Body scanner: sono contraria, vi spiego perché

Mi capita spesso di decidere di non parlare di una notizia, fino a quando leggo i vari commenti che girano in Internet sulla notizia stessa, e finisco per cambiare idea.
Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare dei body scanner in arrivo negli aeroporti di Malpensa, Venezia e Fiumicino. Molti non accettano l’idea dichiarando di sentirsi violati nella propria intimità, altri invece ci scherzano dicendo che non c’è nulla di male a mostrare il “pipino”, e poi c’è il solito Rudy Banidera che non vede l’ora di passare attraverso un body scanner grattandosi le parti intime con ostentata sicurezza.
Per far fronte alle polemiche sull’imbarazzo relativo alla dignità umana violata, si è tenuto subito a precisare che le donne saranno controllate da addette aeroportuali donne e gli uomini da uomini… perché c’è anche gente in grado di eccitarsi per una radiografia? Ma fanno tutti queste storie quando vanno dal medico?
Comunque secondo me il punto è un altro. In un paese come il nostro in cui ci siamo visti sbattere bellamente online le dichiarazioni dei redditi, a portata di tutti, dove chiunque poteva scaricarle e consultarle senza bisogno di chissà quali competenze informatiche, che fine faranno le immagini catturate? Come verranno archiviate? Da chi verranno gestite? Chi mi garantisce che il tutto non venga utilizzato per creare una banca dati su ogni singolo cittadino o, peggio ancora, che i dati sensibili non vengano rivenduti e utilizzati a scopi pubblicitari?
Quante volte, ogni giorno, riceviamo messaggi pubblicitari riguardanti le nostre abitudini? E se domani qualcuno ricevesse un sms che lo invita in una clinica specializzata per togliere quell’orrendo neo che ha sul “pipino”? O se gli facessero addirittura notare che sarebbe il caso di sottoporsi a un intervento di allungamento?
Certo, il tutto viene fatto unicamente per la nostra sicurezza, che di solito è anche la ragione per la quale ogni giorno la nostra privacy viene violata.
Non è che a questo punto sia più sicuro recarsi in aeroporto direttamente nudi e con il passaporto stampato sulle chiappe?







11 gennaio 2010 alle 11:46
Grazie per l’amorevole citazione
Ogni nuova tecnologia, specie nel mondo informatico nel quale viviamo, porta con se un problema implicito e cioè quello della gestione dei dati raccolti.
Ora, alla luce di questa cosa possiamo dire che non è il body scanner il problema ma come verranno gestiti i dati che deriveranno dai controlli, ma io penso che la maggior parte della gente non trovi scandaloso quello che trovi tu (che è un punto di vista interessante).
Se fossimo certi che i dati non venissero registrati saremmo disponibili a passare sotto l’aggeggio? Io si, ma sono certo che la maggior parte delle persone direbbero di no, ponendo l’accento sul fatto che il problema percepito non è quello di cui parli tu.
Oggi TUTTO raccoglie dati su di noi, anche la Google toolbar, ma non per questo non ci evolviamo.
11 gennaio 2010 alle 12:30
Sono d’accordissimo Rudy, infatti il motivo per il quale ho scritto il post è che leggendo le varie polemiche mi pare che la gente sia contraria per motivi che io ritengo sbagliati: vergogna e paura delle radiazioni. Ho voluto parlare delle mie perplessità, consapevole che non siano tra le più comuni.
11 gennaio 2010 alle 12:37
Poi vuoi mettere la soddisfazione di grattarsi copiosamente davanti ad un poliziotto? Non ha prezzo
11 gennaio 2010 alle 13:12
mi permetto due segnalazioni correlate…
radiografie
nothing to read here
11 gennaio 2010 alle 15:11
Grazie Gio, contributo straordinario
11 gennaio 2010 alle 19:00
interessante la foto della…. em…. pistola
11 gennaio 2010 alle 19:08
il problema è che le radiazioni emanate da una qualunque macchina per radiografie fanno male. molti di noi prenderanno l’aereo 1-2 volte all’anno per andare in vacanza ma pensate a chi viaggia per lavoro e tutte le settimane si dovrà sottoporre a questa prassi…. poi quando comincerà ad avere problemi di salute chi ne risponderà?
11 gennaio 2010 alle 19:12
Questo della salute è l’unico punto di vista realmente da approfondire, oltre a quello della ravanata ovviamente
11 gennaio 2010 alle 20:28
è una questione di valutare se il gioco vale la candela. imbarazzo, radiazioni, violazione della privacy e rischio di diffusione dei dati sensibili, se consideriamo che alla fine le armi verranno introdotte comunque negli aeroporti solo in altro modo mi sa che non ne vale la pena
11 gennaio 2010 alle 20:54
l’unica polemica dovrebbe riguardare l’inutilità di questi dispositivi
11 gennaio 2010 alle 21:33
L’osservazione è intelligente, dovrebbero garantirci non solo che le immagini non verranno utilizzate in nessun modo ma che verranno addirittura distrutte e in italia sappiamo bene che non c’è garanzia su niente
11 gennaio 2010 alle 22:04
la mia fidanzata lavora in aeroporto e questa situazione la preoccupa veramente, pensate a quanti controlli si deve sottoporre il personale di un aeroporto, è un continuo passare sotto quegli aggeggi e anche se dichiarano che la quantità di radiazioni sia minima provate a pensare di passarci sotto più volte in una giornata!
11 gennaio 2010 alle 22:15
ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. tutti qui a parlar di salute mentre la verità è che vi vergognate a farvi fotografare il bigolo
11 gennaio 2010 alle 22:25
E’ esattamente quello che penso io
14 gennaio 2010 alle 09:45
In Germania hanno protestato, tutti nudi contro i body scanner, che bello!
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2010/01/11/AM5gKVHD-seminudi_contro_scanner.shtml
4 febbraio 2010 alle 01:10
Chiunque voglia tirare giù un aereo ha molti modi facili, efficaci ed efficienti.
Guardate cos’hanno fatto dei RAGAZZINI all’Air Force One (l’aereo del presidente degli USA): http://www.stillfree.com
Figuriamoci se si può fermare un’organizzazione terroristica… basterebbe un banalissimo bazooca!
Io non sarei sorpreso se tutto quel che ci raccontano, dagli attentati sventati agli arresti di intere cellule di terroristi che stavano per…, fosse totalmente inventato. Abbiamo idea del business che sta dietro a una guerra? O anche solo dietro alle norme sulla security?
Quel che è certo è che ci gravano di molti problemi e ci impongono un controllo di orwelliana concezione; decidono per noi persino i problemi da darci in pasto, pur di distrarci da quelli veri. E quelli della salute e della privacy sono problemi-specchietto.
Che dite, mollo Orwell e mi dedico a Salgari?