La censura non ci salverà dagli idioti

Il papà di Facebook, Mark Zuckerberg, ha parlato di un’iniziativa destinata a fare di Facebook un riferimento per la pubblicità e le scienze sociali: un “sentiment engine”, cioè un motore di ricerca invisibile che macina tutti i dati che gli utenti di Facebook producono in ogni giorno della loro vita virtuale per arrivare a comprendere le “masse”, per studiare e analizzare le opinioni.
E intanto l’Italia cosa fa? Censura.

Il 5 febbraio la maggioranza ha accettato un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia nel quale si stabilisce che il governo potrà chiedere ai fornitori di accesso (aziende di telecomunicazione) di eliminare quelle pagine dei social network nelle quali si istighi a delinquere o a commettere reati. E’ previsto che si arrivi ad oscurare tutto il sito per impedire la reiterazione del reato, cioè milioni di persone e di conversazioni cancellate per l’infrazione di un singolo.

Senza voler in alcun modo giustificare gli idioti violenti e razzisti che si riversano su Facebook e che comunque rappresentano un esigua minoranza, credo sia arrivato il momento di spegnere l’allarme e smettere di demonizzare la Rete.

Su Facebook nessuno fa male a nessuno: forse il più furbo è stato Obama che l’ha usato per raccogliere voti ma la maggior parte delle persone lo utilizzano in modo del tutto innocente per tenersi in contatto con gli amici, per propinare agli altri le foto del loro matrimonio e dei bebè o addirittura per promuovere cause nobili e aderire agli appelli del momento.

Ovviamente ognuno può esprimere il suo pensiero, come in qualunque paese democratico, il che purtroppo non ci esenta dal subire messaggi vili e stupidi, come i gruppi che inneggiano a Riina che comunque difficilmente raccolgono più di qualche decina di utenti e che vengono cancellati nel giro di pochi giorni grazie alle segnalazioni fatte ai gestori del sistema.

Il problema non è Internet, o Facebook.
Il problema è che un idiota rimane un idiota, sia che scriva sul Web sia che imbratti i muri della città, a meno che non vogliamo demonizzare anche quelli.

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13 commenti su “La censura non ci salverà dagli idioti

  1. ceeeeerto. noi dobbiamo essere censurati ma le aziende che raccolgono i nostri dati e li utilizzano a scopi commerciali agiscono in perfetta legalità, come no

  2. La mia paura è che questo sia solo l’inizio di un andazzo generale che dovremo subire in futuro. Tra qualche tempo la democrazia sarà un optional

  3. Sono d’accordo con Pamela, cosi’ si cerca soltanto di evitare che i contenuti raggiungano il pubblico ma non si cura il reato, si cura solo la sua manifestazione pubblica.

  4. Guardacaso nessuno si è mai sognato di chiudere gli stadi perchè un manipolo di idioti ha inneggiato a Hitler o all’antisemitismo. Ma le leggi non dovrebbero colpire chi commette i reati? Ho la sensazione che ci si stia orientando troppo alla limitazione della libertà di espressione piuttosto che alla punizione dei reati veri.

  5. La verità è che della libertà di espressione non ce ne facciamo nulla finche viviamo in un paese in cui il massimo interesse è il calcio, le veline e gli intrallazzi tra i due

  6. per curare l’idiozia e la violenza non è certo sufficiente togliere gli strumenti attraverso i quali vengono espresse. gli idioti sono pieni di risorse e troveranno altri modi per esprimersi

  7. Il problema, secondo me, è che da come è formulata questa legge sembra che il problema non sia tanto commettere il reato quanto farlo vedere. Eppure se si è arrivati a punire i ragazzi della scuola che hanno fatto violenza al bambino down è proprio perchè attraverso YouTube si è venuti a conoscenza della violenza stessa, cosa che diversamente non sarebbe accaduta.

  8. permettetemi ma c’è una grossa differenza tra la libertà e il reato. il bullo che prende a calci il down su youtube non è libertà, è reato, quindi il video va rimosso e il bullo punito severamente. inneggiare a Riina non mi sembra proprio libertà di espressione ma stupidità che è meglio non pubblicare. i reati vanno censurati su internet come ovunque

  9. Con tutti i condannati che siedono in Parlamento stiamo qui a scandalizzarci per le bravate di qualche ragazzino su Facebook

  10. internet è specchio fedele anche di quanto di cattivo c’è nella società, e come nella società i delitti vanno puniti e ciò che non è lecito va censurato, internet non può e non deve seguire regole diverse

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