La nuova era dell’informazione

Social network: un delirio di gente che racconta gli affari suoi, dal pranzo che ha appena consumato a cosa andrà a comprare al supermercato.
Ma quando il jet della US Air ammara sul fiume Hudson la notizia raggiunge Twitter molto prima di giornali e televisioni, e quando il terremoto colpisce l’Abruzzo i primi a saperlo sono collegati a Facebook.
“Poi arriva la rivolta in Iran e scopri che, con i corrispondenti stranieri messi alla porta dal regime degli ayatollah, Twitter diventa l’unico vero canale di informazione su quello che sta accadendo nel Paese: migliaia di ragazzi armati di cellulare che trasmettono brevi messaggi e immagini della sommossa e della repressione” (Il Corriere).
In paesi in cui fare giornalismo significa necessariamente aggirare la censura e i divieti di qualunque espressione non autorizzata, Internet, incubo dei regimi autoritari, diventa la chiave di tutto.
A Google cinese viene imposto di bloccare l’accesso ai siti stranieri, Teheran nei momenti di forte tensione arriva addirittura a disattivare la linea telefonica.
In Italia, dove la televisione sta da tempo facendo i conti con YouTube e la stampa ufficiale ha appena cominciato a confrontarsi col fenomeno dei blog, i mass media devono ora soccombere di fronte all’inarrestabilità dei Social Network che ci rendono tutti spettAUTORI.
E il mondo cambia.
E i monopoli crollano.
E noi non vedevamo l’ora.



















25 giugno 2009 alle 00:27
Ed inventori di nuovi neologismi….spettautori è a dir poco magnifico !!! complimenti
25 giugno 2009 alle 09:33
Un dato di fatto, sull’informazione i cittadini arrivano prima, perchè per ogni evento qualcuno è già lì. Non c’è media che tenga
25 giugno 2009 alle 09:43
Pappa buona pAm, pappa buona
25 giugno 2009 alle 10:04
Pam: le cose non sono cosi’ rose e fiori. Immagino che tu sappia che tutte le trasmissioni cellulari sono monitorate (http://en.wikipedia.org/wiki/NSA#ECHELON).
Per esempio vi siete mai chiesti come mai durante 9/11 le chiamate su cellulare delle vittime vennero pubblicate sui giornali? Come facevano a conoscere le trascrizioni delle chiamate?
Dipende dal livello di sofisticazione delle apparecchiature in Iran, ma tutti quelli che hanno mandato un video sono in principio rintracciabili (http://www.youtube.com/watch?v=0ehr0JzbFNM)…molto coraggiosi.
25 giugno 2009 alle 10:06
O molto incoscienti.
Grazie GG
25 giugno 2009 alle 10:51
Gg scusa….tutti siamo rintracciabili ! non x forza si deve mandare un video x esserlo….
25 giugno 2009 alle 11:14
Tutto è monitotaro ma bisogna sapere cosa cercare. Se le chiamate, le e-mail, i video o le “twitterate” cominciano ad essere milioni o miliardi ai voglia a controllare. Ecco perchè io invece vedo proprio rose e fiori.
25 giugno 2009 alle 11:18
Aggiungo: non si può fermare il fiume in piena. Digital revolution
25 giugno 2009 alle 11:19
Stefano chiedo scusa anche a te….un banale nick od una banale username sono collegate ad un ip ! quindi ad un numero di telefono e quindi ad un nominativo…i fiori sono rose in questo caso…piene di spine !
25 giugno 2009 alle 11:19
quoto stefano. il fenomeno si sta diffondendo troppo e troppo in fretta. ormai è impossibile da arginare, a meno che appunto non vengano disattivate le linee
25 giugno 2009 alle 16:22
Sono d’accordissimo sul fatto che siamo tutti rintracciabili ma il punto è … chi se ne frega! Se siamo milioni chiunque ci vorrà rintracciare dovrà spendere talmente tante forze ed energie che il gioco non varrà la candela.
Se vogliamo poi parlare di come aggirare un ip fatti un giro in città con un i-phone e guarda quante connessioni aperte ci sono in giro: “twittare” sembrando un altro è un gioco da ragazzi.
25 giugno 2009 alle 17:43
Stefano faccio finta di non aver letto….
25 giugno 2009 alle 20:15
@ Stefano e dream: guardate che monitore il traffico mondiale non e’ poi cosi’ difficile…basta avere i mezzi giusti. Il supercomputer piu’ potente al mondo (di cui abbiamo conoscenza…) ha 129600 processori e puo’ arrivare fino a 1456704 GFlops, cioe’ circa 1500 milioni di milioni di operazioni per secondo – anche se si dovesse controllare la tutta popolazione mondiale i numeri non sono poi’ cosi’ distanti.
Tanto per fare un paragone un intel core 2 duo ha circa 48 Gflops…non e’ inverosimile che esistano altri sistemi piu’ potenti di cui non siamo a conoscenza.
Non solo, tutti i protocolli criptati su internet (per esempio quando si usa https) possono essere decriptati…sempre se si hanno i mezzi giusti.
Cosi’ qualunque cosa che fate (una telefonta, un accesso a internet, un email…) ha una traccia che puo’ sempre essere recuperata.
Quindi internet ha un doppio significato: permette a tutti di comunicare, ma permette a pochi di controllare. E’ per questo motivo che le leggi sulla privacy sono l’aspetto piu’ importante della politica contemporanea. Per esempio negli US, la legge non permette la collezione di informazioni relative a US persons (anche se il patriotic act ha alcune eccezzioni). Nella EU ci sono leggi simili.
In Iran, tali leggi non ci sono, quindi chi manda quei messaggi ha coraggio, oppure si basa sul fatto che la technologia disponibile in Iran non permette un monitoraggio cosi’ stretto di tutto il traffico.
25 giugno 2009 alle 21:49
Heheh chi riesce a controbattere GG vince una bambolina
(Rudy non ho detto “bambola gonfiabile”
25 giugno 2009 alle 22:31
Ma su sto blog passate la droga gratis? Dove devo mettermi in coda?
25 giugno 2009 alle 22:39
@Gg io sono uno di quei pochi !
25 giugno 2009 alle 22:40
Massimo rispetto a GG … direi impossibile vincere la bambolina. Resta il fatto che se le persone che comunicano, come sta succedendo in Iran, sono tantissime anche se esistesse un mega computer capace di controllarle tutte che possiamo fare contro milioni di cervelli … miliardi di idee … megamiliardi di pensieri?