Il cane Oliver e il giornalismo che cambia

Premetto che ho sempre apprezzato molto Carlo Rossella, soprattutto per quel suo modo di esprimersi pacato ed elegante che lo distingue dalla media dei giornalisti.

Qualche giorno fa, sfogliando la rivista Panorama del 7 maggio, mi sono imbattuta in un suo articolo dal titolo: “Sì, quello tra me e Oliver è vero amore”, nel quale Rossella parla del rapporto che ha col suo labrador di 6 anni.

Un’intera pagina per sviscerare la profondità di questa “relazione”.

Mi sono ritrovata a pensare a quanto sia diverso e veloce il giornalismo su Internet, dove un articolo così non lo leggerebbero certo in molti… vi immaginate sulla homepage di Repubblica.it il titolo “Carlo Rossella parla del rapporto che ha col suo cane”? Quante visite genererebbe?
Su una rivista invece, che viene sfogliata dal parrucchiere o in spiaggia ha un senso: si guarda la foto del tenero Pedro e la curiosità (e il tempo a disposizione) ci inducono a leggere il pezzo.

Io ho 2 tartarughe: Qwerty e Cookie.
A qualcuno interessa sapere che rapporto ho con loro?

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6 commenti su “Il cane Oliver e il giornalismo che cambia

  1. Rossella lo trovo, spero mi perdonerai, il più patetico, inutile e poco professionale giornalista italiano.
    E’ pacato si, ma non ha nessun’altra qualità: la domenica, a Verissimo su Canale 5, legge la posta del cuore. Delle letterine palesemente false per le quali ha le rispostine pronte pronte.
    Si vede infatti che fine ha fatto il TG5 durante la sua gestione: è andato a picco pur avendo un target di telespettatori non sicuramente da nobel per la fisica.
    Insomma, scusa se non ho commentato il post ma solo Rossella… si vede che non lo sopporto? 🙂

  2. Ehm.. sì Rudy… messaggio arrivato forte e chiaro 🙂 Tra l’altro adesso che so che a te non piace, a me piace ancora di più 😉

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