La scia digitale

Anche se non sempre ce ne rendiamo conto, abbiamo decine di spettatori che seguono la nostra scia digitale e che controllano le nostre abitudini per capire chi siamo.

Stamattina, a mente lucida, prima che la giornata mi travolgesse, ho provato a focalizzarmi sulle informazioni che invio al mondo compiendo semplici gesti quotidiani.

Alle 7.00 in punto, lo smartphone mi ha dato la sveglia e, accendendosi, ha comunicato al mio operatore telefonico e ad alcuni produttori di applicazioni che ero “operativa”.

Ho allungato una mano, preso il tablet dal comodino: Facebook mi ha chiesto a cosa sto pensando, Twitter cosa c’è di nuovo… I social network mi controllano più di un fidanzato.

Ho risposto alla mail di un’amica parlando di una gita in barca e comunicando a Google che amo la vela: se ne ricorderà e mi mostrerà un sacco di proposte a riguardo.

Sono uscita di casa, le celle del mio operatore telefonico hanno seguito i miei spostamenti e registrato informazioni sui luoghi che frequento.

Mi sono fermata a fare colazione in un bar, mentre ero in coda alla cassa ho risposto al WhatsApp di uno sconosciuto per fargli sapere che deve aver sbagliato numero, comunicando a Facebook che ci conosciamo e che, per il resto della vita, potrà suggerirmi di stringere amicizia con lui.

Ho pagato con la carta di credito, facendo sapere alla banca le mie abitudini di consumo.

Mi sono spostata verso l’ufficio: il gps ha comunicato alla mia auto quanti km ho percorso, quanto consumo e che stile di guida ho, il mio cellulare ha continuato ad agganciare nuove celle e diverse telecamere hanno immortalato il mio passaggio.

Sono arrivata in ufficio, ho acceso il pc comunicando al mio datore di lavoro che ero in perfetto orario, ho controllato le notizie fornendo ai vari siti informazioni che servono a profilarmi: cosa leggo, cosa faccio, cosa voglio.

Alle 9 del mattino, le abitudini più comuni che appartengono alla normalità di ogni giorno hanno già lasciato una scia digitale lunga km.

Se qualcosa è gratis, allora il prodotto siamo noi.

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10 commenti su “La scia digitale

  1. pam però l’utilizzo della tecnologia che fai tu va oltre quello dell’utente medio

  2. la verità è che lasciamo i nostri dati con troppa leggerezza….. ma di certi servizi non si può proprio fare a meno e i dati di registrazione vengono richiesti sempre

  3. @Ilaria Cardani quando sarai diventata intima della pam la puoi convincere a scaricare il web e a mettersi con me???

  4. @chiara il punto non è questo il punto è che facendo semplici operazioni come fare un bancomat o guidare un’auto col gps lasciamo informazioni di noi e veniamo tracciati senza nemmeno rendercene conto

  5. ho dei vicini di casa che conoscono la mia vita e i miei spostamenti meglio di me, non mi sconvolge se la mia banca sa dove faccio colazione, il grande fratello è ovunque anche senza la tecnologia

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