Casa bianca: troppa burocrazia per la rivoluzione Internet

Mentre il St. Petersburg Times tiene d’occhio le 500 promesse di Obama attraverso l’”Obanometro”,  strumento che serve a valutare se gli impegni presi in campagna elettorale verranno mantenuti durante il mandato, il neo-presidente ha già qualche problemino con l’utilizzo degli strumenti Internet più all’avanguardia.
Obama vuole infatti trasportare la burocrazia federale nel ventunesimo secolo ma si sta già scontrando con attrezzature vecchie e regolamenti troppo vincolanti… senza considerare la difficoltà di mantenere la “dignità presidenziale” all’interno di un Web che si muove senza regole.

I membri dello staff della Casa Bianca, che durante la campagna elettorale si erano abituati a usare i più moderni strumenti di comunicazione per raggiungere i loro sostenitori, si trovano ora con browser filtrati e software di chat online disabilitati.

Una legge del 1978 prevede infatti che le comunicazioni della Casa Bianca vengano archiviate, quindi niente instant messaging.
Inoltre la stessa legge prevede che le pagine Web siano salvate ogni volta che cambiano: un po’ impegnativo per chi vorrebbe un sito aggiornato in tempo reale.
Senza contare che gli amministratori che eliminano i commenti inappropriati dal sito Web del Governo potrebbero trovarsi in conflitto con il Primo Emendamento della Costituzione, che garantisce la libertà di parola.

Speriamo che con le altre 499 promesse vada meglio
🙂

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7 commenti su “Casa bianca: troppa burocrazia per la rivoluzione Internet

  1. non mi stupisce per niente. ma davvero obama prensa che il governo degli stati uniti possa comunicare tramite chat? è tempo che si svegli e che cominci a governare davvero

  2. Quoto alberto. Si tratta del Governo degli Stati Uniti… se ci sono prassi da rispettare in qualunque uficio pubblico, figuriamoci lì. Strano che obama non ci abbia pensato prima.

  3. Beh non è detto che il Presidente USA non riesca a risolvere anche questa. Per motivi di sicurezza non volevano fargli più usare il blackbarry, ma pare che si sia fatto fare un software apposta che non consente l’identificazione.
    Il mondo va avanti…al diavolo la burocrazia

  4. Social Network e decoro non hanno molto in comune.
    Ho letto che un funzionario dell’amministrazione Bush, durante una gita del Dipartimento di Stato in Islanda aveva postato su Twitter raccontando di negozi duty-free e costumi da bagno noleggiati, creando imbarazzo e ilarità. Ovviamente la storia ha fatto il giro dei giornali…. difficile controllare cosa le persone scrivono sui social

  5. Se qui in Italia avessimo i vari Berlusconometri ecc per vedere quanti degli impegni presi vengono mantenuti il governo se la vedrebbe parecchio brutta

  6. @Luca se la vedrebbero brutta un po’ ovunque, un conto sono le parole un altro i fatti. il problema è che in campagna politica o si raccontano balle per ottenere voti oppure si promettono cose avventate, senza fare i conti con la realtà, come mi pare stia succedendo a obama almeno sul lato informatico

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