Facebook: il trionfo dell’amicizia

Facebook è l’apoteosi della melassa.
Siamo amici di tutti, dei nostri amici, di chi conosciamo a malapena, di chi non conosciamo affatto e soprattutto degli amici dei nostri amici che se solo ce li trovassimo di fronte un giorno probabilmente ci starebbero sulle balle. Anzi, è facile che ci stiano già sulle balle per quello che scrivono su Facebook.
Poi ci sono gli ex amici, o ex colleghi, o ex compagni di classe che non ti hanno mai potuto sopportare ma che non rinuncerebbero mai ad averti tra gli amici.

Tempo fa una ragazza che conosco si era profondamente offesa per un articolo che avevo postato su FB che parlava di alcuni fenomeni legati alla crisi economica, non so per quale motivo aveva preso la cosa in modo personale e mi aveva scritto una valanga di contumelie.
Però l’amicizia non me l’ha tolta, eh no, questo non si fa, non è politically correct in un luogo dove tutti sono amici di tutti e i buoni sentimenti trionfano sempre, tanto da sentire il bisogno di mandarci cuori, baci, abbracci e quant’altro anche tra perfetti estranei.

E poi c’è LUI.
Quel tastino irritante che ti consente di esprimere il tuo apprezzamento con un MI PIACE.
Qualunque cosa tu scriva, anche la più irrilevante (mi sono appena svegliato e mi sto dirigendo verso il bagno) puoi star certo che c’è qualcuno a cui questo elemento piace da morire, sarà un fanatico dell’igiene entusiasta all’idea che in questo momento ti stai lavando i denti.

Propongo di cominciare ad essere noi stessi un po’ di più.
Primo passo: l’aggiunta del tasto MI FA SCHIFO.

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12 commenti su “Facebook: il trionfo dell’amicizia

  1. Hahah, hai visto il mio status “Appena eliminato l’ultimo che mi ha taggata. Per il prossimo ho già pronta una tanica di benzina”?
    Il tasto “mi piace” in effetti non è un problema 🙂

  2. Essere noi stessi? Smetterla con ste cagate e cominciare a usare il web seriamente. Non sto scherzanodo: FB MI FA SCHIFO. Diciamola tutta, siamo drogati di quella roba lì e non riusciamo più a smettere e per contrappasso alla nostra morte non avremo più uno straccio di digitale (finalmente).
    Per la cronaca, sono riuscito finora a tenermi alla larga da FB e me ne vanto 😉

  3. Secondo me il problema non è tanto FB ma come lo usi, io l’ho utilizzato anche per creare contatti lavorativi e per diffondere qualche idea (spero buona)… non è lo strumento in sè ad essere negativo, è lo strumento dato in mano alle persone che non usano il cervello a diventare dannoso

  4. io aggiungerei il tasto MI FA CAGARE visto che su fb di cose che fanno cagare ce ne sono parecchie a partire dal gioco che gira in questo periodo della fan application

  5. infatti, da quando sono iscritto a facebook mi si è cariato un dente e sono diventato diabetico 🙂
    inoltre sono aumentati i rompiballe che ti mandano le cose più assurde, una volta mi hanno mandato un poke (che kaiser è lo devo ancora capire) che mi ha dato un calcio all’inguine … non vi dico cosa ho risposto per una questione di decenza.
    la risposta: ma è divertente, ogni giorno accredito una moneta d’oro per accedere alla varie opzioni …
    la mia risposta: tra le opzioni perchè non scegli quella di andare aff….
    risultato: mi ha tolto l’amicizia e non ricevo più poke 🙂
    morale: fb rende permalosi e fancazzisti

  6. face è un estensione del mondo reale non qualcosa di diverso e separato, quando lo capirete voi vecchi? se qlc ci fa del male gli togliamo l’amicizia dappertutto

  7. Non fa una piega il Tuo Post Pamela (scusa se ti do del TU. Condivido…ma non oso cliccare quel tastino li…MI PIACE… 🙂
    Si! Condivido e ci sarebbe da dire, da scrivere su tutto lo schifo di una comunicazione che non è assolutamente comunicazione ma elogio alla SUPERFICIALITA’ e al NULLA.
    Ciao! Salvatore

  8. Buongiorno! Mi chiamo Salvatore, ho 41 anni, mi ritrovo disoccupato dal Marzo scorso.
    In me è accaduta una cosa, e ne sono totalmente consapevole, perchè molto realista.
    Mi sono “rifuggiato” in Facebook, ritrovandomi a casa, senza saper che fare, senza più uno stimolo bello, forte, come un lavoro (sono Geometra).
    Cosa sono andato a cercare in Facebook? Le conoscenze reali, quelle delle frequentazioni (sport insieme, qualche festa, un caffè)reali. Poi se ne sono aggiunte di altre, virtuali. Premessa: non ho mai cercato io le persone virtuali, mi sono sempre ritrovato ad “accettarle” in lista, e poi vedere, aspettare, cosa ne veniva fuori.
    Dicevo, in Facebook ho provato a cercare una chiacchierata, dialogo, confronto, comunicazione in generale, su tutto, sinceramente e schiettamente, senza nascondermi o fingere. Questo sia con le persone reali sia con quelle virtuali. Risultato?
    Da guando sono disoccupato mi ritrovo nel silenzio, senza un vivere, senza spunti quotidiani, isolato si può dire. Ho mollato qualche sport perchè non più sereno, stanco, insicuro (sport come Speleologia e Kayak fluviale – detti “estremi). Mi sono “allontanato” fisicamente dai gruppi di persone legate al condividere quegli sports, per non sentirmi dire che la mia tristezza infastidiva (è successo!), per rispettare la loro allegria e star bene spensierati. Caratterialmente non sono riuscito a stare dietro ai loro caratteri, spensierati, forse più forti del mio.
    In Facebook? Silenzio, ancora più silenzio e tristezza. La tristezza di ritrovarmi davanti ad uno schermo ad aspettare, a tentare un dialogo, a scrivere pensieri, letteroni, e in conclusione non ricevere né scambiare nulla. Solo silenzio e, da parte di tutti, frasi fatte, link spesso cretini, insulsi o disgustosi, link musicali, foto per ridere (talvolta sulla natura), foto in bikini, in tuta, etc. Commentini assurdi, dove si ride con due lettere due per niente, di niente. Commenti che vanno avanti, post dopo post, senza un senso logico, senza un contenuto.
    Che tristezza la mia! Ancora più terribile! Ma lo sapevo, questo è! Volevo solo provare, desideravo trovare qualcosa, qualche anima interessante, intelligente, sensibile, con cui avere uno scambio, nel silenzio della mia casa, che mi sembra essere diventata un Convento per me. E io vi conduco una vita monacale. Non ho nessuna depressione, preciso, solo paura del domani, e tristezza e sconforto per la realtà che mi circonda, che mi sento dentro pesantemente. Il mondo e la vita scorrono, non sono essi ad essere cambiati…è il mio sentirli che ha subito un mutamento, superficiale forse, ma un mutamento che è simile a un velo, che ho messo addosso io. Cosi mi ritrovo a vedere e sentire diversamente le cose. La cura? Ritrovare il lavoro, risentirmi vivo, con qualcosa di mio, e sentirmi capace, non un “fallito” nella mia vita, senza niente più di mio (a parte me stesso)per andare avanti più sereno, per costruirmi qualcosa per me, per sognare un pò.
    Ecco Facebook! Fantasmi di niente! Amicizia di niente! Silenzio!

    Salvatore

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