em>Punto Informatico</em></a>).</p>
<p>Anche le <strong>condizioni atmosferiche</strong> sono un criterio che influenza la pubblicità che, ad esempio, consiglierà una bevanda calda durante una giornata fredda.</p>
<p>Non solo: la macchina sarebbe addirittura in grado di registrare quali consumatori non hanno seguito i consigli in modo da poter successivamente fornire <strong>suggerimenti migliori.</strong></p>
<p>Se guardano la mia faccia al mattino mi suggeriscono una clinica psichiatrica.<br />
Ok, forse anche alla sera.</p>
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		<title>Italiani popolo di dipendenti e viziosi</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 23:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Pare che in Italia ci siano un milione di persone che sono dipendenti dal lavoro, centinaia di migliaia di dipendenti da Internet, dal cellulare, da shopping compulsivo, da gioco d&#8217;azzardo patologico. In tutto le persone coinvolte sono centinaia di migliaia, appartengono a tutte le categorie sociali, economiche ed anagrafiche. I più a rischio sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/vizio-shopping.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-564" title="vizio-shopping" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/11/vizio-shopping.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p>Pare che in Italia ci siano un milione di persone che sono dipendenti dal lavoro, centinaia di migliaia di dipendenti da Internet, dal cellulare, da shopping compulsivo, da gioco d&#8217;azzardo patologico.<br />
In tutto le persone coinvolte sono centinaia di migliaia, appartengono a tutte le categorie sociali, economiche ed anagrafiche.<br />
I più a rischio sono i giovani mentre le donne sono a rischio di dipendenze affettive.<span id="more-563"></span></p>
<p>Di fatto c&#8217;è che molti italiani sono dipendenti da qualcosa.<br />
Il dato è emerso nel corso del convegno “Dipendenze senza sostanze” svoltosi a Firenze.<br />
Si tratta di patologie che nel resto del mondo, come in Giappone, sono già emergenza sanitaria e che l&#8217;Italia si appresta ad affrontare per la stessa ragione.</p>
<p>Le persone che vivono questi disturbi provano una grande sofferenza: i compratori compulsivi, per esempio, spendono per placare un malessere psicologico, un senso di vuoto. Col tempo l&#8217;impulso ad acquistare diventa sempre più forte e nascono grandi sensi di colpa e rabbia dovuti all’incapacità di controllarsi.<br />
Queste dipendenze compromettono non solo l&#8217;aspetto psicologico della persona ma anche quello fisico, familiare o di coppia e, in generale, tutte le relazioni affettive fondamentali: i dipendenti dal lavoro, per esempio, possono percepire il coniuge come un estraneo compromettendo la sfera affettiva a familiare.</p>
<p>Suggerisco a tutti i dipendenti dal lavoro, dal gioco o dallo shopping di convertire la loro patologia in una sana dipendenza da Internet.<br />
A noi maniaci del Web basta un pc e una Rete per essere assolutamente appagati e con davanti un mondo tutto da scoprire che, talvolta, ci rivela che siamo <a href="http://www.pamelaferrara.com/internet-fa-ingrassare-0728.html" target="_blank">grassi</a>, <a href="http://www.pamelaferrara.com/grazie-ad-internet-siamo-diventati-stupidi-0723.html" target="_blank">stupidi</a> e <a href="http://www.pamelaferrara.com/internet-dipendenti-1020.html" target="_blank">incapaci</a> di intendere e volere.</p>
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