Joe l’idraulico

Ieri, leggendo le notizie riguardanti l’ultimo confronto tra Obama e McCain, avevo pensato di scrivere un post su Joe l’idraulico.

“Joe the plumber” si chiama in realtà Joe Wurzelbacher, e tutto ciò che di straordinario ha fatto è stato avvicinare Obama dopo un comizio nella città di Toledo e, ripreso dalle telecamere di Fox News, dirgli di essere contrario al suo progetto fiscale perché gli impedirebbe di realizzare il suo sogno, rilevare la piccola impresa per cui lavora: Obama vuole infatti tassare le imprese che fatturano più di 250mila dollari l’anno e tagliare le tasse per chi è sotto quel livello di reddito.
Tutto qui.
Ma McCain, durante l’ultimo faccia a faccia televisivo con Obama, ne ha fatto l’icona dell’americano medio che rischia di soffrire per il programma fiscale democratico e si è rivolto proprio a lui dicendogli: “Joe, io ti aiuterò a comprarla, quell’azienda”.
A questo punto il suo nome ha cominciato a rimbalzare da un candidato all’altro tanto che Joe si è ritrovato fotografi e giornalisti davanti casa e si è sentito imbarazzato da tanta improvvisa notorietà.

Ieri non ne ho parlato perché in fondo questo episodio, seppure curioso, non aveva nulla a che fare con Internet, col marketing e coi temi da me trattati su questo blog. Ieri.
Ma in poche ore “Joe the plumber” è diventata una delle voci più ricercate sul Web, salendo al settimo posto delle ricerche effettuate su Google e superando i termini più comuni che ogni giorno vengono digitati da milioni di utenti: ora è un vero e proprio fenomeno mediatico, invitato negli show radiofonici e televisivi, citato sui giornali e i telegiornali internazionali.
L’homepage del Los Angeles Times ha titolato: “Cercando un leader, gli elettori scelgono un idraulico”.
In brevissimo tempo Joe è divenuto non solo l’icona dell’elettore medio ma un vero e proprio fenomeno di marketing virale, e io finalmente ho potuto parlarne.

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5 commenti su “Joe l’idraulico

  1. fossi joe invece di fare tutte queste storie per l’imrpovvisa notorietà andrei in tutti i programmi televisivi e radiofonici e magari perteciperei anche alla prossima edizione di big brother…. altrimenti col cavolo che se la compra quell’azienda 🙂

  2. Concordo appieno, Pamela. E rilancio… vogliamo parlare del presunto attentato a Saviano, allora? Ma che razza di scoop è? Il primo pentito che si alza, dopo una vita in carcere, lancia una mezza frase ad un secondino, che poi prontamente smentisce e crea una pletora di prime pagine, copertine, dibattiti ed un’intera puntata di Matrix!
    Non viviamo più nella società dell’informazione e dei media. Siamo noi stessi, ciascuno di noi, media e portavoce di un sistema che di giorno in giorno si inventa e si genera da solo.

  3. concordo: ognuno di noi è un media.

    ma occorre che ci stacchiamo dai soliti media, per cominciare a cambiare qualcosa. basta matrix, basta tg, quotidiani che titolano “disastro borse” un giorno e “le borse volano” il giorno dopo.

    my two cents 🙂

  4. credo che joe abbia tratto una lezione importante dalla notorietà. quella che è meglio farne a meno. ora è stato mediaticamente sputtanato in tutto l’universo, si sono accorti non solo che non aveva i soldi per comprare realmente l’azienda ma anche che non aveva la licenza per esercitare la professione. bel colpo.

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