Archive for the 'PubblicitĂ ' Categoria
Testimonial pubblicitari
Innanzitutto qualche curiositĂ :
Lo sapevate che uno dei primi testimonial pubblicitari italiani è stato Benito Mussolini? Prestò il faccione per l’annuncio di un amaro che celebrava la marcia su Roma ma non solo, più di una volta si prestò a pubblicizzare questo o quel prodotto.
E Marinetti, il nostro poeta futurista? Concesse la sua Uccidiamo il chiaro di luna a un’azienda tedesca di lampadine. Leggi..
Perché la pubblicità non ci ha salvati dalla crisi?
La settimana scorsa è circolata la notizia che un’agenzia pubblicitaria belga, dovendo procedere ad una riduzione del personale, ha indetto un concorso online attraverso il quale è possibile decidere chi verrà licenziato.
Si trattava naturalmente di un falso, di un’operazione di marketing virale che aveva lo scopo di creare un passaparola e dare visibilità all’agenzia e alla sua capacità inventiva.
Difficile valutare i ritorni di un’operazione del genere: di sicuro ha avuto il pregio di portare agli occhi di tutti, in modo paradossale, un fenomeno che proprio nei giorni precedenti il Natale ha fatto tabula rasa di creativi in diverse agenzie di pubblicità italiane. Leggi..
Spot: l’animale che c’è in te
Natale: periodo di festa, di regali, di abbuffate e, immancabilmente, di pubblicitĂ sceme.
Quello del pubblicitario non è un mestiere facile, posso confermarlo: ci vuole fantasia, immaginazione, idee nuove che prima o poi si esauriscono e si finisce pure per riesumare Mastro Lindo.
Dopo anni di pubblicità dell’Imodium, con il suo “Hai la diarreaaaaaaaaaaaaaaa” che ti raggiungeva regolarmente all’ora di pranzo, pensavo che ormai il non plus ultra del trash fosse stato raggiunto.
Mi sbagliavo.
Non avevo fatto i conti con le pubblicitĂ natalizie dei profumi. Leggi..
Tatuaggio pubblicitario
10 centesimi per ogni “occhiolino”.
Lo propone feelunique.com, un sito di cosmetici in cerca di persone disposte a farsi tatuare una pubblicità sulla palpebra: il tatuaggio, assicurano, è provvisorio e indolore.
Dal “Pay per click” di Google al “Pay per wink”: un nuovo sistema di marketing che ti permette di guadagnare fino a 100 euro semplicemente strizzando l’occhio… come poi vengano quantificate le “strizzate” per stabilire il compenso non si sa. Leggi..
6 commentiWeb: vota chi licenziare
In Belgio il direttore di un’agenzia pubblicitaria, a causa della crisi economica, si trova a dover licenziare uno degli 8 creativi e ha indetto una votazione su Internet per scegliere lo sfortunato che dovrà liberare la scrivania a fine gennaio. Leggi..
7 commentiIl marketing della fede
A differenza di quanto avviene da noi e piĂą in generale in Europa, le chiese americane non di rado si fanno pubblicitĂ , in genere limitandosi ad affiggere al loro esterno cartelloni con annunci e slogan di ispirazione religiosa.
Ma la “Collegiate Churches of New York” ha deciso di fare uno sforzo pubblicitario molto piĂą imponente e di investire in una campagna su televisione, stampa, cartellonistica e Internet un milione di dollari (dei fedeli). Leggi..
8 commentiPubblicitĂ sessiste bocciate dal Parlamento Europeo
“La patatina tira”, “Fatti una cubana”, “Per l’uomo che non deve chiedere mai” e “Meno male che le patate le comprano le donne”: sono solo alcuni esempi di slogan pubblicitari che il Parlamento Europeo ha appena bocciato perchĂ© col loro essere sessisti e stereotipati contribuiscono a mantenere la disuguaglianza fra uomo e donna. Leggi..
7 commentiRenault Koleos e il marketing della nostalgia
Oggi vi voglio parlare di marketing della nostalgia, che consiste nel riproporre in chiave moderna mode, stili di vita e prodotti dei decenni passati.
Soprattutto in un momento di stagnazione dei consumi, far leva sulla nostalgia è una strategia che consente di incentivare gli acquisti impulsivi: è il caso del ritorno agli anni ’80, epoca di consumismo e benessere, che ci ricorda la leggerezza, la spensieratezza e il divertimento, sensazioni delle quali in questa fase di crisi abbiamo bisogno più che mai. Leggi..
Il nuovo cellulare che fa anche il caffè
Una volta c’erano i cellulari per telefonare.
Poi sono arrivati gli sms, gli mms, Internet, le foto, il gps e ogni volta che abbiamo acquistato un cellulare nuovo abbiamo moltiplicato le nostre possibilità di compiere le operazioni più svariate. Quando ho comprato l’ultimo mi sono detta: “L’unica cosa che non riesce a fare è il caffè”.
Ora non si può più dire nemmeno questo. Leggi..
PubblicitĂ 2.0?
Dell’importanza del passaparola nel marketing avevo già parlato.
Ci sono ricerche che stabiliscono che il passaparola su un prodotto commerciale è considerato più credibile rispetto non solo alla pubblicità ma anche all’informazione giornalistica.
Insomma, siamo diventati impermeabili al filtro mediatico sui prodotti e ormai riusciamo a fidarci solo di ciò che ci dice l’amico o che leggiamo sul blog. Leggi..









