In America ci sono più bloggers che baristi

L’America è una nazione di bloggers.
Ad affermarlo è Mark Penn, il sondaggista di Hillary Clinton ed esperto in “microtendenze”, sono più numerosi gli americani che si guadagnano da vivere mettendo le loro opinioni su un blog di quanti non facciano i pompieri, i programmatori di compiuter, perfino i baristi.
“Tenere un blog non è più un hobby -ha scritto Penn sul Wall Street Journal- in America oggi ci sono quasi tanti bloggers quanti avvocati. Sui venti milioni di persone che hanno aperto un blog, 1,7 milioni ne trae un qualche tipo di introito mentre per quasi mezzo milione (452 mila per la precisione) il blog è diventato la fonte primaria di reddito” (La Stampa).
Andrà a finire che l’unica scema che ha un lavoro e blogga gratis sono io.







23 aprile 2009 alle 17:40
Io preferisco ubriacarmi che commentare su un blog, quindi questa è una pessima notizia!
23 aprile 2009 alle 20:47
Io conosco diversi baristi blogger
23 aprile 2009 alle 22:30
io dico che i numeri sui guadagni sono pompati alla grande
23 aprile 2009 alle 22:47
tutti i numeri sono pompati vi pare possibile che i blogger siano quasi quanti gli avvocati?
23 aprile 2009 alle 23:07
Vasko considera che si sta parlando di bloggers, cioè di persone che hanno un blog, non necessariamente di bloggers “famosi”. Che possano essere tanti quanti gli avvocati non mi stupisce, piuttosto ho qualche perplessità sui dati relativi ai guadagni: anche ammettendo che si parla di Stati Uniti dove i bloggers sono molto più considerati rispetto a quanto avviene in Italia, e anche considerando che gli introiti pubblicitari siano decisamente più alti rispetto a quanto avviene da noi… in ogni caso mi sembrano cifre troppo alte.
24 aprile 2009 alle 09:49
Esatto Pam, in America sono molto più considerati, sono anche delle autorità, vedi esempio di Arianna Huffington che con il suo blog, The Huffington Post, ha giocato un ruolo determinante per l’elezione a Presidente Usa di Obama. Te la immagini una cosa del genere in Italia? E poi è vero le cifre sono impossibili qui da noi, non dico che in America sia più facile, ma di sicuro c’è un’alta considerazione del web e quindi dei blogs.
24 aprile 2009 alle 10:05
Ehm Pam, siamo in due (ad essere scemi intendo)
24 aprile 2009 alle 14:59
Nonostante in america i blog abbiano più seguito rispetto a noi mi pare che la cifra di 75.000 dollari non sia giustificata, diciamo che forse si potrebbe arrivare a 30-40.000 che in italia è comunque fuori dal mondo
24 aprile 2009 alle 21:44
Ci sono molte analogie tra un blog e un bar, sono entrambi posti in cui ti rifugi per passare una mezzora spensierata a fare 2 chiacchiere e i baristi come i bloggers spesso si fanno custodi delle confidenze più inconfessabili
25 aprile 2009 alle 15:39
ho sempre pensato che i blog fossero puro volontariato o pura pazzia, non avrei mai creduto che ci si potesse vivere