Nov 13
PubblicitĂ 2.0?
Dell’importanza del passaparola nel marketing avevo già parlato.
Ci sono ricerche che stabiliscono che il passaparola su un prodotto commerciale è considerato più credibile rispetto non solo alla pubblicità ma anche all’informazione giornalistica.
Insomma, siamo diventati impermeabili al filtro mediatico sui prodotti e ormai riusciamo a fidarci solo di ciò che ci dice l’amico o che leggiamo sul blog.
I media classici, come la tv, sono controllati dal mercato. I nuovi media, come i social network o i blog sono invece spontanei, basati sull’esperienza e sul dialogo, dunque piĂą credibili.
La pubblicitĂ ci piace sempre meno: vogliamo avere il controllo, decidere a cosa interessarci, quali informazioni cercare su Internet, a quale voce dare credito: non piĂą il testimonial del prodotto ma il blogger entusiasta che ce lo consiglia senza guadagnarci nulla.
Nuove frontiere per la pubblicitĂ ?
Massimo Mantellini ha avuto un’idea che precorre i tempi, ma forse di poco.
Sul suo blog ha inserito una sezione pubblicità , che però non viene messa a disposizione delle aziende che pagano per avere lo spazio: è lui a decidere a chi fare pubblicità e l’inserzione è gratis!
“Pensa cosa accadrebbe se ogni blogger avesse una sezione pubblicitaria del genere. Le aziende farebbero a gara per produrre prodotti migliori e meno costosi invece che spendere miliardi in spot televisivi deficienti”.
Semplicemente geniale.
7 Commenti
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Concordo pienamente. Soprattutto per quanto riguarda i gadget tecnologici, contano molto di piĂą le informazioni che ci scambiamo in rete e i siti che permettono di inserire le recensioni degli utenti rispetto alla pubblicitĂ . E’ una grande rivoluzione
Uhmm…non so se sono pienamente d’accordo. Forse nessuno di voi si ricorda di NCSA Mosaic…il primo web browser (e si’ prima di Netscape e poi di tutti gli altri…). La sostanza e’ che anche se le idee sono buone, alla fine contano solo i soldi. La pubblicita’ a pagamento e’ cio’ che sostiene internet…se la togli da dove vengono i fondi??? NCSA era stato sviluppato all’universita’ dell’Illinois (assumo con fondi governativi). Senza supporto pubblicitario e’ poi scomparso e allo stesso tempo apparve Netscape, che (se mi ricordo bene) fu’ uno dei primi a usare la pubblicita’ per fare un guadagno. Se vi ricordate, a quel tempo (~1995) l’unico business su internet era quello XXX…e sono proprio stati loro a inventare il web come appare oggi: pop-ups, flash…
Quoto GG. Internet è un mondo straordinario dove tutto, per noi, è gratis. Ma questo avviene perchè esistono spazi pubblicitari acquistati da aziende che permettono a noi di avere tutto gratis. A volte si esagera, le pubblicitĂ sul web stanno diventando sempre piĂą invasive, e sarebbe curioso e affascinante un mondo dove ognuno decide chi pubblicizzare e di farlo gratis… ma forse non possibile
a me l’idea piace… i blog li vedo come strumenti liberi che dovrebbero essere ripuliti dalla pubblicitĂ e da quegli odiosissimi adsense… e sarebbe davvero forte che ognuno volesse dare consigli su un prodotto ad altre persone e farlo in modo gratuito. poi ci sono altri siti, come i giornali online, i portali ecc che ovviamente hanno bisogno di introiti e continueranno a raccoglierli con la pubblicitĂ . forse l’ideale sarebbe che le due forme coesistessero
purtroppo il mercato segue le sue leggi, e nessun sito web o emittente televisiva o giornale rifiuterebbe una pubblicitĂ che genera guadagno. sarebbe comunque bello arrivare ad un momento in cui si può scegliere. senza essere drastici come il sig. mantellini, che sicuramente fa anche un lavoro che gli permette di vivere, perchè se dovesse vivere di solo blog con pubblicitĂ gratis andrebbe poco lontano, sarebbe bello pensare di poter rifiutare questa o quella pubblcitĂ in quanto brutta. oggi le campagne pubblicitarie piĂą brutte sono realizzate proprio dalle aziende piĂą ricche, e sono di una noia mortale. perchè non creare delle pubblicitĂ belle, intelligenti, divertenti che sicuramente daranno maggiori risultati rispetto a quelle classiche e noiose? secondo me se i media cominciassero a rifiutare le pubblicitĂ piĂą brutte qualcosa cambierebbe. ma mi rendo conto che è un’utopia.
Non so se sia vero ma ho letto che nei paesi nei quali il passaparola e’ molto considerato, come ad esempio la Francia, nascono molti piu’ blog di quanti non ne nascano ad esempio in Italia.
Io invece ho letto su una ricerca recente che ormai una persona su due non crede piĂą nè alla pubblicitĂ nè all’informazione. Ora sarĂ anche vero che il nostro sistema mediatico, dai giornali alla televisione a internet, riesce a finanziarsi grazie alla pubblicitĂ … ma se nessuno la considera piĂą prima o poi le dinamiche dovranno cambiare.