Fedifraghi: Facebook non perdona
Oltre l’80% dei legali dall’American Academy of matrimonial Lawyers (l’associazione di categoria che raggruppa gli avvocati divorzisti) ha ammesso di muoversi prevalentemente online e, in particolar modo, su Facebook: una vera miniera per scoprire le infedeltà.
Inutili 007 e investigatori privati, i costi sono praticamente azzerati: navigare nel mare di informazioni catapultate dalla vita privata alle pagine Web è molto più semplice ed economico che appostarsi in auto per ore (La Stampa).
I più colpiti sono gli over 50: se la generazione nata negli Anni Ottanta e Novanta ha infatti già imparato a diffidare dei social network, le generazioni precedenti hanno ancora qualche difficoltà nel gestire le impostazioni sulla privacy e nel prestare attenzione ai contenuti inseriti.
Resta un unico dubbio: Facebook è davvero un coacervo di traditori o semplicemente lo strumento di riferimento di chi ha già deciso di lasciare e cerca un pretesto per far cadere la responsabilità sul compagno/a?
Fortunatamente in Italia i separati che tornano insieme sono 6.000 ogni anno (Ansa).
Mentre 6.000 amanti rimangono al loro posto, sui social network.







3 giugno 2010 alle 16:40
Non che zuckerberg aiuti nelle questioni di privacy
3 giugno 2010 alle 20:11
Già. Prima o poi metterà tutte le foto personali dei profili pubblicate automaticamente su Flickr, e i video su YouTube
3 giugno 2010 alle 20:52
io sono convinto come dici tu che chi fa questo genere di cose su facebook senza stare attento è perchè si vuole fare beccare come chi lascia in giro il cellulare con gli sms dell’amante uguale
3 giugno 2010 alle 21:06
chi va su facebook per tradire ha lo stesso pensiero quando entra in un bar o in una palestra, è l’intenzione non lo strumento
3 giugno 2010 alle 22:18
Verissimo. Sta di fatto che se certe cose le fa in un bar ha minori possibilità di essere beccato da un avvocato divorzista
3 giugno 2010 alle 23:15
un po’ più di onestà meno avvocati e soprattutto niente facebook e si vivrebbe in un mondo migliore non è tanto difficile da capire
4 giugno 2010 alle 09:25
sono poco convinto che la privacy centri qualcosa, le persone che scrivono i fatti propri sul proprio wall o addirittura su quelli altrui sono esibizionisti in cerca di attenzione