Le aziende italiane vietano i Social Network

Alcune aziende italiane stanno seguendo la via, già percorsa da tempo all’estero, di oscurare l’accesso ai Social Network, in particolare Facebook, che distrarrebbe i lavoratori facendogli perdere tempo prezioso.

Così Poste Italiane ha deciso di negarne completamente l’accesso ai propri dipendenti e diverse Regioni italiane, dalla Lombardia al Veneto, stanno seguendo lo stesso esempio.
Il Comune di Napoli ha optato per una soluzione molto creativa: accesso consentito per una sola ora al giorno e frazionato in sessioni da 10 minuti l’una.

Sarà che molti imprenditori e direttori sono entrati nel gruppo: “Lavoro a Piano B, faccio cose, vedo gente e cazzeggio su Facebook” e magari ci hanno trovato i loro dipendenti.
C’è da dire che per molti il fenomeno è diventato una vera droga, ha causato dipendenza, un bisogno incontrollabile di rispondere ai messaggi lasciati dagli amici e di aggiornare il profilo continuamente.

Come ho già scritto non sono una frequentatrice di Facebook, ma se lo fossi entrerei sicuramente a far parte dei gruppi: “Adotta anche tu un surfista californiano di 20 anni”, “Insegna l’italiano a Antonio Di Pietro”, “Ricordiamo a Silvio che se ha i capelli è merito della ricerca” e consiglierei al mio capo “Lottiamo contro la scomparsa del congiuntivo”. Inoltre penso che visiterei il profilo di quel simpaticone di Gesù di Nazareth.

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15 commenti su “Le aziende italiane vietano i Social Network

  1. io personalmente mi sono iscritto anche al gruppo “tette”, ove si possono trovare innumerevoli fotografie con ragazze dalle ghiandole mammarie particolarmente sviluppate.
    non per dire ma la fonte della vita è quella, ed io trovo giusto idolatrarla con un gruppo su facebbok.

  2. Alla fine non e’ poi cosi’ male…ad alcuni mie colleghi hanno vietato perfino l’accesso a google mail – cosi’ tutti gli email in entrata ed uscita sono controllati.

  3. Gli universitari americani hanno dichiarato che dopo la birra, il sesso e l’ipod, il social network è la cosa più “cool” di questo secolo. Bò….

  4. nei tempi del lavoro, lo trovo davvero poco etico, soprattutto se diviene un’abitudine ripetuta e frequente.
    Nel tempo libero, è uno svago dove conviene tenere l’animo leggero e ricordare che è un semplice gioco, da non confondere con la realtà.

  5. (Facebook – The best funny video) in youtube : e’ fantastico!!! lo trasmetto subito ai miei complanetari UFO

  6. Beh… consoliamoci… se al lavoro ci tolgono l’accesso ai social network, possiamo sempre fare affidamento sulle capacità di usare mouse e tastiera di Fido o Birba… Riassunto veloce: http://www.petbook.it, il socialnetwork dei migliori amici dell’uomo…. ora non potremo più usare l’espressione “solo come un cane” 😉
    “Dopo un inizio in sordina, in nemmeno 3 mesi di vita il primo sito italiano di social network per animali http://www.petbook.it raccoglie più di 2800 iscritti con un trend in costante crescita. Inizialmente destinato ai soli amici a quattro zampe, Petbook, il primo social network italiano per animali, ha ora allargato la possibilità di iscrizione anche a tutte quelle categorie che rientrano sotto la voce “pet”. Oltre ad allargare la “famiglia”, nuove importanti funzionalità e migliorìe sono state introdotte, come la galleria degli iscritti, gli allevamenti, il potenziamento del motore di ricerca, la cartina geografica con la distribuzione degli animali, la possibilità di lasciare commenti sulla bacheca di un iscritto e l’aggiunta di nuove informazioni legate al proprio animale come, ad esempio, se è in cerca di “anima gemella” o se possiede pedigree”.

  7. Dogbook e’ dove i nostri migliori amici si incontrano mentre noi siamo indaffarti su facebook. Un’altra trovata geniale di facebook.

  8. leggevo qualche giorno fa che una società legale inglese ha stimato una perdita di 233 milioni di ore al mese solo in gran bretagna per via degli impiegati che passano le giornate su fb. il costo di questo fenomeno si aggirerebbe sui 130 milioni di sterline al giorno. ora: a me piace cazzeggiare su fb, ma in effetti un fenomeno di queste dimensioni per le aziende diventa dannoso.

  9. La strumentazione presente in azienda deve essere utilizzata unicamente per fini che riguardano l’azienda stessa, e questo vale sia per gli strumenti tradizionali che per quelli informatici. Per legge anche la posta elettronica aziendale non è considerata personale e può in qualunque momento essere controllata da altri oltre che dall’intestatario della casella di posta. Per mail personali, social network ecc c’è tempo la sera, il fine settimana e le ferie. In ufficio ci si va per lavorare.

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