Se non sei su Google non esisti

Internet ha cambiato tutto, dal modo di lavorare a quello di rimanere in contatto con le persone, dal modo di informarsi a quello di fare shopping.
E naturalmente ha cambiato il modo di rimorchiare e di “curiosare” nella vita dei futuri partner.
Sì perché oggi se ci interessa qualcuno non chiediamo più in giro informazioni su di lui: andiamo su Google e le informazioni ce le troviamo da soli.
Che sia un sito o blog personale, un profilo su un social network, una pagina di contatti o anche un misero commento su un forum… qualcosa ci deve essere per forza.
E se non c’è significa che il soggetto in questione praticamente non esiste.
Quando ho a che fare con qualcuno che non è sul Web mi preoccupo.
E se avesse qualcosa da nascondere?
E se mi avesse dato un’identità sbaglita?
O la peggiore di tutte: sarà mica uno che non naviga???
Io bloggo, ergo sum



















17 giugno 2009 alle 00:59
Pam visita il mio profilo….esisto :p ! non è sPam….
17 giugno 2009 alle 10:07
per non parlare di chi è troppo presente su Google tanto da intervenire per modificare i risultati della SERP a lui collegata per “ripulire” la propria immagine (non è il mio caso!
ma ne conosco più di uno..)
17 giugno 2009 alle 12:31
La situazione è quasi inquietante
Una volta si chiedeva in giro, ora facciamo la squadra CSI nostrana per sapere qualcosa XD
17 giugno 2009 alle 12:54
Sì, in effetti è preoccupante avere a che fare con gente che non ha una sua identità digitale… forse addirittura peggio del caso contrario!
17 giugno 2009 alle 13:29
eppure claudio, è pieno di persone che non hanno un identità digitale!
17 giugno 2009 alle 14:34
E che dire di quelle aziende (non sono poche) che hanno addirittura un indirizzo email su libero?
17 giugno 2009 alle 15:13
dobbiamo proprio dire qualcosa? che tristezza.
17 giugno 2009 alle 16:35
Posso “aggiornare” solo un pezzettino? http://www.ted.com/talks/view/id/511
17 giugno 2009 alle 21:13
bè per alcune persone è facile per altre meno, complice anche la professione che si svolge e perchè no, il proprio nome. digitando “pamela ferrara” su google è ovvio che venga fuori un sacco di roba su di te (anche per via del lavoro che fai), ma digitando “mario rossi”? uno che si chiama così come può pensare di trovarsi nelle prime posizioni su google?
18 giugno 2009 alle 09:19
Certo ma un minimo di profilino su Facebook in mezzo agli altri 800.000 mario rossi lo deve pur avere
18 giugno 2009 alle 09:59
Il diritto all’anonimato è sacrosanto, magari uno non usa internet con la propria identità ma con un’altra proprio per non essere trovato
18 giugno 2009 alle 17:12
questo tizio è molto indicizzato su google ha anche dei vdeo su ytube, ma non per questo mi sentirei tranquilla ad essere sua amica!
http://www.youtube.com/watch?v=xvEYl_jGFQA&feature=related
18 giugno 2009 alle 18:13
Aiuto! Forse era meglio l’anonimo Mario Rossi di turno
18 giugno 2009 alle 20:25
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O la peggiore di tutte: sarà mica uno che non naviga???
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Ahahahahah
è veramente così terribile? Secondo me sono ancora tanti quelli che non hanno un profilo cliccabile oppure quelli che hanno un profilo ma quando ci clicchi sopra … omino bianco e nessuna info
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E che dire di quelle aziende (non sono poche) che hanno addirittura un indirizzo email su libero?
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Terrificante
Ciao
Luigi » LuVi Weblog
18 giugno 2009 alle 20:46
quoto luigi, c’è tanta gente che sul web c’è ma che alla fine non sa cosa farsene, si iscrivono ai social network, fanno amicizia con fratello e cugino e non caricano nemmeno la foto. o quelli che aprono un blog e non lo aggiornano mai. per fare le cose per moda e senza convinzione è meglio non farle
18 giugno 2009 alle 22:46
Non sono completamente d’accordo sympha. Credo che la curiosità sia fondamentale e qualcuno si può anche iscrivere a Facebook per poi non trovarlo interessante ed abbandonarlo, ma non credo sia meglio non tentare nemmeno. Non essere curiosi nei confronti di un fenomeno che conta oggi 1 milione e 500 mila utenti solo in italia è snobismo intellettuale
21 giugno 2009 alle 18:11
Nooooooooooooo. Uno che non naviga sarebbe gravissimo, insostenibile
19 febbraio 2010 alle 00:01
[...] Se non sei su google non esisti, faceva notare Pamela in suo post, meglio però riesci a posizionare i tuoi siti anche su Bing, Il motore di ricerca di Microsoft. [...]