Zunebug: un anno di 366 giorni e perdiamo gli mp3
Brutta sorpresa per i possessori di lettori Mp3 Zune: quando si sono svegliati nel 2009 hanno trovato l’apparecchio inutilizzabile e perso la propria musica.
Il malfunzionamento è stato ufficializzato sul sito di Zune con un comunicato stampa diffuso dalla Microsoft: “Un bug nel driver dell’orologio interno correlato al modo in cui il dispositivo gestisce un anno bisestile”. Ecco quindi svelato il problema dei lettori bloccati: il passaggio dal 2008 al 2009 ha creato, all’interno del driver che gestisce l’ora e il calendario del lettore, una sorta di “millenium bug”. Sarebbe stato dunque quel giorno in piĂą, il 366esimo dell’anno, a congelare le funzionalitĂ del lettore. (Repubblica) Leggi..
7 commentiBill Gates accusato di stregoneria
Un tizio canadese ha citato in tribunale Microsoft, Google, Wal-Mart, il Great Canadian Casino, la compagnia telefonica Telus e diverse altre grandi aziende chiedendo 2 miliardi di dollari di risarcimento per tutto il lavaggio del cervello e il controllo mentale che tali compagnie gli avrebbero imposto. Leggi..
7 commentiIl pc fa invecchiare
Prima si è detto che Google ci rende stupidi. Poi che Internet fa ingrassare. Ora succede che il computer fa invecchiare la pelle.
Giulio Basoccu, chirurgo estetico e docente all’UniversitĂ La Sapienza di Roma, ci informa che: “Il computer, se usato tutti i giorni e per molte ore, invecchia il viso. Fa venire le borse sotto gli occhi, spegne il colorito della pelle e i segni dell’invecchiamento sono piĂą visibili”.
Insomma, era meglio andare tutti a lavorare in miniera. Leggi..
Gli iperconnessi che faranno crescere l’economia
Nel terzo millennio ci sono ancora aziende che resistono alle innovazioni tecnologiche, spesso a causa delle persone che non hanno confidenza con quegli strumenti del Web 2.0 che ci permettono di sviluppare relazioni e di essere sempre in contatto con l’informazione.
Una recente ricerca condotta da Idc, in collaborazione con Nortel, evidenzia che questa situazione è destinata a cambiare: nelle aziende dei 17 paesi analizzati, il 16% dei dipendenti risulta essere “iperconnesso”, dato di per sé non particolarmente significativo ma che lo diventa se pensiamo che le stime indicano che questa percentuale crescerà fino al 40% in breve tempo. Leggi..
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