Bp: a volte il silenzio è d’oro, più della pubblicità
La pubblicità è l’anima del commercio, ci salva dalla crisi e ci aiuta a guadagnare consensi anche nei momenti più bui, anche di fronte a catastrofi naturali: pensate solo all’operazione pubblicitaria svolta da Berlusconi dopo il terremoto in Abruzzo.
Non è sempre così però, bisogna essere in grado di comunicare nel modo giusto e soprattutto bisogna non essere gli artefici di un disastro ambientale come la marea nera.
La campagna pubblicitaria di scuse della Bp per aver causato la peggiore catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti si sta rivelando controproducente e sta scatenando un’altra marea, quella delle critiche, invece che suscitare comprensione.
Le critiche vengono anche dal presidente degli Stati Uniti Obama, secondo il quale il denaro sprecato in pubblicità poteva essere speso meglio per ripulire le coste o per risarcire i pescatori del Golfo o tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa della macchia di petrolio.
Ci sono eventi di fronte ai quali la pubblicità è impotente e, una volta rifiutato il supporto di James Cameron (chissà se la sua idea era “decolliamo e nuclearizziamo” o se aveva pensato a qualcosa di più concreto per l’occasione) ed essersi attirati l’odio del pianeta, c’è poco da scusarsi o da ironizzare: l’unica è rimboccarsi le maniche e risarcire.
O farsi rappresentare da Rocco Siffredi che dichiara “Io di buchi ne ho chiusi tanti”.







7 giugno 2010 alle 13:16
Finale spettacolare
7 giugno 2010 alle 14:35
Hanno rovinato il pianeta, adesso pensano di cavarsela con delle scuse?
7 giugno 2010 alle 14:38
va bè ma piuttosto che non dire una parola come se nulla fosse successo, almeno si sono scusati, no?
7 giugno 2010 alle 16:41
per scusarsi basta un comunicato stampa, realizzare una pubblicità è assurdo, quei soldi potevano essere utilizzati per il recupero
7 giugno 2010 alle 18:13
hahahah l’aiuto di james cameron proprio non l’ho capito che cazzo doveva farci un film?
7 giugno 2010 alle 19:51
Forse perchè è esperto in navi che affondano
7 giugno 2010 alle 23:59
L’unica cosa che conta nel mondo dell’economia è il dio denaro, se sei responsabile di una catastrofe al massimo ti tirano le orecchie … voglio tornare sul mio pianeta
8 giugno 2010 alle 09:49
su fb hanno proposto di usare la palin per tappare la falla
8 giugno 2010 alle 10:07
Sono d’accordo con te Pamela. Prima hanno tirato il sasso e poi anzichè nascondere la mano si scusano per l’arto incontrollato….non compriamo più auto che vanno ad oli.Dobbiamo cambiare anche noi la richiesta.
10 giugno 2010 alle 20:54
Pare addirittura che la Bp abbia acquistato su Google e Yahoo! diverse parole chiave per influenzare le ricerche degli utenti relative alla catastrofe ambientale
http://www.affaritaliani.it/mediatech/bp100610.html