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	<title>Pamela Ferrara Blog &#187; stupidi</title>
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	<description>comunicazione 2.0</description>
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		<title>Il fascino della stupidità</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 23:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[stolti]]></category>
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		<category><![CDATA[stupidità]]></category>

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		<description><![CDATA[La stupidità è la forza più pericolosa del mondo. Ci facciamo i conti ogni giorno e non c’è alcun modo di eliminarla. Già nel 250 a.C. il libro biblico dell’Ecclesiaste avvertiva: “Infinito è il numero degli stolti”, rilevando quindi che essi non sono un effetto della modernità, di Internet o dell’inquinamento. Del resto il primo stupido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/forrest-gump.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-160" title="forrest-gump" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/forrest-gump.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p>La stupidità è la forza più pericolosa del mondo.<br />
Ci facciamo i conti ogni giorno e non c’è alcun modo di eliminarla.</p>
<p>Già nel 250 a.C. il libro biblico dell’Ecclesiaste avvertiva: “Infinito è il numero degli stolti”, rilevando quindi che essi non sono un effetto della modernità, di Internet o dell’inquinamento.<br />
Del resto il primo stupido della storia fu Adamo che per mangiare una mela perse il paradiso.<br />
Dell’impossibilità di arginare la stupidità era convinto anche Albert Einstein, che affermò: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma non sono sicuro della prima”.</p>
<p>La definizione più calzante di stupidità l’abbiamo nel 1988 ad opera dello storico ed economista Carlo Cipolla: “Una persona stupida è quella che causa un danno a un’altra persona o a un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé, o addirittura subendo una perdita”.<span id="more-159"></span></p>
<p>Ma chi sono i veri re e regine della stupidità?<br />
Navigando in Rete ho scoperto il sito <a href="http://www.darwinawards.com" target="_blank">www.darwinawards.com</a>.<br />
Il Darwin Awards è un riconoscimento particolare riservato a chi ha aiutato a migliorare il pool genetico umano autorimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido; il candidato ideale deve cioè dar prova di stupidità strabiliante ed essere la causa della propria dipartita o di un incidente che lo renda definitivamente inoffensivo.<br />
Qualche esempio?<br />
A San Paolo nel 2002 un tizio ha usato un accendino per illuminare un serbatoio di benzina per verificare che non contenesse materiale infiammabile.<br />
L’anno scorso un ragazzo inglese si è inferto una ferita mortale mentre verificava se il proprio giubbotto fosse “a prova di coltellata”.<br />
E poi c’è quello che è da sempre il mio eroe preferito: il venditore che è precipitato da un palazzo nel tentativo di dimostrare ad un cliente l’efficacia dei vetri antisfondamento, scoprendo che erano antisfondamento solo dall’esterno.</p>
<p>Nonostante queste estreme espressioni di stupidità siano così seducenti, non posso che pensarla come Ennio Flaiano: “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia”.</p>
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		<title>Grazie ad internet siamo diventati stupidi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 22:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pamela Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[stupidi]]></category>

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		<description><![CDATA[I ragazzi dell’era di Internet &#8211; scrive Bryan Appleyard sul Sunday Times &#8211; non sono intelligenti come credono. Anzi, diventano sempre più stupidi. La generazione-Google naviga fra migliaia di informazioni, ma ne assimila ben poche leggendo solo qualche riga e senza alcuna concentrazione. L’80% degli adolescenti italiani naviga sul web, la metà ci trascorre oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/internet-stupidi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-64" title="internet-stupidi" src="http://www.pamelaferrara.com/wp-content/uploads/2008/08/internet-stupidi.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p>I ragazzi dell’era di Internet &#8211; scrive Bryan Appleyard sul Sunday Times &#8211; non sono intelligenti come credono. Anzi, diventano sempre più stupidi.<br />
La generazione-Google naviga fra migliaia di informazioni, ma ne assimila ben poche leggendo solo qualche riga e senza alcuna concentrazione.<br />
L’80% degli adolescenti italiani naviga sul web, la metà ci trascorre oltre un’ora al giorno.<br />
Un quarto pensa che «abiurare» sia il verso di un animale e, come rimedio alle carenze linguistiche, un terzo dei ragazzi ricorre proprio all’aiuto di Internet.</p>
<p>Tutto vero?<span id="more-63"></span></p>
<p>Di certo con il pc prima e con il Web poi, negli ultimi anni sono nati una serie di servizi che hanno portato innumerevoli innovazioni. Le persone si sono abituate alla posta elettronica, alla chat, ai forum, ai blog. Wikipedia ha preso il posto dell’enciclopedia. La rubrica telefonica cartacea è stata sostituita da quella di Outlook e Google ha sostituito tutto il resto.<br />
Disponiamo ormai di una grande quantità di informazioni facilmente accessibile e questo è un grande vantaggio, ma i nostri meccanismi mentali vengono davvero condizionati dal Web.<br />
Internet e gli sms sono diventati i mezzi di comunicazione più diffusi, concentriamo i nostri messaggi in pochi caratteri e li leggiamo frettolosamente rispondendo al volo, questo a scapito della correttezza grammaticale e della purezza linguistica.</p>
<p>Personalmente sono favorevole a nuove forme di comunicazione e, come dice Annamaria Testa nel suo manuale Farsi capire, “una gran parte dei testi migliora quando gli date una sforbiciata”… ma quando ricevo curricula o email di presentazione in cui i ragazzi appena usciti dalla scuola mi scrivono “ciao” (al posto di “buongiorno”), “x” (al posto di “per”), “ke” (al posto di “che”) o “cmq” (al posto di “comunque”), mi viene davvero voglia di togliergli cellulare e pc e di rispedirli a scuola.</p>
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