Aereo precipita nel fiume Hudson
Un aereo della US Airways è stato costretto ad ammarare nelle acque del fiume Hudson, a Manhattan, dopo una collisione con uno stormo d’uccelli avvenuta subito dopo il decollo.
L’aereo era appena partito dall’aeroporto La Guardia di New York, diretto verso Charlotte, nel North Carolina, e aveva a bordo 146 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio.
Grazie all’eccezionale manovra del pilota sono tutti salvi, ma non è l’unica cosa eccezionale accaduta.
E’ successo anche che il primo a pubblicare una foto dell’incidente sia stato un cittadino, Janis Krums che, mentre era su uno dei battelli che si stavano dirigendo verso l’aereo ammarato, ha scattato una foto con l’iPhone e l’ha pubblicata su Twitter.
Oggi esiste una rivendicazione del diritto a produrre comunicazione più che il semplice diritto passivo ad essere informati, grazie al cosiddetto Web 2.0, alla connettività di massa, alla miniaturizzazione degli strumenti di editing e ripresa: ci stiamo tutti trasformando da “spettatori” a “spett-autori”.
Questo è il futuro del giornalismo.
Anzi, il presente.




















gennaio 16th, 2009 at 15:46
“Oggi esiste una rivendicazione del diritto a produrre comunicazione più che il semplice diritto passivo ad essere informati”
se solo io capissi cosa vuole dire…
gennaio 16th, 2009 at 18:18
@Rudy tu non ti preoccupare che di comunicazione meno ne produci meglio è
gennaio 16th, 2009 at 18:22
non è la prima volta che cose di questo genere succedono. oggi col cellulare chiunque può fare foto e quando accade una sciagura di qualunque genere c’è per forza uno spettatore con un cellulare in tasca. il mondo è cambiato. i giornalisti non servono più
gennaio 16th, 2009 at 18:26
già… servono più macchine fotografiche
gennaio 16th, 2009 at 21:02
Sono d’accordo con quello che dice la nostra Pam. Non sono il numero di macchine fotografiche o telefoni cellulari che fa la differenza, Ma il fatto che le nuove technologie permettono di ritrarre un evento E al tempo stesso, di pubblicarlo in modo che altri possano vederlo contemporaneanente. L’episodio che descrive Pam non sarebbe successo se l’iphone non fosse così diffuso. Un’altra ragione per ringraziare una delle invezioni geniali di Steve Jobs. Speriamo che continui così nel futuro.
gennaio 16th, 2009 at 22:15
tutto vero, assolutamente vero. io xò se fossi stato il tipo sul battello avrei chiamato una testata giornalistica e venduto la foto invece ke pubblicarla gratis su twitter
gennaio 16th, 2009 at 22:37
@kobra: dettaglio importante, giustissimo.
meglio vendere la foto a qualcuno o pubblicarla per primo sul proprio account da qualche parte?
ottimo argomento su cui dibattere.. bravo kobra.
gennaio 17th, 2009 at 14:29
Gli eventi che vengono documentati in questo modo sono sempre più numerosi, ma già nel 2001, l’11 settembre, dopo l’impatto del primo aereo sulle torri gemelle, circa l’80% delle fonti audio e video usate dai grandi network per mostrare la tragedia non aveva un’origine professionale. Un pompiere per caso ha ripreso il primo schianto e col passare del tempo la cnn e fox news sono riuscite a mostrare l’intero campo del disastro grazie ai contributi di decine di reporter dilettanti. Era un momento in cui per diffondere tutti questi materiali così velocemente bisognava fornirli alle reti televisive. Oggi è sufficiente un social network, e forse a tante persone interessano più le “cliccate” che possono ricevere dei soldi. Vero rudy?
gennaio 17th, 2009 at 16:30
ah guarda non lo so…a me le cliccate non interessano per niente e non so nulla di citizen journalism… lasciami fuori
gennaio 17th, 2009 at 18:13
Non sono molto convinto. E’ vero oggi le immagini possono essere catturate da qualcuno che si trova sul posto molto prima dei giornalisti, e la stessa persona può scrivere qualche riga descrivendo l’accaduto. Ma per sapere le cause di ciò che è successo sono comunque necessari giornalisti e fonti ufficiali, altimenti come si faceva a sapere che l’aereo è finito in acqua a causa degli uccelli?
gennaio 17th, 2009 at 19:43
Devo concordare con Pam. Non é che capita spesso. Mi sa che vado in un ristorante posh di Londra a festeggiare l’evento.
gennaio 17th, 2009 at 20:39
@Marco M
Il mio amico Alberto sul suo blog ha dato una versione molto particolare dei fatti: “Un aereo della US Airways è stato costretto ad ammarare nelle acque del fiume Hudson,una manovra obbligata ,visto che gli stormi di uccelli ormai non ne potevano piu’,di condividere il proprio spazio con esseri invadenti “umani”che pur di sentirsi onnipotenti ,si interstardiscono nel voler volare anche se non lo possono fare,e si sono coalizzati e tutti insieme hanno cominciato una lotta per il rispetto delle precedenze nello spazio celeste”.
http://alberto-aba.blogspot.com/2009/01/aerei.html
@GG
Prima o poi tutti mi danno ragione, è solo questione di tempo