Complimenti a chi copia, ma con stile: il caso Eat Alì

Ho sempre pensato che avesse ragione Einstein quando sosteneva che “Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti”.

Evidetemente mi sbagliavo: può infatti capitare di ricevere un sacco di pubblicità gratis, proprio per aver copiato.

Il fortunato oggetto di tanto clamore è Asad Ullah, giovane bengalese che ha aperto a Torino un negozio di alimentari, chiamandolo Eat, Alì e facendo il verso alla famosa catena di Oscar Farinetti Eataly.

L’idea è piaciuta talmente tanto a Farinetti che ha deciso di metterlo nero su bianco, acquistando una pagina pubblicitaria sul quotidiano La Stampa per elogiarla:

“Copiare, lo dicevamo già sui banchi di scuola, è un’arte e bisogna farlo con stile. Asad Ullah, un giovane bengalese, gestore di un piccolo negozio di alimentari in Corso Belgio 42 a Torino, ha dimostrato grande senso dell’ironia e doti imprenditoriali, chiamando il suo emporio Eat, Alì. Siamo orgogliosi e divertiti, infatti abbiamo fatto i complimenti ad Asad, che si è dimostrato nostro grande fan” (La Stampa).

Certo, se l’endorsement arriva da un colosso della distribuzione alimentare di alta qualità, non possiamo che inchinarci alla genialità di Asad, dimostrazione, secondo i più, che a volte la creatività non proviene dalle grandi agenzie di comunicazione ma può nascondersi in una piccola realtà territoriale.

Eppure, il riferimento “colto” a me non sembra poi tanto ovvio.
Secondo me il buon Asad ha semplicemente optato per un gioco di parole simpatico, che Farinetti ha voluto interpretare in base al suo personale tornaconto: in fondo, a livello di immagine, da questa operazione è proprio Eataly a guadagnarci di più.

E il giovane bengalese?
Anche lui ha fatto centro, dimostrando, in un colpo solo:
1. che la teoria di Einstain è sterile
2. che dalla genialità inconsapevole a un’efficace strategia di marketing, il passo è breve.

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11 commenti su “Complimenti a chi copia, ma con stile: il caso Eat Alì

  1. Genio un cavolo, è un banale copione. E Farinetti avrebbe potuto denunciarlo e avrebbe dovuto. Poi l’idea è anche simpatica ma di tutto quello che si può dire “genio” non ne fa parte

  2. Concordo, il bengalese non sapeva nemmeno che esistesse Eataly, poi adesso improvvisamente si dichiara un grande fan. Va là che è furbo!

  3. secondo me copiare vuol dire una cosa sola: mancanza di fantasia. con buona pace di farinetti che cerca solo di farsi pubblicità

  4. @ziobob ma cosa dici? Le cose si apprezzano in silenzio! Farinetti voleva solo fare il figo e farsi pubblicità, altrimenti questa notizia non sarebbe nemmeno circolata

  5. E’ l’era dei social network baby, dove un normale kebbabbaro può diventare famoso perchè un pirla pubblica lo scontrino su Facebook. Prima o poi la gente si stancherà e ricomincerà ad apprezzare solo le cose di vero valore

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