Perché la pubblicità non ci ha salvati dalla crisi?
La settimana scorsa è circolata la notizia che un’agenzia pubblicitaria belga, dovendo procedere ad una riduzione del personale, ha indetto un concorso online attraverso il quale è possibile decidere chi verrà licenziato.
Si trattava naturalmente di un falso, di un’operazione di marketing virale che aveva lo scopo di creare un passaparola e dare visibilità all’agenzia e alla sua capacità inventiva.
Difficile valutare i ritorni di un’operazione del genere: di sicuro ha avuto il pregio di portare agli occhi di tutti, in modo paradossale, un fenomeno che proprio nei giorni precedenti il Natale ha fatto tabula rasa di creativi in diverse agenzie di pubblicità italiane. Leggi..
Bagnoschiuma al cioccolato e marketing della demenza
Periodo di regali e di notizie che li riguardano.
Pare che quest’anno il 26% delle persone abbia riciclato i regali perchè non erano adatti, erano doppi o non piacevano.
Sfido io, con la roba che si regala!
Ieri sera ero fuori con una mia carissima amica quando ci hanno raggiunto altre 3 sue amiche per portarle in regalo il sogno proibito di ogni donna: un bagnoschiuma al cioccolato (io avrei preferito il calendario di Brad Pitt). Leggi..
9 commentiIl marketing della fede
A differenza di quanto avviene da noi e piĂą in generale in Europa, le chiese americane non di rado si fanno pubblicitĂ , in genere limitandosi ad affiggere al loro esterno cartelloni con annunci e slogan di ispirazione religiosa.
Ma la “Collegiate Churches of New York” ha deciso di fare uno sforzo pubblicitario molto piĂą imponente e di investire in una campagna su televisione, stampa, cartellonistica e Internet un milione di dollari (dei fedeli). Leggi..
8 commentiPubblicitĂ 2.0?
Dell’importanza del passaparola nel marketing avevo già parlato.
Ci sono ricerche che stabiliscono che il passaparola su un prodotto commerciale è considerato più credibile rispetto non solo alla pubblicità ma anche all’informazione giornalistica.
Insomma, siamo diventati impermeabili al filtro mediatico sui prodotti e ormai riusciamo a fidarci solo di ciò che ci dice l’amico o che leggiamo sul blog. Leggi..
Elezioni Usa: è Obama il nuovo presidente/marketer
Gli Stati Uniti hanno eletto il nuovo presidente: Barack Obama.
Con un’affluenza record alle urne, Obama ha rilanciato il sogno americano attraverso una vittoria schiacciante sull’avversario John McCain.
Un trionfo per il candidato democratico, soprattutto se consideriamo che si tratta del primo presidente nero della storia. Ma non solo.
Circa 20 giorni fa Obama è stato nominato da Advertising Age marketer dell’anno, dopo aver incontrato i consensi di centinaia di professionisti e agenzie del settore che l’hanno classificato primo davanti ad aziende come Apple. Leggi..
Recessione: come affrontare la crisi con creativitĂ
Non si può certo negare che l’economia internazionale stia attraversando un periodo particolarmente difficile e che ognuno di noi si ritrovi a fare i conti con l’incertezza e la preoccupazione.
Il continuo rimbalzare da un mass media all’altro della parola “recessione” non ci aiuta certo a dormire sonni tranquilli e chi, come me, si occupa di marketing, si è ormai reso conto che tutti i mezzi di comunicazione sono stati colpiti dal fenomeno regressivo e che il processo di riduzione degli investimenti è inesorabile.
Valutare attentamente la debolezza attuale dei mercati e agire con prudenza non significa necessariamente ridurre le politiche di comunicazione e marketing a puro istinto di conservazione: al contrario proprio una strategia di marketing vincente è in grado di contrastare gli effetti negativi di questa difficile fase economica. Leggi..
7 commentiElezioni USA: la star Obama contro il guerrafondaio McCain
Ancora elezioni USA. Ok ne avevo giĂ parlato, ma continuano ad affascinarmi e se non altro mi distraggo dalle cariatidi della politica italiana.
Mancano 6 settimane al voto (il 4 novembre) e la corsa alla Casa Bianca si è trasformata in una guerra a colpi di strategie di marketing, diventando sempre più entusiasmante.
A questo punto la competizione non è nemmeno più tra Obama e McCain ma tra David Axelrod e Steve Schmidt, gli strateghi dei rispettivi candidati: il primo fa parte di quei pochissimi e strapagati consulenti politici capaci di rovesciare completamente il dibattito politico in favore di Obama, il secondo è un vero e proprio guerrigliero della comunicazione capace di insinuare nei cittadini qualunque dubbio possa andare a vantaggio di McCain. Leggi..
9 commentiRichiesta ufficiale di collaborazione
Richard Bandler disse: “Non avrai una seconda possibilitĂ di fare una prima, buona impressione”.
Oggi viviamo in un mondo in cui tutto è marketing, in cui il gioco cambia piĂą rapidamente che mai e in cui spesso si ha a disposizione un’unica chance.
Per fare qualcosa che venga notato bisogna essere molto creativi, e avere coraggio. Leggi..
Nuove frontiere per la pubblicitĂ

La televisione è uno strumento che invecchia, come i telespettatori che la guardano.
Negli Stati Uniti l’età media degli spettatori ha ormai raggiunto i 50 anni, ma si tratta di un target che non risulta interessante per parecchie aziende.
Di qui la necessità di indirizzare altrove l’investimento pubblicitario.
Oggi, a differenza di qualche anno fa, ognuno di noi ha la possibilitĂ di scegliere il proprio intrattenimento e in particolar modo i giovani preferiscono media piĂą attivi, come Internet, i social network, i videogiochi. Â
Negli Stati Uniti spopola TiVo, una televisione che consente agli utenti di scaricare in anticipo i programmi preferiti e vederli in qualunque momento, senza la pubblicitĂ .
In Italia il fenomeno non è ancora così accentuato, ma che i giovani preferiscano il Web alla Tv e che ci trascorrano più tempo è un dato ufficiale.
Le reti satellitari mostrano un po’ più di dinamismo, ma in generale l’interesse per la scatola televisiva sta scemando e i big player se ne sono accorti: un esempio tra tanti è quello di Sony che ha incorporato YouTube come uno dei canali ai quali si può accedere attraverso il telecomando. Leggi..
L’era del contatto Web, e di chi non risponde
Una recente inchiesta della Strike Force Sales, dopo aver inviato 460 richieste di informazioni via email ad un ampio spettro di aziende e organizzazioni, ha stabilito che il 60% delle grandi societĂ non risponde alle domande dei clienti.
Il dirigente operativo Darren Cox spiega che, dopo una settimana, il 59% delle compagnie doveva ancora inviare una risposta, e quelle che l’avevano fatto ci avevano messo almeno un giorno e mezzo.
I settori più reticenti risultano essere il commercio e l’edilizia.
“Considerando che Internet ha rivoluzionato il mondo degli affari e le cifre che vengono spese in pubblicità , ignorare le e-mail dei clienti è una vera negligenza”, sostiene Cox, che continua: “Le società ricevono circa l’80% di spam e il 20% di vere richieste, ma nessuno si preoccupa di dividere le une dalle altre”. Leggi..








